FORTE DEI MARMI: Dal 20 giugno al 26 luglio al Fortino la mostra “Titoli di Coda” in Al-Kīmiyā

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Il Fortino riapre le sue porte con la bellezza di un’alchimia: dal 20 giugno al 26 luglio la mostra “Titoli di Coda in Al-Kīmiyā” racconterà e intreccerà la storia di tre grandi artisti, lo storico costumista teatrale, cinematografico e televisivo, Vincenzo Canzanella, lo scultore contemporaneo, Giacinto Bosco e Rossella Gilli, pittrice, scultrice ed incisore internazionale.

L’Assessorato alla Cultura di Forte dei Marmi, in collaborazione con il Comitato Villa Bertelli e del suo presidente Ermindo Tucci, organizzano “Titoli di Coda in Al-Kīmiyā ” una mostra ideata e prodotta da Armando Fusco productions, in collaborazione con la storica sartoria Cine-Teatrale e Televisiva CTN 75, con la Fonderia Artistica Cubro e con il Museo Fondazione Mondragone di Napoli, che aprirà i battenti del Fortino Leopoldo I, il 20 giugno alle 19.30, con una preview su invito.

La mostra si configura come un evento culturale di straordinaria bellezza, capace di mettere insieme tonalità diverse, apparentemente dissonanti, che in realtà evidenziano una insolita comunanza, come si legge nel titolo Titoli di Coda in Al-Kimiya: dai costumi di Vincenzo Canzanella, storico protagonista da oltre mezzo secolo della tradizione partenopea della sartoria teatrale, del cinema e della televisione, alle sculture oniriche di Giacinto Bosco, raffinato interprete della scena artistica contemporanea che, con il suo ricorrente Canto alla luna, invita a una ricerca identitaria che va oltre l’orizzonte terreno.

E le opere mirabili, di grande fascinazione, di una straordinaria artista internazionale, Rossella Gilli: le sue tele, pervase da un sapiente uso dell’oro, ci riportano ad atmosfere magiche, ad un’ Âge d’Or densa di esotismo e di mistero: da Marrakech a Milano, da New York a Parigi, si intrecciano architetture naturali e antropizzate in un dialogo innovativo, capace di creare una raffinata empatia con il visitatore, un improvviso straniamento.

Siamo onorati di poter accogliere un evento di questa portata – afferma Graziella Polacci, Assessore alla Cultura – e di poter riaprire le porte alla bellezza, dopo tanta incertezza che questa imprevedibile pandemia ha generato. E ringrazio Armando Fusco che ancora una volta è riuscito a ideare un progetto artistico originale mettendo insieme anime diverse capaci di generare un’unica grande emozione”.

“Ho accolto con entusiasmo l’invito del maestro Canzanella e del suo producer Fusco, a curare gli allestimenti di questa mostra – dichiara la curatrice Rosy Ferrara – che conclude un percorso iniziato nel suo corposo archivio e repertorio storico seguendo le tracce di M. Consiglio Picone, icona napoletana dell’alta moda e del costume teatrale degli anni ’50 e ’60 del novecento, di cui il Maestro Canzanella divenne suo fidato collaboratore ed erede artistico, custodendone abiti, accessori e costumi, di cui questa mostra ne riassume le tappe salienti”.

Questa mostra – dichiara Armando Fusco – ideatore e produttore del progetto, non è il risultato di una formula chimica studiata in laboratorio, ma piuttosto l’incontro di tre personalità che ci aiutano con le loro opere a trasformare un sentimento in qualcosa di prezioso. Prezioso come l’oro, per farci riscoprire attraverso un delicato quanto dirompente processo alchemico la nostra vera natura, cioè quell’ineffabile desiderio di guardare oltre, quell’insopprimibile esigenza umana di ciò che è straordinario e maestoso: l’Infinito.

Così per esempio, nelle opere di Rossella Gilli, l’oro e l’argento acquisiscono i tratti simbolici della luce e delle tenebre, del principio maschile e femminile, che si uniscono nella coniunctio oppositorum. Idea che si attua plasticamente anche nelle sculture di Giacinto Bosco, di leopardiana memoria, con quel suo costante riferimento alla luna:

– Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,

Silenziosa luna?-

(…) dimmi: ove tende

Questo vagar mio breve..

Un vagare effimero, come quello di un “titolo di coda”, come ama definirsi il maestro Canzanella, costumista teatrale di impareggiabile eccellenza, che con le sue storiche creazioni ci fa ripercorrere i momenti salienti attraverso i protagonisti del teatro, del cinema e della televisione italiana: da Maria Callas a Marcello Mastroianni e Monica Vitti, Valentina Cortese, Eduardo De Filippo, Patty Pravo, Sandra Mondaini, Massimo Ranieri, solo per citarne alcuni. Uno dei padri della psicanalisi, Carl Gustav Jung, diceva che l’uomo ha assolutamente bisogno di bellezza e di idee che diano significato alla vita e che gli permettano di individuare il suo posto nell’universo.

Questa mostra ci porta in questa direzione, perché, – conclude Fusco citando Jerzy Lec “solo nell’arte è possibile l’alchimia: creare l’oro dal nulla”.

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Al-Kīmiyā

20 giugno – 26 luglio 2020

da lunedì a domenica dalle 18:30 alle 23:30

Ingresso gratuito

Fortino Leopoldo I – piazza Garibaldi –

Forte dei Marmi – (LU)