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La Mummia come non l’avete mai vista! Su Best Movie di giugno…

La Mummia come non l’avete mai vista! Su Best Movie di giugno Sofia Boutella e Tom Cruise raccontano il film sull’iconico mostro
L’8 giugno La Mummia torna al cinema in un’inedita versione femminile interpretata da Sofia Boutella. A svelarci i segreti del film dedicato al leggendario mostro – che aprirà le porte a un universo cinematografico tutto nuovo – è proprio la stessa attrice che, in una lunga intervista, ci ha parlato anche del suo passato da ballerina e del suo arrivo a Hollywood; ad affiancare le sue parole, le dichiarazioni del protagonista Tom Cruise e del regista Alex Kurtzman, che ci hanno raccontato cosa aspettarci da quest’attesissimo titolo.
A proposito di grandi ritorni, l’altro approfondimento del numero di giugno è incentrato su Baywatch. I bagnini più famosi della Tv approdano al cinema con un reboot che si preannuncia più spinto e demenziale che mai. Abbiamo ripercorso la storia della mitica serie Tv con protagonisti David Hasselhoff e Pamela Anderson alla ricerca della formula che ne ha decretato il successo. E ovviamente abbiamo presentato la nuova squadra di guardaspiaggia ora capitanata da Dwayne Johnson.
A giugno torna anche Transformers. Oltre a portarvi alla scoperta del quinto episodio, sempre diretto da Michael Bay, vi proponiamo il nostro viaggio tra tutti gli altri film ispirati ai giocattoli più famosi.  
Dai robottoni ai supereroi, nella sua rubrica questo mese Zerocalcare spara a zero su Guardiani della galassia Vol.2: un’esilarante recensione in cui il fumettista di Rebibbia confessa un’inaspettata vicinanza artistica con il regista James Gunn…
La controcover è invece dedicata a Wonder Woman: siamo stati sul set a Londra per incontrare Gal Gadot e la regista Patty Jenkins che ci hanno spiegato come sono riuscite a far rinascere l’iconica supereroina DC.
Le interviste di questo mese vedono protagonisti Sean Penn per il suo nuovo film da regista The Last Face e Amy Schumer per la commedia scorrettissima Fottute! Mentre, sul fronte televisivo, il grande nome è quello di David Lynch; con lui abbiamo dialogato del nuovo Twin Peaks
Inoltre, da non perdere, il nostro reportage dalla Star Wars Celebration 2017, con tutte le anticipazioni sull’Episodio VIII.
Nella sua rubrica A scena aperta, Roberto Recchioni analizza The Night of, da giugno disponibile in home video, mentre nella sezione Screen troverete lo speciale sul Blu-ray di La Bella e la Bestia, la recensione della prima stagione di Feud, oltre al focus sul videogame Guardiani della galassia.
Non manca infine la guida ai film in uscita: dall’action 2:22 con Teresa Palmer all’adattamento del romanzo di Dave Eggers Aspettando il re con Tom Hanks, dall’incubo high-tech di Nerve con Emma Roberts alla commedia matrimoniale Tavolo N. 19 con Anna Kendrick, dalle avventure animate di Nocedicocco – Il piccolo drago a quelle giudiziarie di Una doppia verità con Keanu Reeves. E ovviamente c’è spazio anche per Transformers: L’ultimo cavaliere con un’intervista a Sir Anthony Hopkins.
 
Ecco un estratto dell’intervista a Sofia Boutella realizzata da Andrea Carugati e pubblicata su Best Movie di giugno
Migliaia di attrici farebbero carte false per avere una parte come questa.
«E le capisco, alla fine l’ho accettata anche io. Ma non con leggerezza o superficialità, o semplicemente per pagare l’affitto. È un ruolo iconico, nel bene e nel male, un personaggio interessante da guardare e interpretare, e volevo essere in grado di interpretarlo con passione e, per quanto possibile, competenza. Volevo fosse forte, regale e che trasparisse il suo essere maligna, ma anche i tratti umani».
Eppure eri un po’ spaventata…
«Temevo che il pubblico potesse identificarmi con il male, e ho avuto paura. E poi onestamente l’idea di passare di nuovo, dopo Star Trek (in cui interpretava l’aliena Jaylah, ndr), quattro o cinque ore al giorno in sala trucco mi metteva molta ansia. Ho capito però che era un’opportunità e che se avessi fatto un buon lavoro non ci sarebbero stati problemi».
Come ci si prepara per fare la mummia?
«Intanto si guardano tutti i film precedenti. O almeno, io l’ho fatto, perché volevo capire tutte le sfaccettature che nel tempo sono state date a questo personaggio. Mi sono innamorata del primo film e di quel genio che era Karloff. Un attore fenomenale, in grado di rendere umani personaggi inumani. Ha interpretato mostri e creature strane e lo ha fatto riuscendo sempre a farne trasparire l’anima. Affascinante da guardare, ho provato a seguirne l’esempio. Il pubblico non vuole solo il mostro, vuole sapere perché il mostro è diventato tale e cosa c’è dietro a quell’aspetto spesso terrificante. È il lato interessante di questo ruolo».
Ecco un estratto della set visit su Wonder Women realizzata da Giorgio Viaro e pubblicata su Best Movie di giugno
Nella Sala del Trono delle Amazzoni, un enorme scranno dorato che sembra la coda di un gamberetto gigante domina la scena dalla cima di una scalinata. Subito dietro una parete di roccia posticcia si alza fino a un tendone verde acqua, che insieme al green screen onnipresente circonda tutto l’ambiente, e favorirà in fase di post-produzione la creazione dell’isola di Themyscira dove Wonder Woman è nata e cresciuta.
Siamo ai Leavesden Studios della Warner Bros., mezz’ora d’auto a nord-ovest di Londra, sul set del primo superhero movie con protagonista assoluta un’eroina dai tempi del mediocre Elektra (correva il 2005). Il che significa che stavolta la DC ha battuto, almeno in ambito cinematografico, la Marvel, il cui Captain Marvel, con Brie Larson, arriverà soltanto nel 2019.
Entrando sul set, dove si è finito di girare da poco il programma della mattinata, e prima di arrivare nella sala maggiore, incrocio nel dietro le quinte una quantità di ragazze altissime, snelle ma muscolose, bardate con armature simili a costumi da bagno, stivali al ginocchio, e buffi diademi a tener ferme le acconciature. Mentre le guardo alternarsi tra il trucco, il parrucco e una serie di scatti fotografici in un piccolo cabinato, mi tornano in mente le parole di una responsabile del casting, che poche ore prime mi aveva spiegato quanto fosse stato complicato trovare interpreti adatte a incarnare il popolo delle donne guerriere: «Dovevano essere belle, agili, robuste, alte e saper cavalcare… Abbiamo dovuto fare casting ovunque, dalle atlete alle ballerine».
La più piccola di tutte, paradossalmente, è proprio Gal Gadot, che sorprende i giornalisti che la stanno aspettando alle spalle senza gli abiti di scena. Con una maglietta bianca, i jeans e delle sneakers viola, all’inizio neppure la riconosco: Batman v Superman deve ancora uscire, e il suo nome evoca semplicemente quello di una misteriosa ragazza israeliana addestrata dall’esercito (difficile dire dove finisca il mito e inizi la realtà) che si è guadagnata a sorpresa uno dei ruoli più ambiti degli ultimi anni.
Ecco un estratto dell’intervista a David Lynch realizzata da Francesca Scorcucchi e pubblicata su Best Movie di giugno
Aveva detto che Twin Peaks che era morto. Cosa l’ha fatta cambiare idea, Mr. Lynch? 
«Più che un “cosa”, direi un “chi”. È stato il coautore della serie, Mark Frost». 
E come ha fatto?
«Mi ha invitato a pranzo e ci siamo messi a chiacchierare. Abbiamo parlato di Twin Peaks, ci siamo fatti venire delle idee. È stato un primo embrione di progetto. Per molto tempo non ne abbiamo discusso con nessuno perché non sapevamo se quelle idee erano buone. Piano piano però ci siamo convinti che sarebbe stato così, che quelle idee erano buone abbastanza».
Tutto questo al ristorante? 
«No, dopo quell’incontro ce ne sono stati altri. Con il tempo e le discussioni fra noi il progetto ha preso forma, le idee si sono sviluppate e quando abbiamo capito di essere pronti siamo usciti allo scoperto». 
Chi era il più convinto fra voi? 
«Mark. Mi ha detto che il modo in cui era finito lo show, 26 anni fa, non era soddisfacente per nessuno: non lo era per il pubblico, ma soprattutto non lo era per noi. Che dovevamo avere l’opportunità di finire quello che avevamo iniziato». 
Perché allora era stato interrotto? 
«Perché ci avevano fatto rispondere a una domanda».
“Chi ha ucciso Laura Palmer?” 
«Esatto». 

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