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Il primo marzo si “inaugura” il percorso olfattivo di Villa Reale a Marlia

“La prima condizione per comprendere un paese straniero è annusarlo” (Rudyard Kipling, scrittore e grande viaggiatore dell’inizio del XX secolo).

Si “inaugura” il primo marzo 2018 il percorso olfattivo di Villa Reale a Marlia. Dopo quello dedicato alla città di Lucca, Villa Reale ha proposto all’associazione “Napoleone ed Elisa: da Parigi alla Toscana”, e in particolare a Simonetta Giurlani Pardini e al professor Paolo Emilio Tomei, docente del Dipartimento di scienze agrarie all’Università di Pisa, di prendere in analisi l’ampio parco della Villa (16 ettari) e le sue piante secolari. Ne è nata una mappa olfattiva che può essere seguita per entrare, attraverso il naso oltre che gli occhi e il tatto, in contatto diretto con la Storia.
La Villa è appartenuta a Elisa Bonaparte Baciocchi, che la scelse come sua residenza privata trasformandone gli ambienti interni ed esterni secondo la regola di Napoleone del “tout comme à Paris”; vide, ospite di Elisa, anche Niccolò Paganini. La principessa aveva inoltre, come tutti i Bonaparte, una grande passione per la botanica e, imitando ciò che aveva fatto la cognata Josephine nella sua residenza di Malmaison, trasformò il parco di Marlia in un vero e proprio vivaio in cui introdusse anche specie appena arrivate da paesi lontani come il glicine e la mimosa.

“È stato proprio dalla Villa Reale di Marlia – spiega Simonetta Giurlani Pardini – che si sono diffuse nei giardini lucchesi nuove specie come le mimose, le magnolie, i glicini. Anche il geranio, già noto ma fino ad allora relegato negli orti botanici, diventò uno dei protagonisti non solo dei giardini ma anche dei salotti lucchesi. Grazie alle nuove scoperte scientifiche si iniziò infatti a convivere sotto lo stesso tetto con piante che erano un tempo considerate una minaccia per la salute”.

Come due secoli fa, Lucca e Marlia rientrano in contatto grazie al fino conduttore delle piante e ed è così che il Parco di Villa Reale si spoglia di tutte le questioni architettoniche per farsi conoscere nel suo profondo, attraverso l’olfatto e la botanica in un susseguirsi di piacevoli scorci e inebrianti profumi. Ogni stagione vedrà la fioritura di una diversa pianta, si comincerà a marzo con la Mimosa e le camelie, fiori grazie ai quali Villa Reale ha potuto instaurare un ottimo rapporto con la Mostra delle Antiche Camelie della Lucchesia proponendo anche un biglietto cumulativo che accomuna il Giardino d’Eccellenza del Camelietum compitese con uno dei giardini più belli d’Italia che vanta ben 2 viali di antiche camelie in un contesto storico e architettonico unico nel suo genere. Ad aprile sarà la volta del glicine, in estate dell’ibisco e così via fino ad arrivare in autunno dove il foliage lascerà ognuno a bocca aperta. Un percorso olfattivo, dunque, che accompagnerà i visitatori per tutta la stagione grazie ad una mappa dedicata, curata graficamente dall’architetto Beatrice Speranza, e che li riavvicinerà ad un tempo passato che ancora caratterizza ed arricchisce il presente.

“Il percorso olfattivo – spiega Michela Fovanna, responsabile marketing ed eventi di Villa Reale – è un progetto importante che ci ha permesso di approfondire e riscoprire la parte botanica del parco dopo gli importanti lavori di restauro ai palazzi del complesso e siamo convinti che questo innovativo modo di visitare il giardino di Marlia agevoli la promozione del territorio di Capannori. Siamo inoltre orgogliosi di sapere che una parte della meraviglia di Lucca, ovvero i viali alberati sulle mura, sono nati dalle piante del Parco di Villa Reale e siamo certi che questo gancio culturale possa aiutare anche le guide turistiche ad ampliare lo Storytelling toscano ed attrarre così nuovi visitatori… curiosi”.

“Ci fa enorme piacere che una delle ville più prestigiose del territorio si arricchisca di un percorso che sarà un’ulteriore occasione per visitare il bellissimo parco – dichiara Serena Frediani, assessore al turismo del Comune di Capannori -. È un’opportunità anche per Capannori perché accresce l’appetibilità del nostro comune e contribuisce a portare nuovi visitatori. Siamo anche soddisfatti di notare come la sinergia tra i vari attori del turismo del territorio si stia sempre più rafforzando. Un risultato, quest’ultimo, reso possibile grazie anche al costante lavoro svolto dal Comune e dalla Rete del Verde, che ha portato all’affermazione di eventi che hanno come protagoniste le ville tra cui Estate in villa, Mi sposo in villa, Natale in villa, Calici di stelle e Ville in fiore. È molto positivo anche il forte legame che si è venuto a creare tra la Mostra Antiche Camelie della Lucchesia e Villa Reale; ha già portato rilevanti risultati che auspico possano ulteriormente migliorare”.

Il giardino della Villa Reale di Marlia e la città di Lucca
Elisa Bonaparte Baciocchi giunse nel suo Principato di Lucca il 14 luglio 1805 e nel 1806 acquistò dalla famiglia Orsetti l’edificio, alla cui trasformazione si dedicò imprimendole lo stile Impero e adattando il parco al gusto inglese, allora prevalente; lo ampliò con l’acquisto della vicina “Villa del Vescovo” e lo dotò di un laghetto situato nella parte inferiore.
Mimosa, camelia, magnolia, glicine, tiglio, platano, sophora, salice piangente, lagerstroemia, albero dei ventagli, albero del tulipano, pittosforo, liquidambra, ibisco e bagolaro sono le protagoniste del percorso olfattivo legato alla presenza di Elisa Bonaparte Baciocchi. Il parco di Marlia, curato personalmente da Raimondo Grimaldi che Elisa scelse come botanico, fu ammirato e preso a modello dai nobili lucchesi che introdussero queste novità nei parchi delle loro ville fino ad allora pertinenza esclusiva delle specie autoctone. Fu così che i giardini modificarono completamente il loro aspetto e la loro impronta olfattiva. Nuovi intensi profumi, infatti, si diffusero nei parchi lucchesi, come quello della Mimosa Dealbata. Questa specie arrivò in Francia dall’importante spedizione botanico/scientifica finanziata da Napoleone nelle terre della Nouvelle-Hollande, l’attuale Australia. Era l’ottobre del 1800 quando al comando di Nicolas Baudin presero il mare, verso quella terra lontana e in gran parte ancora sconosciuta, due corvette: Le Geographe e le Naturaliste. Fecero ritorno in Francia nell’aprile del 1802 portando un carico di esemplari della fauna e della flora australiana, piante e fiori che dovevano essere riservati quasi esclusivamente alle collezioni botaniche di Malmaison. La Mimosa Dealbata da Parigi arrivò direttamente a Lucca e qui si diffuse rapidamente su tutto il territorio, così come la camelia japonica, il glicine, fiorito in Francia per la prima volta intorno al 1803 nei giardini di Malmaison, il tiglio argentato, la sophora, il salice, la lagestroemia, il pittosforo e l’ibisco. Tutte specie che furono coltivate ed acclimatate a Malmaison, rarità botaniche che furono la base dell’impianto dell’Orto Botanico di Lucca, progettato da Elisa e realizzato da Maria Luisa che le successe nel 1817 come Duchessa di Lucca.
In quello stesso anno Klemens von Metternich in visita a Lucca scriveva alla sorella “Marlia, un luogo veramente divino, Madame Elisa ha creato un meraviglioso giardino all’inglese, è grande con un aspetto poco comune, forse unico nel suo genere al di qua delle Alpi. Piantato con ugual profusione di alberi e fiori esotici, vi sono per esempio boschetti interi di magnolia“.

ORARI DI APERTURA del PARCO DI VILLA REALE
Marzo – Ottobre tutti i giorni dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso alle 17:30)
Novembre – Febbraio solo su prenotazione
Via Fraga Alta 2
55014 – Marlia, Capannori (Lucca)
tel: +39 0583 30108
www.parcovillareale.it

ASPETTI PRATICI DELLA VISITA AL PARCO ATTRAVERSO IL PERCORSO OLFATTIVO
I visitatori riceveranno alla biglietteria la mappa olfattiva del parco, sulla quale troveranno segnalate le piante che Elisa volle al parco, seguendo un percorso consigliato atto a non perderne nemmeno una e al contempo senza tralasciare i punti più suggestivi dei giardini. Di fronte ad ogni pianta poi, il visitatore troverà un cartello con delle brevi informazioni della stessa insieme a due QrCodes: inquadrando questi codici potrà collegarsi direttamente al sito di Villa Reale e leggere con il primo la descrizione della pianta in italiano mentre con il secondo quella in inglese. Come per le camelie l’anno scorso, il progetto di digitalizzazione si espande e permetterà ai visitatori che lo vorranno di approfondire l’argomento durante tutta la stagione. La visita al parco non ha limiti di tempo all’interno dell’orario di apertura e ricordiamo che Villa Reale è raggiungibile dal lunedì al sabato con il Bus di linea 59 (che dalle mura di Lucca conclude la sua corsa proprio all’ingresso dei giardini di Villa Reale).

L’associazione “Napoleone ed Elisa: da Parigi alla Toscana”, ha realizzato negli anni studi nei più importanti Archivi italiani e negli Archives nationales di Parigi, dando vita ad un progetto volto a ricostruire il clima culturale formatosi negli anni della presenza di Napoleone ed Elisa in Toscana che conta ormai diverse decine di appuntamenti realizzati tra Lucca, Livorno, isola d’Elba, Firenze e Parigi: conferenze, mostre nazionali ed internazionali, pubblicazioni ed incontri che hanno coinvolto le più importanti personalità del mondo napoleonico, suscitando notevole interesse tra gli addetti ai lavori e riuscendo anche a conquistare l’attenzione di un vasto pubblico che ha apprezzato la sua impostazione e vi ha trovato un utile approccio per entrare nella complessa vicenda del mito di Napoleone. In vista del Bicentenario dall’insediamento del Ducato di Maria Luisa di Borbone, che ricorre nel 2017, l’associazione ha avviato, in accordo con il Comune di Lucca, attività di studio e ricerca finalizzata all’approfondimento delle conoscenze di questo periodo storico di cruciale rilievo per la città. Al vaglio anche l’ipotesi di un evento espositivo che, nel 2017, ripercorrerebbe Lucca capitale tra il Principato di Elisa e il Ducato dei Borboni.

Il progetto “Da Parigi alla Toscana: il gusto di vivere al tempo di Napoleone e Elisa” (http://napoleoneeilsuotempo.wordpress.com) è nato nel 2007 sulla scia del rinnovato interesse verso il periodo napoleonico lucchese e toscano, stimolato dalle mostre e dal lavoro realizzati a partire dal 2002 dalla dottoressa Roberta Martinelli a Palazzo Ducale, e comprende iniziative che si svolgono durante tutto l’anno in diversi luoghi della Toscana (Lucca, Livorno, Elba).
In questi anni ha preso vita una lunga collezione di eventi, tra cui si ricorda la mostra che Roberta Martinelli e Velia Gini Bartoli hanno curato ed allestito al Musée de l’Armée di Parigi, dal titolo “Avec Armes et bagages. Dans un mouchoir de poche” (26 ottobre 2012 – 13 gennaio 2013; 238 oggetti esposti, con la partecipazione di 25 soggetti tra musei, biblioteche internazionali e raccolte private), nata in seguito alla mostra “Mito e Bellezza” (Lucca, 2009-2010), e che ha ispirato un nuovo filone di studi internazionali sul rapporto tra l’Imperatore e il costume.
Grazie agli studi inediti condotti in archivi italiani e francesi, recentemente è stato riportato all’aspetto originario il Palazzo dei Mulini di Portoferraio, reggia imperiale di Napoleone all’isola d’Elba, nella suddivisione degli spazi e nelle facciate che egli aveva voluto. L’intervento è oggetto del volume di Roberta Martinelli e Velia Gini Bartoli “Napoleone Imperatore, imprenditore e direttore dei lavori all’Isola d’Elba”, Gangemi 2014.
È stata presentata nel maggio 2015 all’Archivio di Stato di Lucca una preziosa scoperta tutta toscana: la cravate che l’Imperatore lasciò all’Elba, sul suo cuscino, la notte della fuga, mentre nel 2017, due frammenti di tessuto ricamato del tempo di Elisa e Napoleone, di committenza principesca. Sempre del 2017 la collaborazione con il Centro studi Luigi Boccherini per un omaggio al musicista lucchese e alla sua musica per il ballo del Fandango, la tavola rotonda in preparazione del VII Forum Consultivo degli Itinerari Culturali del Consiglio D’Europa “I Bonaparte a Lucca e in Toscana: i percorsi napoleonici fra storia, turismo ed enologia” e l’apertura delle sale del teatro di Elisa all’interno di Palazzo Ducale, dove ha sede il percorso olfattivo permanente “Il Naso e la Storia”, una biblioteca specializzata su Napoleone e Elisa e la sede dell’associazione.

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