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Volontariato: a Lucca attive quasi 500 associazioni

Nel 2014 il Cesvot ha investito 40 mila euro nella formazione dei volontari lucchesi

Volontariato: a Lucca attive quasi 500 associazioni

Il presidente Severi “Lucca si conferma capitale del volontariato. Ci auguriamo che la riforma possa rappresentare un punto fermo in un momento di disorientamento generale”

Lucca, 22 febbraio 2015 –  Sono circa 500 le associazioni di volontariato attive nel territorio della provincia di Lucca aderenti al Cesvot, Centro Servizi Volontariato Toscana. E’ il dato che emerge dal bilancio del Centro Servizi che nell’anno passato ha investito sulla formazione dei volontari circa 40 mila euro.

Nello specifico la maggior parte delle associazioni opera nel settore sanitario (198) nel sociale (132) e in ambito culturale (47).

Cesvot, inoltre, ha investito circa 11 mila euro sul bando Sviluppo e promozione territoriale del volontariato e oltre 10 mila euro per il finanziamento di tre iniziative di delegazione.

“Lucca si conferma la capitale del volontariato – dichiara Pierfranco Severi, presidente della Delegazione Cesvot di Lucca – lo dimostrano i numeri che vedono operative ogni giorno quasi 500 associazioni di volontariato sul territorio. Numeri che confermano che pur nella difficoltà del momento non è venuto meno  l’impegno e la voglia di aiutare il prossimo.

Nonostante i numeri, credo però che Lucca stia soffrendo dello stesso problema di cui soffre tutto quanto il territorio della Toscana e cioè un po’ di disaffezione verso il mondo associativo perché le nostre associazioni non hanno saputo rinnovarsi e stare al passo con i tempi. Credo tuttavia, – conclude Severi – che nel dna del volontariato ci sia però questa voglia di recuperare quanto è stato perso. Si potrebbe ripartire proprio dalla Riforma del terzo settore, una riforma che, se approvata ascoltando tutte le associazioni, dalle più grandi alle più piccole, potrà  essere davvero una grande occasione per dare al volontariato finalmente un giusto ruolo; ma per raggiungere questo traguardo, indubbiamente le nostre strutture si dovranno rinnovare: dovranno essere giovani ed elastiche per andare incontro, con rinnovata progettualità ed entusiasmo, alle nuove esigenze. Lo devono fare per il territorio, per la comunità, per noi tutti.”

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