Famila Schio passa a Lucca ma a perdere è la pallacanestro

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Famila Schio passa a Lucca ma a perdere è la pallacanestro

38-82(10-30, 25-53 e 29-68)

Gesam Gas e Luce Lucca: Azzi 4, Natali 21, Kaczmarczyk 6, Valentino 4 e Gilli 3 Allenatore: Luca Andreoli

Famila Wuber Schio: Del Pero 17, Gaye 10, Sottana , Gruda 6, Verona 11, Crippa 5, Andrè 6, Keys 6, Laksa 17 e Mutterle 4 Allenatore: Georgios Dikaioulakos

Arbitri: Duccio Maschio, Stefano Ursi e Gian Lorenzo Miniati

Il Famila Wuber Schio si impone per 82-38 al PalaTagliate di Lucca contro un Basket Le Mura Lucca ridotto ai minimi termini. Coach Andreoli ha potuto contare solo su cinque giocatrici, rimaste in campo per tutti i 40’ nonostante le energie, con il passare dei minuti, siano venute lentamente a mancare.

Kaczmarczyk, Valentino, Gilli, Natali e Azzi sono le cinque stoiche biancorosse sul parquet. Coach Dikaioulakos, per non correre rischi, opta per il seguente quintetto: Gruda, Gaye, Keys, Laksa e Verona. La partita, come ampiamente prevedibile, diventa un brutto spot che chi di dovere avrebbe dovuto evitare. Il primo canestro della contesa è un piazzato della classe 2005 Sara Valentino. Le venete prendono il comando del punteggio, trovando la via della retina da ogni posizione. Ogni punto delle locali, mai come in questa circostanza sudato, è tributato dai sinceri applausi del pubblico di fede lucchese, accorso in buon numero nonostante il destino segnato del match. Primo quarto che si conclude sul 10-30.

Copione che si ripete nel secondo periodo dove l’attacco del Gesam Gas e Lucca funziona meglio con Natali che tocca la doppia cifra a livello personale. In casa Schio c’è spazio anche per la giovanissima Martina Mutterle, finita a referto nell’ultimo quarto. All’intervallo lungo il tabellone recita 25-53. Gli ultimi due quarti, dipanatasi su ritmi ancora più blandi, hanno veramente pochissimo da dire. Finisce . A Schio vanno i due punti, alle cinque cestiste del Basket Le Mura Lucca vanno gli applausi di tutti gli sportivi per lo sforzo e l’attaccamento alla maglia profuso in una serata a dir poco surreale.

Foto Alcide Lucca