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#LUCCHESE: Si presentano Matteo Nolè ed Emiliano Fratini

E’ alla sua quarta stagione in rossonero e nelle ultime due ha rivestito anche il ruolo di capitano.Matteo Nolè, fresco di matrimonio con la sua Silvia e reduce dal viaggio di nozze a New York e Antigua, è pronto a ripartire con rinnovate motivazioni.

«Dopo tre giorni di ritiro le impressioni che ci arrivano sono positive. Siamo contenti sia della struttura che ci ospita sia del campo di allenamento. Parte di noi conosce il mister, ma iniziare a lavorare con lui sin dal ritiro è un’esperienza più completa. Stiamo iniziando a conoscerci e adesso sta a noi fare gruppo nel minor tempo possibile e lavorare bene sul campo».

Il suo ruolo naturale è quello di centrocampista, ma all’occorrenza è stato a lungo impiegato anche in altre zone del campo.

«Non ho mai avuto problemi a mettermi a disposizione del mister ed essere impiegato anche in altri ruoli. Prediligo stare a centrocampo dove mi sento maggiormente a mio agio, ma non mi sono mai tirato indietro nemmeno nel ruolo d terzino. Sono pronto a fare quello che mi viene chiesto. Per quanto riguarda noi vecchi invece credo che il nostro compito principale sia quello di dare l’esempio, aiutare i più giovani a trasformare in qualcosa di concreto il loro entusiasmo e dar loro la spinta per la loro crescita quotidiana in campo e fuori».

Lontano dagli impegni calcistici Nolè è appassionato di cinema e musica e si dedica alla lettura di libri thriller o autobiografici. L’ultimo libro letto è infatti è proprio l’autobiografia di George Best.

Mister Galderisi lo ha fatto esordire tra i professionisti durante la scorsa stagione nello scontro salvezza in casa del Savona e lui ha ripagato la fiducia del tecnico con una prestazione ordinata e di personalità. Emiliano Fratini, centrocampista classe ’97, è orgoglioso di essere in ritiro con la prima squadra a cui è aggregato già dalla seconda parte dello scorso campionato.

«Questa non è la mia prima esperienza di ritiro visto che tre anni fa sono partito con il Grosseto, ma adesso mi sento più cresciuto e con una maggiore consapevolezza dell’importanza di essere qui. Mi trovo bene con mister Galderisi che già conoscevo e anche con i compagni di squadra. Stando insieme abbiamo la possibilità di conoscerci e costruire la forza del gruppo».

Per quanto riguarda le proprie caratteristiche:

«Sono un centrocampista a cui piace giocare la palla, ma non mi tiro indietro quando c’è da correre e svolgere anche un compito di pulizia, per così dire. Da questa stagione mi aspetto di crescere e riuscire a dare il mio contributo. Sono perfettamente cosciente del fatto che stia a me dimostrare attraverso il lavoro e l’impegno di meritare la fiducia dell’allenatore».

Ha da poco conseguito il diploma di ragioneria e dal 29 giugno – data in cui ha discusso l’esame orale di maturità – fino alla partenza per il ritiro ha trascorso il breve periodo di vacanza a casa sua a Orbetello, tra il mare e le attenzioni, in qualità di figlio unico, di mamma Silvia e papà Roberto.

Ama il basket e approfitta dei periodi di sosta per organizzare partite con amici.

È appassionato di NBA e di tennis e ritiene Javier Zanetti il modello da seguire: «penso che rappresenti l’immagine del vero professionista sotto tutti gli aspetti, sia quello strettamente calcistico che quello umano. E lo dimostra anche il percorso dirigenziale intrapreso con successo dopo l’addio al calcio giocato».

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