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A Gennaio, la Lunigiana brucia di passione!

Lunigiana e Falò sono due parole strettamente legate tra di loro! Nei mesi di dicembre e gennaio sono 5 i falò che vengono accesi in vari comuni della Valle in un vero e proprio crescendo di altezza della pira e di intensità, di fiamma e di passione.

I primi tre, in ordine cronologico, più modesti, sembrano quasi di preparazione ai due imponenti falò dei Rioni di San Nicolò (17 Gennaio) e di San Geminiano (31 Gennaio) a Pontremoli. Sebbene più ridotti anche anche questi primi tre falò hanno antiche origini e sono fortemente radicati nella tradizione popolare, in una continua commistione tra sacro e profano, riti ancestrali e cristiani.

Si inizia la sera del 5 dicembre a Villafranca Lunigiana con il Falò di San Nicolò. Proprio nella sera in cui in varie zone d’Europa di lingua tedesca le strade si popolano con le figure dei Krampus (diavoli) scacciati dal vescovo esorcista San Nicolò, nella media Val di Magra, a Villafranca, si accende un grande fuoco nel parco “Tra la Ca” accanto a quanto rimane della Chiesa di San Nicolò, l’antica chiesa del Castello del Malnido, anch’esso ormai ridotto a rudere. In epoca passata, quando la chiesa era ancora presente, il falò veniva acceso sul sagrato, successivamente la tradizione subì un certo declino nel corso del novecento. Oggi, nonostante l’abbattimento della chiesa negli anni Settanta, la tradizione di questo falò è di nuovo viva e la sua accensione avviene accanto al superstite campanile dove è stata riposta la statua del Santo.

Si prosegue il 13 di gennaio, a Pontremoli, con l’antica tradizione del piccolo falò di Sant’Ilario, preparato ed acceso di fronte alla piccola chiesa di Sant’Ilario, sul colle del Piagnaro, affianco al maestoso castello. Una tradizione antica da alcuni anni recuperata.

La sera del 16 gennaio, poi, a Filattiera, brucia il falò di Sant’Antonio. Nella parte alta del Borgo, affianco all’antico castello malaspiniano. E’ tradizione alla conclusione del falò portare a casa un tizzone ardente, quale segno ben-augurante. In passato il tizzone benedetto veniva portato nelle stalle per allontanare il pericolo delle malattie del bestiame. Non a caso Sant’Antonio è patrono degli animali domestici.

Eccoci arrivati agli ultimi due falò, i più imponenti per altezza della pira, scenografia e passione! Due i Rioni di Pontremoli che si affrontano per realizzare il falò più bello, San Nicolò e San Geminiano. Come ogni tradizione popolare che si rispetti è il popolo stesso che definisce il vincitore, commentando i giorni delle accensioni e le settimane a seguire e, come ben si può comprendere, non si giunge mai ad una proclamazione definitiva. Chi vince è certamente lo spettacolo e tutta la Città di Pontremoli. 

Una tradizione antica che stava per scomparire e che, invece, da qualche anno a questa parte è più viva che mai. Tanti i giovani, guidati dagli “anziani” che si danno da fare tutto l’anno per raccogliere le fascine di legna, chiamate in dialetto “bochi” (rami e arbusti di varie piante dei boschi lunigianesi: quercia, ginestra ecc…) e “gli ulsgi” (principalmente lunghi rami di erica scoparia che abbonda nei versanti meridionali e soleggiati). Non mancano naturalmente i momenti gogliardici e i dispetti tra le due contrade che rendono i falò ancora più interessanti e sentiti. E’ proprio la sfida che accende la passione, è una lotta di abilità, tattica, esperienza ma anche il collante tra generazioni differenti. E’ argomento di discussione tutto l’anno e in particolare nel mese di Gennaio. Migliaia le persone che il 17 Gennaio alle ore 19 riempiono la zona di Porta Parma, sulle sponde del Fiume Magra, per il Falò di San Nicolò e il 31 Gennaio alle ore 19 la zona del Ponte della Cresa, sulle sponde del Fiume Verde, per il Falò di San Geminiano, anche Patrono della Città.

Antiche e discusse le origini, Guelfi e Ghibellini, voti per epidemie e pestilenze, ricorrenze religiose, pratiche contadine, certo però è lo spettacolo odierno! La luce e il calore che si sprigionano dalle pire nelle due fredde notti invernali (17 e 31 gennaio, qualsiasi sia il meteo), gli antichi palazzi e ponti medievali illuminati dalle fiamme, il calore della gente, la passione dei fuochisti rendono questa esperienza unica e valgono il viaggio! 

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