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Al Giglio torna la lirica con “Pia de’ Tolomei”

Lirica • Stagione 2017/2018 del Teatro del Giglio di Lucca

Pia de’ Tolomei

tragedia lirica in due parti su libretto di Salvatore Cammarano

musica di GAETANO DONIZETTI

Edizione critica a cura di Giorgio Pagannone
Edizioni Casa Ricordi, Milano
prima rappresentazione Venezia, Teatro Apollo, 18 febbraio 1837

Nello della Pietra | Valdis Jansons
Pia, sua moglie | Francesca Tiburzi
Rodrigo, fratello di Pia | Marina Comparato
Ghino degli Armieri, cugino di Nello | Giulio Pelligra
Piero, solitario| Andrea Comelli
Bice, damigella di Pia | Silvia Regazzo
Lamberto, antico familiare de’ Tolomei | Claudio Mannino
Ubaldo, familiare di Nello | Giuseppe Raimondo
Il custode della Torre di Siena | Nicola Vocaturo

direttore Christopher Franklin
regia Andrea Cigni
scene Dario Gessati
costumi Tommaso Lagattolla
luci Fiammetta Baldiserri

Orchestra della Toscana

Coro Ars Lyrica
maestro del coro Marco Bargagna

Nuovo allestimento del Teatro di Pisa
Coproduzione Teatro di Pisa, Teatro del Giglio di Lucca, Teatro Goldoni di Livorno, in collaborazione con Spoleto Festival USA

sabato 17 marzo 2018 ore 20.30

ALBERTO MATTIOLI (La Stampa) presenta l’opera al pubblico sabato 17 marzo alle ore 18 nel ridotto del teatro

 Ultimo titolo della Stagione Lirica 2017-2018, giunge al Teatro del Giglio – nell’allestimento del Teatro Verdi di Pisa – Pia de’ Tolomei, uno dei capolavori donizettiani inspiegabilmente meno frequentati. Composta per il Teatro La Fenice di Venezia, Pia de’ Tolomei  – che, per la distruzione de La Fenice a causa di un incendio, debuttò il 18 febbraio 1837 al Teatro Apollo, oggi Teatro Goldoni – è storia di gelosia, morte e perdono, basata sul personaggio della nobildonna soave e pudica di cui scrive Dante nel canto V del Purgatorio.

Pia, moglie di Nello, ghibellino, è corteggiata dal perfido Ghino, cugino del marito, ma lo respinge. Un giorno Ghino la vede abbracciare un uomo e, furente, convinto di una tresca amorosa (ma in realtà quell’uomo è il fratello di Pia, Rodrigo, di parte guelfa, che, prigioniero del cognato, lei ha aiutato ad evadere), rivela l’episodio a Nello. Imprigionata dal marito nella torre, Pia si vede offrire la libertà da Ghino in cambio del suo amore ma ancora una volta lei non cede. Colpito dalla virtù di Pia e messo al corrente della vera identità del suo presunto amante, Ghino si pente e, sul campo di battaglia, in fin di vita per una ferita, rivela la verità a Nello. Troppo tardi: questi prima di partire aveva commissionato al servo Ubaldo di avvelenare la moglie. Nello abbandona il campo di battaglia, precipitandosi al castello, dove però ormai la sposa sta morendo. Prima di spirare Pia esprime parole di perdono per tutti e ottiene la riconciliazione fra il fratello e il marito.

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