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CIA TOSCANA NORD: SUL GASOLIO AGRICOLO ARRIVA UN PRIMO RISULTATO, MA SERVONO INTERVENTI STRUTTURALI

Un primo risultato concreto per le imprese agricole, che tuttavia non può essere considerato una soluzione definitiva alle difficoltà che il settore sta attraversando. È questa la posizione di Cia Toscana Nord di fronte allo schema di decreto-legge predisposto dal Governo per sostenere i comparti produttivi colpiti dal protrarsi della crisi dei mercati internazionali e dal conseguente aumento dei costi dei carburanti. Il provvedimento prevede un contributo a fondo perduto pari al 20% delle spese sostenute per l’acquisto di carburante agricolo tra il 1° giugno e il 15 ottobre 2026, con l’obiettivo di compensare, almeno in parte, il rincaro dei costi sostenuti dalle imprese. Il contributo sarà erogato direttamente da Agea. Le modalità per accedere al sostegno saranno definite dopo la pubblicazione ufficiale del decreto e dei relativi provvedimenti attuativi. «È un primo passo nella direzione giusta e un risultato che riconosciamo anche come frutto delle sollecitazioni portate avanti da Cia – sottolinea Alberto Focacci, direttore di Cia Toscana Nord. Il passaggio a un contributo a fondo perduto, con un’erogazione diretta alle aziende, rappresenta un elemento positivo, perché risponde all’esigenza di dare liquidità alle imprese e di intervenire concretamente su una delle voci di costo che incidono maggiormente sull’attività agricola». «Dobbiamo però essere chiari – prosegue – questo intervento non risolve il problema strutturale che abbiamo davanti. Le aziende agricole della Lucchesia e della Versilia, come quelle del resto del territorio di Cia Toscana Nord, hanno bisogno di poter programmare il proprio lavoro e sostenere costi di produzione che non possono continuare a essere esposti a oscillazioni così pesanti. Un contributo riferito a un periodo preciso può dare un aiuto, ma non è sufficiente a garantire stabilità e prospettive alle imprese, soprattutto se la crisi dovesse prolungarsi». Secondo Focacci la questione va affrontata anche oltre i confini nazionali. «La crisi dei carburanti è legata a uno scenario internazionale complesso, segnato da tensioni e instabilità che condizionano i mercati e i prezzi dell’energia. Se non si arriverà a una soluzione delle crisi internazionali che sono all’origine di queste difficoltà, sarà molto complicato ottenere risultati duraturi intervenendo soltanto sul piano interno. Questo, però, non significa che si possa restare in attesa. Il Governo deve fare la propria parte e assumersi la responsabilità di accompagnare il settore agricolo attraverso questa fase, attraverso provvedimenti concreti di sostegno al comparto agricolo. Servono misure efficaci, tempestive e accessibili, che tengano conto dell’andamento dei costi di produzione e delle difficoltà concrete delle aziende. L’agricoltura non può fermarsi e non può scaricare interamente sui produttori il peso di una crisi che nasce da dinamiche che vanno ben oltre la loro capacità di controllo. Il contributo annunciato è dunque un segnale importante, ma deve rappresentare l’inizio di un percorso, non il punto di arrivo. Continueremo a sollecitare interventi che tutelino il reddito delle imprese agricole e garantiscano la continuità produttiva, perché sostenere l’agricoltura significa difendere il lavoro, l’economia locale e il presidio del territorio» 

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