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“Il padre” con Alessandro Haber e Lucrezia Lante Della Rovere al Teatro del Giglio

Prosa • Stagione 2017-18 del Teatro del Giglio di Lucca

Il padre

di Florian Zeller

con Alessandro Haber, Lucrezia Lante Della Rovere
e con David Sebasti
Daniela Scarlatti, Ilaria Genatiempo, Riccardo Floris

regia Piero Maccarinelli
scene Gianluca Amodio
costumi Alessandro Lai
disegno luci Umile Vainieri
musiche Antonio Di Pofi

produzione Goldenart Production

venerdì 24 novembre 2017 ore 21
sabato 25 novembre 2017 ore 21
domenica 26 novembre 2017 ore 16
Teatro del Giglio

INCONTRO CON IL PUBBLICO
Sabato 25 novembre alle ore 18 Alessandro Haber Lucrezia Lante Della Rovere incontrano il pubblico all’auditorium della Fondazione Banca del Monte di Lucca (piazza San Martino).

Andrea è un uomo molto attivo, nonostante la sua età, ma mostra i primi segni di una malattia che potrebbe far pensare al morbo di Alzheimer. Anna, sua figlia, che è molto legata a lui, cerca solo il suo benessere e la sua sicurezza. Ma l’inesorabile avanzare della malattia la spinge a proporgli di stabilirsi nel grande appartamento che condivide con il marito. Lei crede che sia la soluzione migliore per il padre che ha tanto amato e con cui ha condiviso le gioie della vita. Ma le cose non vanno del tutto come previsto: l’uomo si rivela essere un personaggio fantastico, colorato, che non è affatto deciso a rinunciare alla sua indipendenza… La sua progressiva degenerazione getta nella costernazione i familiari, ma la sapiente penna di Zeller riesce a descrivere una situazione che, seppur tragica per la crescente mancanza di comunicazione causata dalla perdita di memoria, viene affrontata con leggerezza e con amara e pungente ironia. Tutto a poco a poco va scomparendo: i punti di riferimento, i ricordi, la felicità della famiglia. La perdita dell’autonomia del padre, Andrea, progredisce a tal punto che Anna è costretta a dover prendere decisioni al suo posto e contro la sua volontà. La forza di questa pièce consiste nel saper raccontare col sorriso e con ironia, delicatezza e intelligenza, lo spaesamento di un uomo la cui memoria inizia a vacillare e a confondere tempi, luoghi e persone. Con grande abilità l’autore ci conduce a vivere empaticamente le contraddizioni in cui il nostro protagonista incappa, il quale perdendo a poco a poco le sue facoltà logico-analitiche e non riuscendo più a distinguere il reale dall’immaginario, ci coinvolge con grande emozione in questo percorso dolorosamente poetico.

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