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La LIBERTAS FEMMINILE pareggia con la Marzocco Sangiovannese. Durante la gare pesanti minacce del pubblico locale.

MARZOCCO SANGIOVANNESE – LIBERTAS FEMMINILE 3-3

Pareggio a suon di gol in un match caratterizzato dalle minacce del pubblico locale

Rocambolesco 3 a 3 per la prima squadra della Libertas femminile che non va oltre il pari nel match contro il Marzocco, valido per la prima giornata di ritorno del campionato regionale toscano di Serie D.

In virtù di questo pareggio la Libertas perde la testa della classifica a favore del Monsumanno che effettua il controsorpasso grazie alla netta vittoria contro il Bellaria.

Mister Bruno manda in campo dal primo minuto Pugliesi, Ciari, Nannelli Gaia, Cecchetti, Buratti, Cantini, Pucci, Nannelli Daria, Bianchi, Giorgetti e Martinelli, lasciando in panchina Martini, Menesini e Russo.

La Libertas parte bene e sbloccano il match con capitan Pucci che dal dischetto firma l’uno a zero.

Le rossonere sfiorano più volte il raddoppio ma alla mezz’ora si fanno raggiungere sull’uno a uno dalle padrone di casa che su punizione firmano l’uno a uno; il gol galvanizza il Marzocco che dopo due minuti effettua il sorpasso trasformando con Piluso un dubbio penalty; prima del duplice fischio ci pensa bomber Martinelli a ristabilire la parità con un destro da fuori area che vale i l2 a 2 con cui si chiude il primo tempo.

Nella ripresa le rossonere partono bene e con Buratti si riportano in vantaggio, ma subiscono il nuovo e definitivo pari a metà frazione siglato ancora una volta da Piluso; inutili e vani tutti gli attacchi delle lucchesi che non si concretizzano complice anche un arbitraggio molto discutibile, su cui tanto ha influito l’atteggiamento anti sportivo del pubblico e della dirigenza di casa.

Perdere due punti al termine di una gara cosi’ fa davvero male, ma non tanto ai fini della classifica, quanto sotto un profilo morale e sportivo – ha dichiarato il capitano della Libertas Femminile, Daniela Pucci – Il pubblico di casa è stato a dir poco ostile e maleducato nei confronti nostri e dell’arbitro, il quale è stato intimidito e condizionato dalle minacce continue provenienti dagli spalti. Anche la dirigenza locale non è stata da meno e ci ha riservato un’accoglienza che nulla ha a che fare con il mondo dello sport. Mi auguro che le autorità competenti intervengano e che nessun’altra squadra debba patire ciò che abbiamo patito noi.”

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