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Su Best Movie di marzo La Bella e la Bestia: Emma Watson è la Disney princess più tosta di sempre

La Disney porta finalmente al cinema la trasposizione live action di uno dei suoi più grandi successi, ovvero il classico cartone animato La Bella e la Bestia vincitore di ben 2 premi Oscar nel 1992. A interpretare l’eroina più anticonvenzionale, coraggiosa e indipendente di tutto il parterre della Casa di Topolino è Emma Watson, che abbiamo incontrato sul set londinese del film per farci raccontare come ha affrontato il ruolo che vale una carriera, tra performance canore e scene iconiche come il romantico valzer nel salone del castello.

A marzo Best Movie vi porta poi alla scoperta di un altro adattamento live action, questa volta ambientato nel mondo cyberpunk e ispirato al manga cult di Masamune Shirow. Stiamo ovviamente parlando di Ghost in the Shell: siamo stati in Giappone per partecipare, in esclusiva per l’Italia, all’evento di lancio del film dove abbiamo incontrato il regista Rupert Sanders. All’interno dello speciale anche due tavole della protagonista, Scarlett Johansson, realizzate da Roberto Recchioni.

Il nostro viaggio per il globo prosegue poi alla volta delle Hawaii, dove abbiamo visitato il set di Kong: Skull Island. Lo scimmione più imponente della storia del cinema ritorna nella versione più gigantesca di sempre. E in una notte torrida, spezzata da tempeste tropicali improvvise, abbiamo incontrato i protagonisti Tom Hiddleston, Brie Larson e Samuel L. Jackson.

Zerocalcare nella sua rubrica “spara a zero” su Split, l’ultimo thriller del maestro del brivido M. Night Shyamalan.

Miles Teller, nello speciale dedicato a Bleed – Più forte del destino, ci parla invece dell’impegnativa trasformazione fisica a cui si è dovuto sottoporre per impersonare il boxeur campione del mondo Vinny Pazienza e portare sul grande schermo una delle imprese sportive più incredibili degli anni ’90.

Le nostre interviste sono invece dedicate al regista Danny Boyle, per il sequel T2 Trainspotting, e a Maccio Capatonda, che torna per il suo secondo film – di cui è regista e interprete insieme agli inseparabili Herbert Ballerina e Ivo Avido –, Omicido all’italiana.

Nella sezione Screen tutto sulle edizioni home video del cinecomic Doctor Strange e della prima stagione di Narcos. Roberto Recchioni dedica la sua rubrica A scena aperta a uno dei capitoli più spettacolari del serial Trono di Spade, ovvero La Battaglia dei Bastardi della sesta stagione. Il nostro focus è invece dedicato alla nuova serie HBO Big Little Lies, che vede impegnate nel cast star come Nicole Kidman, Reese Witherspoon e Shailene Woodley.

In Dentro le nuvole, la nostra rubrica dedicata ai fumetti, Mattia Labadessa ci parla del suo libro Le cose così, in cui ritroveremo protagonista il suo inconfondibile uomo-uccello.

Non manca poi la nostra guida ai film più attesi del mese: dall’ultima fatica del regista turco Ferzan Ozpetek Rosso Istanbul all’ultima volta di Hugh Jackman nei panni di Wolverine in Logan; dal gangster movie made in Italy Falchi al dramma sentimentale con Alicia Vikander e Michael Fassbender La luce sugli Oceani; dalla storia vera raccontata in Il diritto di contare alla nuova commedia con Elio Germano e Fabio De Luigi Questione di Karma; da Loving, con un irriconoscibile Joel Edgerton, all’action John Wick 2; dal thriller sci-fi Life – Non oltrepassare il limite all’horror La cura dal benessere; dal nuovo film di Giovanni Veronesi Non è un paese per giovani al thriller Elle.

 

Ecco un estratto dell’intervista a Emma Watson realizzata da Andrea Carugati e pubblicata su Best Movie di marzo

Hai lasciato alle spalle Harry Potter ma non le creature magiche.
«Potrei dire ormai che ho una laurea, anzi un master in effetti speciali, avendo fatto un lungo addestramento con schermi verdi, animali fantastici, mostri, creature magiche e palline da tennis al posto degli attori. Ormai sono abituata. Qui però è stato più semplice perché ho potuto interagire con una persona in carne e ossa, anche se truccata da Bestia. Molto meglio di una pallina da tennis… Sono stata molto grata alla produzione di avere messo un essere umano in scena con me, per una volta, e credo si veda la differenza nella mia recitazione, anche se il requisito fondamentale rimane sempre una forte immaginazione».

Il film d’animazione è dei primi anni ‘90, quando è uscito tu era appena nata: lo conoscevi?

«Lo conoscevo?! Avrei dato qualsiasi cosa per questa parte! È il film che forse mi ha segnato di più. L’avrò visto decine di volte. Belle è senza dubbio una delle mie eroine, mi ha ispirato per diventare la donna che sono diventata. Conoscevo già a memoria tutte le battute, tutte le canzoni. È sempre stato uno dei miei film preferiti».

Ci sono delle assonanze tra te e Belle, l’amore per la lettura ad esempio. Lasci ancora i libri in giro per Londra a beneficio di chi li trova?
«È un progetto che si chiama Our Shared Shelf e farei di tutto per promuovere la lettura, credo sia una delle chiavi per incuriosirsi e aprirsi al mondo. Siamo nell’era dell’informazione, tutto è facilmente accessibile, ma i libri sono fondamentali nella maturazione e nella crescita di una persona. Mi piace lasciarli in giro, con l’auspicio che una volta letti vengano rimessi in circolo perché, se anche un solo individuo verrà invogliato alla lettura dal mio gesto, avrò contribuito a migliorare un pochino il mondo. Ti dico solo che il mio sogno è una biblioteca come quella che la Bestia mostra a Belle. Saranno i diversi piani, le scale, il legno, i vecchi tomi, ma quello è il sogno della mia vita. Magari arrivasse qualcuno e mi dicesse, Emma, questa biblioteca è tua. Mi farebbe felice».

 

Ecco un estratto dell’intervista a Rupert Sanders realizzata da Giorgio Viaro e pubblicata su Best Movie di marzo

Vorrei chiederti subito del tono del film: sarà violento quanto l’anime originale?

«Sì, a essere onesto abbiamo cercato di spingere su questo aspetto per quanto possibile. Al momento non sappiamo ancora quale sarà il rating, quindi non ci resta che attendere. Il vantaggio è che il sangue degli androidi è di colore bianco e questa è un’attenuante dal punto di vista della censura. Ma ovviamente siamo di fronte a un film violento anche perché ho voluto mantenere intatta la sensualità e la natura provocante della storia originale».

Dal primo trailer e dalla clip che abbiamo visto stasera, ci sono elementi che rimandano al film originale ma non sembra che la tua intenzione sia stata quella di fare un remake del tutto fedele.
«Quando Steven Spielberg mi ha coinvolto nel progetto, ho accettato subito. A quel punto ho voluto realizzare una sorta di mia graphic novel prendendo immagini dal fumetto originale, da Innocence (il primo sequel animato, ndr) e dalla più recente serie Stand Alone Complex. Ho messo insieme questi elementi e mi sono reso conto di quale mood avrebbe dovuto avere il film. La versione che volevo realizzare era qualcosa di differente dal primo lavoro di Mamoru Oshii, anche perché era una storia molto complessa da raccontare cinematograficamente, ci sono molti concetti introspettivi, e per certi aspetti è anche un thriller psicologico… Io e Scarlett, quando abbiamo parlato del progetto, siamo stati categorici fin dall’inizio: questo doveva essere un film con una propria identità, in grado di camminare con le proprie gambe al di là dei fumetti o delle produzioni precedenti».

Anche perché dal concept originale ormai sono passati più di 25 anni, il mondo è diverso.
«Certamente: di quel concept abbiamo ripreso tutte le idee che potevano caratterizzare bene la storia e il personaggio protagonista. Idee che ci avrebbero aiutato a realizzare la migliore versione del film possibile. Però è ovvio che si parla di tecnologia e in questo lasso di tempo tante cose sono cambiate radicalmente. Eppure, nonostante questo molte delle tematiche sono ancora d’attualità, continuiamo a porci le stesse domande. Ovvero dove ci poterà la tecnologia e che ruolo avrà in futuro».

Ecco un estratto dell’intervista a Maccio Capatonda realizzata da Matteo Bonassi e pubblicata su Best Movie di marzo

Cosa racconti in Omicidio all’italiana?

«Il film prende spunto da questa voglia di un paesino di esistere, di essere considerato. Parliamo di un posto che nessuno conosce e che sta morendo perché ormai si è quasi completamente spopolato. E il sindaco, disperato, cerca in tutti i modi di rilanciare la sua cittadina a livello mondiale. In principio parte con una serie di iniziative fallimentari, sagre di vario tipo e altri tentativi poco furbi. Poi si trova, per puro caso, ad avere a che fare con la morte di una persona che lui decide di trasformare in un efferato omicidio. Perché intuisce che in Italia, quando c’è di mezzo un cadavere, rischi di diventare molto popolare. Quindi si butta in questa avventura anche abbastanza ingenuamente, non lo fa con malizia, anche perché è un personaggio talmente semplice e dolce che in realtà non si rende bene nemmeno conto di quello che sta per scatenare».

Possiamo dire che l’idea di base era già un po’ radicata nei tuoi divertentissimi corti di Unreal Tv?
«Sì, l’argomento era lo stesso. Ma il film racconta una vera e propria storia, non è un assemblaggio di vari sketch. Omicidio all’italiana nasce inizialmente proprio come film comico con due protagonisti – che siamo io ed Herbert Ballerina – partendo in principio da un’idea molto più semplice, con dei contorni gialli. Successivamente abbiamo deciso di inserire questa satira legata ai fatti di cronaca nera che, come hai accennato, avevamo parzialmente già trattato. Però in questo caso il concetto viene esploso in una storia più grande. In pratica il film denuncia questa spettacolarizzazione totale della morte».

Qual è il tuo ruolo?
«Oltre a essere il protagonista, quindi il sindaco, vesto anche i panni di un politico opportunista che cerca di sfruttare la situazione a suo favore – ma si tratta di una piccola parte – e poi quello di un turista veneto che, su consiglio di un’agenzia viaggi, visita il paesino con la propria famiglia».

Best Movie di marzo è in edicola dal 24 febbraio

Il magazine è disponibile anche nella versione multimediale e interattiva su iOS e Android grazie a due App dedicate, a cui si aggiunge Best Movie Plus (iOSAndroid) attraverso la quale è possibile scaricare e recuperare le edizioni speciali del mensile.

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