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UN MARE DI LIBRI AL BAGNO VENEZIA Giovedi 6 luglio alle 18.30

Nuovo appuntamento al Bagno Venezia di Lido di Camaiore con UN MARE DI LIBRI, rassegna letteraria ideata e condotta da Demetrio Brandi. Gli incontri sulla spiaggia sono organizzati in collaborazione con LuccAutori ed il premio Racconti nella Rete. Media partner TGregione.it e Radio Versilia.
Sono in programma sei appuntamenti, tutti i giovedì fino al 27 luglio. Ingresso libero. Ospiti scrittori, registi, poeti, artisti e musicisti.  Segue drink per tutti i presenti.
Protagonisti dell’incontro di giovedi 6 luglio alle 18.30 sono Cinzia Della Ciana con “Passi sui sassi” (Effigi), Federico Pagliai con “Figlia della colpa” (Pendragon), Paola Pasquii  con “Anomalo romanzo rosa fra Calafuria e Cape Cod” (Edizioni Erasmo).
Cinzia Della Ciana con “Passi sui sassi” (Effigi).  Si tratta di una raccolta di oltre 50 poesie, articolate in un percorso aperto da una poesia manifesto “La route” e poi articolate in 5 sezioni :scorticati passi, stazionati sassi, a spasso, sorpassi, sassaie, passi sui sassi. 
L’archetipo del viaggio informa le pagine di Passi sui sassi, silloge con la quale Cinzia Della Ciana ci convoca al suo esordio in poesia.
È un vero e proprio viaggio iniziatico in cui, pagina dopo pagina, affiora con forza petrosa la catarsi resiliente che trova nella parola non consueta, ricercata, colta, arcaica, collocazione alta, investitura di sovranità nell’individuazione del sé poetico che specchia il sé personale cui si chiede sia realizzata al massimo grado la propria identità: senza trovare riparo – anzi andando vis à vis, accettando l’ “in guardia” – dal nemico, senza recedere, senza cercare qualche rifugio dall’affondo.
Ecco dunque nel titolo Passi sui sassi, e subito dopo nella dichiarazione Manifesto che apre a La Route, il compendio di ciò che si andrà a scrivere nella consapevolezza che quanto si compirà nella problematizzazione della realtà, del tempo e dei loro apparati, sarà tutto quanto necessita  alla soluzione dei nodi della relazione con se stessi e il mondo cui non si può rinunciare e che, se avverso, obbliga a una tensione in cui si agisce in totalità d’essere.
Federico Pagliai con “Figlia della colpa” (Pendragon)   Il romanzo, del genere esoterico surreale-noir, scaturisce dal ritrovamento di un quaderno all’ interno di una vecchia casa ed è principalmente ambientato sulle montagne e borghi dell’ Appennino Tosco Emiliano.
Da un punto di vista temporale si colloca in un futuro prossimo, quando avverranno tutta una serie di accadimenti, riportati sul quaderno, che sconvolgeranno la millenaria quiete di paesi dai ritmi e usanze scandite nel loro vivere dal rotolio delle stagioni e dall’ imperante contesto naturale dei crinali appenninici.  Il corpo del romanzo si snoda quindi in un’ ipotesi di scenario futuro, allor quando i commestibilissimi funghi porcini, a causa di una degenerazione trasmessa da sciami di insetti e dovuta ai gas di scarico di una cometa, si riempiranno di una sostanza tossica ( realmente presente in piccoli dosi nei funghi) chiamata psilocibina che, se ingerita, provoca uno sballo della mente.
Il trip è così forte e particolare da trascinare i vivi nel solco di una follia capace di trasportare gli uomini nel regno dei morti per poi farne ritorno, raccontando storie dell’ aldilà che infrangono l’ ultimo tabù: ovvero la frontiera tra vita e morte…
Paola Pasquii  con “Anomalo romanzo rosa fra Calafuria e Cape Cod” (Edizioni Erasmo).   Sabrina, quasi cinquantenne con una laurea umanistica ed un lavoro molto insoddisfacente presso un commendatore volgare dall’alitosi insostenibile, vive a Livorno con il marito Gaetano, vanesio e poco presente, i figli adolescenti Jacopo e Camilla, lui orrendamente somaro a scuola e lei morbosamente intellettuale e, non ultimo, un cane multietnico affetto da iperfagia.  Un’attività collaterale come traduttrice di stucchevoli romanzi rosa americani l’aiuta ad evadere dalla routine lavorativa e familiare. La sua famiglia di origine è sfaccettata e popolare: suo fratello è un inguaribile ottimista labronico socievole oltre ogni misura che per nulla al mondo riesce a comprendere che, a volte, alcune persone, fra cui sua sorella, hanno bisogno di momenti di solitudine e di introspezione, magari proprio davanti alle onde in tempesta sulla scogliera di Calafuria, suo padre un nostalgico filosovietico avverso al nuovo corso della sinistra italiana e sua madre una pessimista cosmica fissata con le malattie e le disgrazie, e tuttavia sanissima. Fra amiche in pieno impazzimento da menopausa imminente e vicissitudini matrimoniali scontate ma non per questo meno dolorose, con un inaspettato aiuto che arriva da molto lontano, Sabrina arriverà a un punto di svolta della sua vita.  Edward, professore universitario bostoniano colto ed ironico, di origini WASP alto-borghesi, esperto ed appassionato di liriche di William Wordsworth, l’autore meno amato da Sabrina, è stato appena abbandonato dalla moglie per un designer emergente haitiano giovane e dissoluto e si trova a dover gestire le sue pene d’amore e la sua nuova condizione di single di ritorno, circondato dall’affetto e dai consigli sconsiderati di amici bizzarri e di una sorella dedita a sostanze sospette che scrive best seller di dubbio valore letterario.

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