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“La Cenerentola” di Gioacchino Rossini in scena al Giglio

LiricaStagione 2016/2017 – Teatro del Giglio di Lucca

La Cenerentola

dramma giocoso in due atti di Jacopo Ferretti
musica di GIOACHINO ROSSINI
Edizione critica della Fondazione Rossini di Pesaro in collaborazione con Casa Ricordi, Milano, a cura di A. Zedda

omaggio a Lele Luzzati

a 200 anni dalla prima rappresentazione al Teatro Valle di Roma (25 gennaio 1817)

Don Ramiro, Principe di Salerno | Pietro Adaini
Dandini, suo cameriere | Pablo Ruiz
Don Magnifico, Barone di Montefiascone | Marco Filippo Romano
Clorinda | Giulia Perusi
Tisbe | Isabel De Paoli
Angelina, sotto nome di Cenerentola, figliastra di Don Magnifico | Teresa Iervolino
Alidoro, filosofo, maestro di Don Ramiro | Matteo D’Apolito

direttore Erina Yashima
regia Aldo Tarabella
scene Enrico Musenich
costumi Lele Luzzati
luci Marco Minghetti
coreografie Monica Bocci

Orchestra Giovanile Luigi Cherubini

Coro Melodi Cantores
maestro del coro Elena Sartori

nuovo allestimento del Teatro del Giglio di Lucca
coproduzione Teatro del Giglio di Lucca, Teatro Alighieri di Ravenna, Fondazione Teatri di Piacenza

venerdì 10 febbraio 2017 ore 20.30
domenica 12 febbraio 2017 ore 16

INCONTRO CON IL PUBBLICO
La compagnia dell’opera «La Cenerentola» incontra il pubblico martedì 7 febbraio alle ore 19.00 nel ridotto del Teatro del Giglio (ingresso libero e gratuito, fino ad esaurimento posti).

Nuovo allestimento del Teatro del Giglio, La Cenerentola va in scena nella ricorrenza dei duecento anni dalla composizione: la prima rappresentazione dell’opera ebbe infatti luogo il 25 gennaio 1817 al Teatro Valle di Roma, con il contralto Geltrude Righetti Giorgi (già la prima Rosina del Barbiere di Siviglia) a interpretare il ruolo del titolo. Dopo l’iniziale insuccesso, il capolavoro rossiniano divenne celeberrimo sia i Italia che all’estero. Lo spettacolo è dedicato a Lele Luzzati, scomparso dieci anni fa: sono suoi gli splendidi costumi di scena, che portano sul palcoscenico del Giglio la cifra stilistica e il tratto meraviglioso e immaginifico di un Maestro indiscusso del teatro contemporaneo. Uno dei suoi discepoli, il genovese Enrico Musenich, firma la scenografia dello spettacolo, ispirandosi allo stile deel Maestro.

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