Sara Del Prete è stata la prima donna a resistere fino alla nona posizione di “Physical Italia, da 100 a 1”, il reality show trasmesso da Netflix e prodotto da Endemol Shyne Italy. Un risultato che racconta già molto, ma che non racconta tutto. Sara è nata a Lucca ed ha alle spalle una vita interamente dedicata allo sport. Il suo percorso è iniziato con la ginnastica ritmica, praticata a livello nazionale, ed è proseguito negli anni attraverso lo studio, la preparazione fisica ed una costante ricerca legata al movimento ed al benessere.
Sara, atleta, ginnasta e personal trainer, ha trasformato la sua passione in una professione, dedicandosi alla formazione ed alla diffusione di una cultura del benessere e della preparazione fisica. Oggi vive e lavora a Follonica, presso la Palestra Atlantide, dove continua a mettere la sua competenza, l’energia e la passione al servizio dello sport e, soprattutto, degli altri.
Una vita intensa, divisa tra gli impegni professionali e quelli, altrettanto importanti, della sua splendida famiglia. È con questo bagaglio che Sara è entrata in “Physical Italia”, un reality costruito intorno alla forza fisica, alla resistenza ed alla capacità di superare i propri limiti. Prova dopo prova, però, Sara ha dimostrato che la vera forza non si misura soltanto con i muscoli ma con il coraggio di affrontare una difficoltà senza mai tirarsi indietro, con la determinazione di rialzarsi quando il corpo chiede di fermarsi e, soprattutto, con lucidità di continuare a credere nelle proprie possibilità anche quando la competizione diventa sempre più dura. Questo Sara lo ha fatto sempre, ed in ogni prova ha portato con sé una rara combinazione di forza fisica e mentale, fatta di grinta e sensibilità, di competitività e rispetto. Ha combattuto, ha dato tutto, ha affrontato le difficoltà con la determinazione di chi conosce il sacrificio e sa quanto lavoro ci sia dietro ogni risultato. Ma c’è un altro elemento che ha caratterizzato il suo percorso, l’umanità. Perché in una competizione individuale, dove l’obiettivo è inevitabilmente quello di resistere più a lungo degli altri, Sara non ha mai dimenticato il valore della squadra. Ha saputo condividere, sostenere ed incoraggiare, dimostrando che si può essere avversari ma senza smettere di essere compagni di viaggio.
Ed è forse proprio questo uno degli aspetti più belli del suo percorso. Sara è arrivata alla nona posizione, conquistando il miglior piazzamento tra le concorrenti femminili. Un traguardo importante, soprattutto considerando il percorso iniziato con cento partecipanti ed una competizione che, puntata dopo puntata, ha lasciato spazio soltanto a chi riusciva a spingersi oltre i propri limiti. Un risultato che racconta molto più di una semplice posizione in classifica, perché Sara è entrata nell’arena come una personal trainer ed atleta proveniente da una disciplina, la ginnastica ritmica, molto diversa da quelle di molti suoi avversari. Si è trovata a competere contro campioni olimpici, atleti professionisti e specialisti di discipline di combattimento e di forza, affrontando prove nelle quali ogni volta venivano richieste qualità differenti.



