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Collaborazione tra Lu.C.C.A. e Istituto di Fisiologia Clinica del CNR Pisa per una ricerca sugli effetti delle emozioni

Collaborazione tra Lu.C.C.A. e Istituto di Fisiologia Clinica del CNR Pisa per una ricerca sugli effetti delle emozioni

Arte e scienza si confrontano durante le Lu.C.C.A. Tuesday Nights

Il museo non è più soltanto un luogo di conservazione, esposizione e promozione delle collezioni artistiche, ma entra nella vita quotidiana delle persone, anche di quelle che non sono abituate a frequentare spazi espositivi. Sulla base di questo nuovo rapporto con l’istituzione museo, le nuove forme di marketing non convenzionale basate sul coinvolgimento emotivo e sull’interazione vengono in aiuto, ma conoscere le risposte emotive e cerebrali dei visitatori che stanno partecipando ad un’esperienza al museo è diventato indispensabile. “In un’ottica di marketing avanzato – spiega Maurizio Vanni, direttore generale del Lu.C.C.A. – attraverso il quale i pubblici devono essere intercettati, conosciuti, segmentati, coinvolti e fidelizzati, diventa fondamentale conoscere le risposte sensoriali di ogni segmento per creare proposte culturali tailor made e un coinvolgimento che preluda alla fidelizzazione”.

Nell’ambito del dialogo tra arte e scienza nasce la collaborazione tra il Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art e l’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa. Ecco quindi che questi due mondi solo apparentemente lontani, ma concretamente sinergici, diventano degli strumenti per studiare non solo il mondo interiore dell’artista, ma soprattutto che tipo di risposta emozionale suscita, nello spettatore, un evento performativo. “Nell’ottica di una nuova museologia – continua Vanni – legata a una sempre maggiore relazione tra museo, territorio e pubblici generici, e ai nuovi approcci di marketing che creano prodotti culturali sulla domanda dei pubblici, è imprescindibile la conoscenza dei target di riferimento per rendere sempre più soggettiva l’offerta del museo, ad esempio con eventi collaterali e paralleli o servizi personalizzati”.

Durante l’estate 2016 con le Lu.C.C.A. Tuesday Nights ovvero le nove serate dedicate al tema “Realtà della finzione. Il museo incontra il teatro, la musica, la danza e la parola”, un luogo naturale dell’espressione artistica come il museo è stato trasformato in un laboratorio scientifico sperimentale, una sorta di piattaforma di ricerca in cui l’oggetto di studio erano gli spettatori e le loro emozioni. “Siamo una rete di persone con diverse competenze – spiega Alessandro Pingitore ricercatore dell’IFC-CNR Pisa – creata attorno ad un progetto, ad un’idea. Lo scopo principale di questo network multidisciplinare che vede la partecipazione di medici, psicologi, informatici, ingegneri nonché esperti di grafica e web, è quello di promuovere la salute ed il benessere delle persone attraverso un processo di acquisizione di consapevolezza delle capacità individuali al fine di aumentare la resilienza e l’empowerment”. Mediante un approccio psicofisiologico, grazie anche alla partecipazione di colleghi dell’Università di Pisa e di altre istituzioni, sono stati monitorati in alcuni spettatori e visualizzati in tempo reale i principali segnali vitali, elettrocardiogramma e respiro, in corrispondenza della performance teatrale che diviene un’opportunità interpretativa personale ed emozionale.

La salute – continua Alessandro Pingitore – viene ad assumere un significato molto più ampio che investe tutti gli aspetti, fisici e mentali, della persona ed indica, al di là dell’assenza di patologie, uno stato di benessere globale. Lo studio che stiamo svolgendo in collaborazione con il Lu.C.C.A. si pone proprio in quest’ambito, nel capire come un evento sensoriale importante come la performance teatrale possa evocare delle risposte emotive in chi la osserva a tal punto da modularne i ritmi vitali, ritmo cardiaco, cerebrale, respiratorio. L’arte diventa quindi un potente mezzo comunicativo non soltanto di natura culturale e sociale, bensì un’esperienza fortemente individuale per sviluppare maggiore consapevolezza di sé e degli altri, diventando pertanto un valido strumento di ricerca del benessere“.

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