RUBRICA DI VIAGGI A CURA DI FABRIZIO PEROTTI
Un viaggio in Normandia e Bretagna è un incontro con la forza del vento, le maree che ridisegnano la terra e scogliere a picco sul mare, dove la storia antica incontra la libertà dell’oceano. Ma prima di affacciarsi su quei paesaggi atlantici straordinari, chi scrive, assieme alla propria famiglia, partendo dalla città dell’arborato cerchio, ha deciso di trascorrere qualche giorno nella Ville Lumière. Come diceva l’indimenticabile Audrey Hepburn infatti, “scegliere come meta Parigi è sempre una buona idea”. Ma la cosa più interessante, prendendo l’aereo da Pisa per approdare nella capitale francese, è quella di fare scalo all’aeroporto di “Beauvais”, che dista una manciata di chilometri a nord di Parigi e di fare visita, circa a metà strada di macchina, al paese di Auvers sur Oise. Questo, non tutti forse sapranno, è il luogo che accoglie le spoglie di Vincent Van Gogh e di suo fratello Theo e non solo. Immerso nelle campagne che hanno ispirato i capolavori del grande pittore, in questo villaggio è possibile infatti visitare i posti dove Van Gogh ha trascorso gli ultimi mesi della sua breve vita e, in particolare, la splendida chiesa di Auvers che è il soggetto di un suo famoso dipinto realizzato nel 1890, soltanto pochi giorni prima della sua morte, e che, attualmente, è conservato al Museo d’Orsay. Per concludere “a tema” la giornata però non poteva certo mancare, una volta giunti a destinazione, la visita a Montmartre, celebre quartiere collinare nella zona nord di Parigi, famoso per la Basilica del Sacro Cuore posta sulla sommità che, con le sue stradine pittoresche ed il passato bohémien, è profondamente legato proprio ad artisti celebri come Pablo Picasso e, per l’appunto, Vincent Van Gogh. 
La città di Parigi è considerata, a ragion veduta, un museo a cielo aperto. La sua peculiarità, però, è quella di racchiudere tutti i monumenti più importanti e più caratteristici in un raggio abbastanza circostanziato e, per questo, visitabili in un tempo ragionevole anche facendo la visita a piedi. Certo non stiamo parlando di un paio d’ore ma, se facciamo l’elenco di ciò che è possibile immortalare nel corso di una giornata, il rapporto tra il tempo ed il risultato è formidabile. Fermo restando che ogni via, ogni angolo ed ogni scorcio della città è sempre unico e sorprendente, quello che si può ammirare è da “album fotografico”, da qualsiasi prospettiva lo si osservi. Tutti i mezzi pubblici, metrò, tram, bus, portano sotto la Tour Eiffel, uno dei simboli della città. Facendo pochi passi si può osservare la maestosità della “Dama di ferro” dal “Trocadéro”, un’area monumentale di Parigi situata sulla riva destra della Senna. Tappa obbligatoria se il cammino porterà, di li a pochi minuti, all’Arc de Triomphe, monumento che si trova alla fine dell’avenue Des Champs-Elysées, al centro di place Charles-de-Gaulle, anticamente chiamata Piazza della Stella. Il monumento fu voluto da Napoleone Bonaparte per celebrare la vittoria nella battaglia di Austerlitz e, dal 1945 in poi, la tomba è stata dedicata anche alla memoria dei morti della seconda guerra mondiale. Scendere lungo gli Champs-Elysées poi è un’esperienza unica perché è un viale famoso per le sue boutique di lusso come Louis Vuitton, Chanel e Dior e tanti altri ma anche per i suoi teatri e gli eventi che ospita in ogni periodo dell’anno. Place della Concorde, il Giardino delle Tuileries e la Piramide dei musei del Louvre, sono un trittico, in rapida sequenza, che ferma il tempo e lascia spazio alla Parigi dei sovrani che, tra il XVII ed il XVIII secolo fecero grande la Francia, tra successi e rivoluzioni. Fuori dal Louvre, passeggiando lungo le sponde della Senna si giunge poi alla Cattedrale di Notre-Dame, capolavoro dell’architettura gotica e simbolo vivente della storia e della cultura francese. Ancora pochi minuti e, passando sul lato sinistro della Senna attraverso il rinomato e cosiddetto “Quartiere Latino”, si giunge al Pantheon, edificio maestoso e famoso perché rappresenta il mausoleo laico della nazione francese, un luogo simbolo che celebra i suoi uomini e le sue donne illustri. Ma per finire in bellezza, a pochi metri dal pantheon, non può mancare la visita ai Giardini del Lussemburgo, un meraviglioso giardino pubblico, tra i più grandi di Parigi. Inaugurato nel 1612 da Maria de’ Medici, il giardino è un luogo fantastico, ideale per chi vuole trascorrere qualche ora di relax all’aria aperta.
Continuando l’avvicinamento alle coste della Normandia, il viaggio prevede la visita a Giverny, piccolo paese che si trova sulla “riva destra” della Senna, alla sua confluenza con il fiume Epte ed a circa 80 km a nord – ovest di Parigi. Nel villaggio di Giverny si trova la casa dove dimorò Claude Monet dal 1883 fino alla sua morte nel 1926, e che oggi ospita la Fondation Claude Monet. La proprietà infatti, comprendente la casa di Monet ed i suoi stupendi giardini, fu lasciata da suo figlio Michel alla città di Giverny nel 1966. Dopo una rapida visita alla tomba che raccoglie le spoglie del grande pittore impressionista, le mete prefissate sono quindi gli interni della casa in cui ogni stanza ha un colore differente ed in cui è ospitata anche una bella collezione di stampe giapponesi, tanto amate dall’artista, ed i ‘Water Gardens‘ ossia i giardini che circondano lo stagno ricco di ninfee ed impreziosito dal famosissimo ponte giapponese. Di fronte alla casa poi, ben visibile dalle finestre principali, si trova il ‘Clos Normand’, un luogo dove le geometrie spariscono, lasciando spazio ai colori dei fiori ed alla natura, libera di crescere e muoversi come meglio crede. La splendida giornata di sole ci ha permesso di scattare belle foto e di goderci l’atmosfera di questo luogo incantato, nonostante la presenza di moltissimi visitatori. A pochi metri dalla casa di Monet si trova infine il Museo dell’impressionismo, situato in un edificio moderno ma che preserva il fascino e l’autenticità di questo sito storico e che, ogni anno, presenta due – tre mostre temporanee che riuniscono i più grandi nomi dell’impressionismo, in particolare quelli della colonia di pittori di Giverny e della Valle della Senna. A cento anni dalla scomparsa di questo grandissimo pittore non poteva quindi mancare la visita ai luoghi che lo ispirarono per i suoi più celebri dipinti e che, ancora oggi, affascinano visitatori provenienti da tutto il mondo.

Una gita a Parigi vale “il prezzo del biglietto” ma se nel pacchetto si aggiunge anche una visita alla maestosa Reggia di Versailles, il cerchio si chiude si può tranquillamente dire di aver visto il meglio di ciò che offre la capitale francese. Sono pochi i chilometri che separano Versailles da Parigi, circa 20, e la logistica per una visita è molto semplice ed anche, tutto sommato, economica. Scoprire dal vivo ciò che rappresenta il simbolo concreto della monarchia francese, dei suoi eccessi e dell’eleganza che l’ha contraddistinta tra il Diciassettesimo e il Diciottesimo secolo è suggestivo, unico e, per certi versi, impressionante. L’ingresso alla reggia è maestoso così come i grandi appartamenti del re e della regina e la Galleria degli Specchi, la meraviglia indiscussa all’interno del palazzo. Nelle ali, invece, lasciano senza fiato l’Opéra, la Galeria delle Battaglie, progettata da Luigi Filippo d’Orléans in persona e dedicata alla storia di Francia dal 496 al 1809, e la Cappella reale, capolavoro barocco dedicato a San Luigi. Ma senza il suo parco ed i suoi giardini, Versailles non sarebbe la stessa cosa, non fosse altro che per le sue dimensioni che sono da capogiro. Durante la visita non dimenticate di passeggiare tra gli alberi dell’Orangerie e lungo il Grand Canal, che vanta ben 1500 metri di lunghezza e 62 di larghezza, o di ammirare da vicino i dettagli delle fontane, prima fra tutte il Bassin de Latone. Per concludere in bellezza non possono mancare la visita al Grand Trianon, la reggia usata da Luigi XIV con il relativo parco ed il Petit Trianon con il palazzo, il giardino ed il villaggio “da sogno” di Maria Antonietta.
L’ultima tappa del nostro viaggio che ci ha portato fin sulle coste francesi della Normandia, bagnate dall’oceano, ha avuto come destinazione il paese di Fécamp, che dista circa 15 km da Étretat. Prima però di giungere sulla costa delle meravigliose “scogliere di alabastro”, dopo circa ottanta km da Giverny, abbiamo fatto sosta a Rouen, il capoluogo della regione, la città di Giovanna D’Arco. È qui infatti, nella città del Grande Orologio e delle monumentali chiese realizzate in stile gotico che toccano il cielo (Saint-Maclou e Saint-Quen), incastonate tra migliaia di case edificate in stile medioevale, che la giovanissima eroina di Francia fu giudicata colpevole di eresia, bruciata sul rogo e, solo successivamente, riabilitata. La città di Rouen, dal 30 maggio del 1431, parla di lei e la visita alla piazza del vecchio mercato, dove si innalza la grande croce nel luogo esatto in cui la Pulzella d’Orléans morì sul rogo, è meta dei turusti che giungono in questa splendida città portuale, sorta sulle rive della Senna. Ed è proprio seguendo il corso e le anse del grande fiume che bagna Parigi che siamo giunti, dopo circa un’ora di macchina, sulle coste della Normandia, a Fécamp, che in passato è stata residenza dei Duchi di Normandia, fino al 1204, ed oggi è una città d’arte ma anche il principale porto francese per la pesca dei merluzzi. A tal proposito vale la pena fare visita al Museo dei Pescatori, che si trova al centro del porto e che, dislocato su ben quattro piani, è un meraviglioso viaggio nella storia del paese e della sua marineria che ha segnato la storia di questo paese. Ma questa regione, da sempre, è un affascinante racconto millenario segnato da invasioni vichinghe, grandi duchi guerrieri,
dalle lotte dinastiche medievali e dalla Guerra dei Cent’anni ma sono gli eventi cruciali della Seconda Guerra Mondiale, con lo sbarco degli alleati il 6 giugno del 1944, a rendere questa zona costiera, affacciata sull’oceano, una tra le più popolari e frequentate al mondo. Il litorale “normanno” si può suddividere in tre diverse sezioni, ognuna con caratteristiche uniche. La Costa d’Alabastro (Côte d’Albâtre), famosa per le spettacolari scogliere bianche a picco sulla Manica, che comprende località iconiche come appunto Fécamp ed Étretat. La Costa Fiorita (Côte Fleurie), un tratto elegante e fiorito nel Calvados, noto per le ville della Belle Époque e le stazioni balneari come Deauville, Trouville-sur-Mer, Cabourg e Honfleur e la Costa di Madreperla (Côte de Nacre), caratterizzata da ampie spiagge di sabbia e legata alle vicende storiche del D-Day, le spiagge dello sbarco, con i litorali storici di Utah, Omaha, Gold, Juno e Sword, mete di pellegrinaggio storico e di memoria. Anche se il nostro viaggio continua, questo racconto che da Parigi, tra storia, arte, cultura e natura, lungo le rive della Senna ci ha portati fino alle coste francesi della Manica, si conclude con la speranza che possa essere d’ispirazione e, comunque, di aver fatto cosa gradita.
Foto e testo di Fabrizio Perotti


