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Due performance sull’ “in-definizione” del genere nella Tenuta Dello Scompiglio di Vorno

Assemblaggi Provvisori, un viaggio nell’identità di genere

Sabato 25 e domenica 26 febbraio l’Associazione Culturale Dello Scompiglio di Vorno (Capannori, Lucca) propone due performance sull’ “in-definizione” del genere

L’identità di genere è il punto di partenza di due performance presentate sabato 25 e domenica 26 febbraio dall’Associazione Culturale Dello Scompiglio nella omonima Tenuta di Vorno, alle porte di  Lucca. 

Alle ore 17.30 e alle ore 21.00, “Rattingan Glumphoboo_trilogia”, della compagnia Fosca, performance itinerante ispirata al romanzo “Orlando” di Virginia Woolf, restituito in una forma frammentaria, dove l’elemento che ritorna è la figura androgina del protagonista nelle sue metamorfosi storiche e oniriche. Ideazione e regia di Caterina Poggesi, con Laura Dondoli;

alle ore 19.30 Effetto Collaterale – Collettivo ONOMA propone, in prima, “.:Walter_Wendy .Carlos:. appunti sonori per tras-formare”, un lavoro sulla compositrice transessuale statunitense che ha trovato nella musica un linguaggio con cui esprimere la complessità della sua identità. Con Valerio Chellini e Laura Rossi, regia e drammaturgia di Francesca Talozzi

Gli appuntamenti fanno parte di “Assemblaggi Provvisori”, manifestazione dell’Associazione Culturale Dello Scompiglio, diretta da Cecilia Bertoni, con concerti, incontri, installazioni, laboratori, mostre, performance, teatro ragazzi e residenze, incentrati sull’individualità in relazione e/o in conflitto con il genere e più specificamente con l’assenza di causalità e coincidenza tra il sesso biologico, il genere (mascolinità–femminilità) e l’orientamento sessuale. 

La manifestazione nasce da un Bando internazionale della Associazione Culturale Dello Scompiglio  rivolto ad artisti in ogni declinazione delle arti, per la produzione, la coproduzione o la programmazione di progetti legati al tema dell’identità di genere. Ospita ventisette progetti vincitori, produzioni interne, commissioni e spettacoli in ospitalità, per oltre settanta appuntamenti.

Fosca, “Rattingan Glumphoboo_trilogia”

performance itinerante in tre studi per 30 spettatori; ideazione e regia di Caterina Poggesi; con  Laura Dondoli; musiche e cura del suono  Matteo Bennici; video  Maria Pecchioli.

Si rimane attoniti di fronte alla contemporaneità di un testo come l’ ‘Orlando’ di Virginia Woolf. La storia si regge su un paradosso archetipico, ovvero la possibilità di vivere un tempo inumano, quasi eterno, attraverso i secoli, cambiando dallo stato di uomo a quello di donna. Vari incontri e vicissitudini si alternano fra i boschi fisici e simbolici di un vissuto di accadimenti silenti e dilatati. Il paradosso di questa impossibile trasmigrazione temporale diventa solitudine assoluta, quanto la trasformazione di genere, che diviene visione anch’essa assoluta. (…) Il romanzo della Woolf è reinterpretato e restituito in una forma itinerante volutamente frammentaria, dove l’unico elemento che ritorna è la figura androgina di Orlando, nelle sue metamorfosi storiche e oniriche”. “Rattingan Glumphoboo_trilogia” è una delle ultime regie di Caterina Poggesi, anima promotrice e direttrice artistica di Fosca, scomparsa prematuramente lo scorso 26 novembre. (progetto vincitore del Bando)

Effetto Collaterale – Collettivo ONOMA

.:Walter_Wendy .Carlos:. appunti sonori per tras-formare” prima

con  Valerio Chellini e Laura Rossi; regia e drammaturgia  Francesca Talozzi; con la collaborazione del progetto Archivi della Storia e della Memoria LGBTQ

Dove si colloca il confine maschio/femmina? In che modo i due termini ci identificano e con quali linguaggi è possibile ri-codificarli nella costruzione delle proprie identità? La performance racconta la storia di Walter/Wendy Carlos, considerata un* dei massim* esponenti del panorama della composizione extramusicale con sintetizzatore moog. Walter deciderà, nel 1972, di cambiare sesso e di diventare Wendy: di questa sua esperienza di vita lascerà testimonianza in una lunga intervista rilasciata al direttore di “Playboy” nel 1979. Con estrema lucidità Wendy parla di sé e del suo essere ‘femmina’ e della importanza della sua passione per la composizione extramusicale, considerata territorio aperto alle sperimentazioni, dove poter ‘giocare’ la complessità della sua identità. In “.:Walter_Wendy .Carlos:. appunti sonori per tras-formare”, attraverso le loro storie “di maschi e di femmine”, i performer propongono un luogo altro, un uni-versum dove ogni identità, privat* di confini e frontiere da difendere o superare, finalmente si arricchisce dell’altra (vincitore del Bando). Consigliato a un pubblico adulto.

Negli stessi giorni, nello SPE – Spazio Performatico ed Espositivo Dello Scompiglio, è possibile visitare “Camera #4 – Il Naufragio”, installazione di Cecilia Bertoni e Claire Guerrier con Carl G. Beukman; allestimento e tecnica Paolo Morelli e Cipriano Menchini; con Alice Mollica, Daniele Ghilardi e Alfredo Dell’Immagine. L’installazione indaga sull’imposizione, attraverso l’educazione, della dicotomia tradizionale tra maschile e femminile, sulle ferite aperte che essa crea e sulla manipolazione alla quale ognuno di noi è sottoposto, provando a sovvertire l’esperienza dell’impossibilità dell’uomo di superare ogni “situazione-limite”.

Camera #4 – Il Naufragio” continua un percorso, iniziato nel 2011, con una seconda tappa realizzata nel 2012 e una terza nel 2014, in cui due donne si sono interrogate sulle loro identità, sulle loro paure e sulla loro solitudine. L’installazione, accessibile a un visitatore alla volta, è visitabile – con prenotazione consigliata – nell’orario di apertura dello SPE (giovedì-domenica, ore 14.00-18.00), oppure – con prenotazione necessaria – negli orari di apertura dell’ufficio (lunedì-venerdì, ore 9.00-18.00). 

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La manifestazione, che prosegue fino a giugno, gode del patrocinio del Comune di Capannori (Lucca).

Il Progetto Dello Scompiglio ideato e diretto da Cecilia Bertoni, prende vita nella omonima Tenuta, situata alle porte di Lucca, sulle colline di Vorno; una realtà in cui le attività legate alle arti visive e performatiche negli spazi interni ed esterni e il dialogo e le attività con la terra, con il bosco, con la fauna, con l’elemento architettonico contribuiscono a una ricerca di cultura. Ogni scelta relativa al Progetto è perciò valutata in relazione alla propria sostenibilità ambientale, attraverso forme di interazione e di responsabilità. All’interno della Tenuta Dello Scompiglio, accanto all’Azienda Agricola e alla Cucina Dello Scompiglio, opera l’omonima Associazione Culturale. L’Associazione dal 2007 crea, produce e ospita spettacoli, concerti, mostre, installazioni; realizza residenze di artisti, laboratori, corsi e workshop; organizza e propone itinerari performatici all’aperto, visite guidate, lezioni Metodo Feldenkrais®; gestisce lo Spazio Performatico ed Espositivo (SPE). Una particolare attenzione è dedicata infine alle attività culturali per bambini e ragazzi, con rassegne teatrali, laboratori e campi estivi.

www.delloscompiglio.org

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