Marco Paolini torna in scena al Differenti di Barga

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Torna in scena al Differenti di Barga, da dove manca dal 2012, Marco Paolini con il suo nuovo lavoro Filo Filò. Lo spettacolo in programma sabato 7 marzo, ore 21.

Info e prevendita biglietti presso l’Ufficio Cultura del Comune di Barga allo 0583724791 email cultura@comunedibarga.it oppure direttamente dalla pagina Facebook del Teatro dei Differenti. Speciale ingresso a 10 € per i ticket rimasti nei palchi di terzo ordine.

Marco Paolini, autore, regista, attore è considerato uno dei massimi esponenti del teatro di narrazione. Noto al grande pubblico dagli anni Novanta quando portò in televisione il suo racconto del Vajont. Da qui poi tanti lavori di successo che lo hanno reso uno dei più grandi interpreti di quel teatro di narrazione che diventa, spesso, anche teatro civile. Filo Filò si inserisce in un ciclo di spettacoli che hanno per focus la tecnologia e la sua pervasività nelle nostre vite.

Dopo Le avventure di Numero Primo (una storia fantastica, fondata su ipotesi plausibili, che narrava l’impatto con l’ignoto), # Antropocene (un oratorio per voci, violoncello solista e orchestra) e Tecno Filò (storie e ragionamenti che tentavano di definire questo nostro tempo crisalide riflettendo sull’esito delle mutazioni culturali e tecnologiche in corso), è la volta di un esperimento che, almeno per ora, è possibile fare solo a teatro. Filo Filò è la storia di Filo, il protagonista, che vorrebbe condividere con i propri avi il peso delle scelte future, sospeso tra la dipendenza dalla rete con cui sembra ormai corpo unico e di cui subisce il fascino come il canto di una sirena, e la sua umanità fragile e terrena. Lo spettacolo è diviso in due tempi: un primo e un “terzo tempo”, senza che ve sia un secondo. Il primo tempo racconta il filo che ci lega al passato e che probabilmente continuerà dopo di noi, si sviluppa come una storia che ne contiene altre, le evoca ma le lascia in sospeso per il terzo tempo, dopo l’intervallo, durante il quale non si fa più teatro, si fa filò.

Filò. Una forma più magra di racconto dialogante. Un filo di storie tenuto insieme con mestiere (quel che basta) e necessità (quella non manca). Era Filò nel Veneto “una veglia contadina nelle stalle durante l’inverno ma anche interminabile discorso che serve a far passare del tempo… e niente altro”, così diceva Andrea Zanzotto.

Il Filò, il “terzo tempo”, ha una durata variabile, dipende dal dialogo, dalla passione e, perché no, anche dalla stanchezza.

Solo in scena, Marco Paolini è accompagnato dal contrappunto di una colonna sonora originale, composta e realizzata per lo spettacolo da Maria Roveran.