72° FESTIVAL PUCCINI 2026 A TORRE DEL LAGO-VIAREGGIO
Il festival si chiude con Madama Butterfly e La fanciulla del West e l’intitolazione della Sala Belvedere a Enzo Ducci
- Venerdì 4 settembre l’ultima recita di Madama Butterfly con Carmen Giannattasio, Ivan Gyngazov e Ambrogio Maestri
- Sabato 5 settembre il gran finale con La fanciulla del West protagonisti Anna Pirozzi, Roberto Aronica e Claudio Sgura
La serata conclusiva comincia alle 19 con la presentazione del libro di Marco Faelli Puccini e i suoi primi interpreti nel Giardino Mitoraj e alle 19.30 l’intitolazione della Sala Belvedere a Enzo Ducci
Ultime due serate per il 72° Festival Puccini di Torre del Lago-Viareggio che, dopo quasi due mesi di spettacoli, si avvia alla conclusione con due delle opere nelle quali il teatro di Giacomo Puccini raggiunge esiti tra loro diversissimi e di straordinaria modernità. Venerdì 4 settembre alle ore 21.15 torna al Gran Teatro all’aperto Madama Butterfly, nell’ultima recita della nuova produzione 2026; sabato 5 settembre, sempre alle 21.15, sarà invece La fanciulla del West a concludere ufficialmente il Festival, con la replica del nuovo allestimento presentato con successo lo scorso 29 agosto.
Due titoli lontani per ambientazione e linguaggio – il Giappone immaginato di Cio-Cio-San e la California della corsa all’oro – ma accomunati dalla capacità di Puccini di mettere al centro figure femminili di eccezionale forza teatrale.
Per Madama Butterfly, venerdì 4 settembre, Cio-Cio San sarà interpretata da un celebre soprano pucciniano come Carmen Giannattasio, affiancata da Ivan Gyngazov (che sostituisce il previsto Piero Pretti) come Pinkerton, Annunziata Vestri nel ruolo di Suzuki e Ambrogio Maestri come Sharpless. Sul podio dell’Orchestra e del Coro del Festival Puccini torna Francesco Ivan Ciampa, maestro del coro Marco Faelli. Si conclude così il percorso della nuova produzione firmata per regia e scene da Pier Francesco Maestrini, presentata per la prima volta lo scorso 7 agosto e accolta con grande favore dal pubblico. Lo spettacolo basa il proprio impianto visivo su un grande ventaglio centrale, accompagnato da altri due laterali, che diventano superfici per videoproiezioni, curate da Jean Paul Carradori, chiamate non semplicemente a descrivere il Giappone dell’opera ma ad amplificare la dimensione emotiva del dramma.
La lettura di Maestrini approfondisce inoltre un elemento appena suggerito dal libretto: la figura del padre di Cio-Cio-San, la cui memoria diventa progressivamente determinante nel rapporto della protagonista con l’onore e accompagna simbolicamente il suo gesto finale. Un modo per riportare l’attenzione sulla solitudine di Butterfly e sulla dimensione intima di quelle cose «umili e silenziose» che costituiscono il cuore del personaggio.
Sarà quindi La fanciulla del West a mettere il sigillo sulla 72ª edizione, sabato 5 settembre alle ore 21.15. Dopo il successo del debutto del 29 agosto torna la nuova produzione del Festival firmata per regia e scene da Angelo Bertini, con i costumi di Bianca Bertini e le luci di Valerio Alfieri. Sul podio Valerio Galli, alla guida dell’Orchestra e del Coro del Festival Puccini, mentre il terzetto protagonista riunisce Anna Pirozzi nel ruolo di Minnie, Roberto Aronica come Dick Johnson/Ramerrez e Claudio Sgura nei panni di Jack Rance. Tra le opere più raffinate e orchestralmente innovative di Puccini, La fanciulla del West debuttò al Metropolitan Opera di New York nel 1910 e porta sulla scena una comunità di minatori emigrati nella Sierra californiana, uomini lontani da casa ai quali Minnie offre insieme conforto, istruzione e una possibilità di riscatto. Nella lettura di Bertini, la frontiera americana diventa soprattutto «frontiera dello spirito»: le grandi sequoie innevate trasformano il paesaggio in una sorta di cattedrale naturale e la Polka, il saloon dei minatori, assume quasi l’aspetto di una chiesa sconsacrata. La grande croce che attraversa idealmente i tre atti accompagna così un percorso nel quale colpa, perdono e redenzione convivono fin dall’inizio. La salvezza finale di Johnson non cancella però la malinconia del commiato: Minnie parte con l’uomo che ama, mentre i minatori rimangono senza colei che per loro era diventata madre, maestra e guida.
La serata conclusiva sarà preceduta da due appuntamenti aperti al pubblico, pensati per accompagnare gli spettatori verso l’ultima rappresentazione del Festival. Alle ore 19.00, nel Giardino Mitoraj, sarà presentato il nuovo volume di Marco Faelli, Puccini e i suoi primi interpreti. Dalla prassi ottocentesca alla prassi contemporanea, pubblicato da Agorà & Co.. Maestro del Coro del Festival Puccini, Faelli dedica il libro agli interpreti che per primi diedero voce ai personaggi pucciniani, mettendo a confronto le testimonianze e la prassi esecutiva dell’Ottocento con le prospettive interpretative contemporanee. Un prezioso strumento d’indagine è costituito dalle incisioni discografiche che, agli albori del Novecento, cominciano a diffondersi: pur con i limiti tecnologici dell’epoca, queste tracce offrono la possibilità di farsi almeno un’idea della fisionomia vocale degli esecutori di allora. Le impressioni ricavate dall’ascolto vengono poi confrontate con altre fonti documentarie: i profili dei primi interpreti pucciniani – cantanti e direttori –, le recensioni della stampa, l’epistolario del Maestro e i pareri critici da lui espressi. A dialogare con l’autore saranno Angelo Taddeo, direttore artistico del Festival Puccini, Giovanni Godi, presidente della Fondazione Simonetta Puccini, Paola Cirani, direttrice della collana Aulòs, e la critica musicale Lisa Domenici.

Alle 19.30 si terrà quindi la cerimonia di intitolazione della Sala Belvedere del Gran Teatro a Enzo Ducci, una delle figure che hanno contribuito in modo significativo alla crescita e al consolidamento del Festival. Per partecipare alla cerimonia l’accesso alla Sala Belvedere avverrà dal lato del lago, così da non interferire con le attività di backstage che precedono la rappresentazione. Commerciante di professione e grande appassionato di musica, Ducci fu insieme ad Adone Spadaccini tra gli animatori delle iniziative nate per mantenere vivo il legame tra Puccini, Torre del Lago e il territorio. Partecipò nel 1971 alla prima edizione del Premio Puccini conferito al soprano Rosetta Pampanini e, nell’inverno tra il 1973 e il 1974, raggiunse New York insieme a Spadaccini e al sindaco di Viareggio Federigo Gemignani per una significativa missione al Metropolitan Opera, dove la delegazione consegnò una replica in bronzo del monumento a Puccini di Paolo Trubetzkoy. Proprio al Metropolitan, nel 1910, aveva avuto luogo la prima assoluta della Fanciulla del West: una coincidenza particolarmente significativa nella giornata in cui l’opera torna in scena per chiudere il Festival. Con l’intitolazione della Sala Belvedere, deliberata dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione, il nome di Ducci resta così legato permanentemente al Gran Teatro e allo sviluppo della manifestazione a Torre del Lago. Dopo la recente intitolazione del foyer ad Adone Spadaccini, i due amici e collaboratori tornano idealmente a essere riuniti nei luoghi del Festival alla cui storia dedicarono passione e impegno.
Costo dei biglietti del 72° Festival Puccini 2026
Opere: da 25 a 195 euro
I biglietti sono in vendita sul sito www.puccinifestival.it, alla biglietteria del Festival a Torre del Lago e nei circuiti vivaticket e ticketone.
La Biglietteria si trova a pochi passi dall’ingresso del Teatro sulla Via delle Torbiere (Torre del Lago – Viareggio) È aperta dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00; sabato dalle 10 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.30. Domeniche senza spettacoli chiusa. Nei giorni di spettacolo dalle 10 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 21.15. Tel (+39) 0584 359322 E-mail ticketoffice@puccinifestival.it


