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Lucca rende omaggio a due grandi della poesia: Mario Luzi e Piero Bigongiari

Nel centenario della nascita, Lucca rende omaggio a due grandi della poesia: Mario Luzi e Piero Bigongiari

Nel centenario della nascita di Mario Luzi e di  Piero Bigongiari la  città di Lucca ricorda le figure dei grandi poeti con la presentazione di due pregevoli opere, edite questa estate.
Gli appuntamenti per i cultori di questi due grandi autori e più in generale con quanti amano la poesia, sono fissati per giovedì 2 ottobre e venerdì 17, entrambi nella suggestiva cornice di Villa Bottini.

Nel primo incontro (2 ottobre) la figura del poeta e dell’uomo Mario Luzi sarà al centro di un “lungo viaggio del Novecento”. Attraverso il corposo saggio-intervista curato da Giorgio Tabanelli -titolare della cattedra di regia televisiva presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino- si dipana la magmatica storia politico-culturale del secolo breve. Accanto a ragionamenti su politica e religione, le interviste che nel corso degli anni Tabanelli ha fatto al poeta toscano propongono riflessioni su grandi temi come l’amicizia e naturalmente riflessioni su cosa sia fare poesia.

Nel secondo appuntamento (17 ottobre) Paolo Fabrizio Iacuzzi -direttore scientifico del Fondo Piero Bigongiari della biblioteca San Giorgio di Pistoia- presenterà la sua recente pubblicazione di poesie bigongiariane fortemarmine: “Agosto al Forte. Poesie inedite e disperse (1978-1991)”, un libro apocrifo caratterizzato da una robusta e rigorosa impostazione schematico-filologica. La poetessa Alba Donati leggerà alcune delle poesie tratte dall’opera curata da Iacuzzi. Sarà questa l’occasione anche per approfondire il legame che il giovane Bigongiari ha intrattenuto con la città di Lucca e che ha lasciato traccia in alcuni dei suoi componimenti, come “Un fanciullo di fronte alle mura di Lucca” o “Pescia-Lucca”.

Agli incontri -che inizieranno nel pomeriggio, alle 17- interverranno anche il sindaco e il presidente della Provincia. Gli appuntamenti verranno condotti dal professore Fabiano D’Arrigo, che ne è il curatore.

Nota critica a cura di Fabiano D’Arrigo
Mario Luzi e Piero Bigongiari nacquero nel 1914, vissero pienamente una lunga vita, parteciparono attivamente alle vicissitudini storico-culturali del Novecento europeo, e quindi anche italiano, nutrirono l’ uno per l’ altro sentimenti di amicizia.
Nel 1933 da Bigongiari fu scritta “L’ Arca”, mentre  “La Barca” fu composta da Luzi nel 1935. Dopo quelle due primizie giovanili ermetiche, vennero alla luce molteplici testi poematico-narrativi che illustravano il cangiante sentimento interiore e il divenire del mondo.
Il linguaggio poetico riprende quello della tradizione aulica, dantesca in particolare, e al tempo stesso si rinnova aderendo a quello contemporaneo. Anche la passione civile accomuna Luzi e Bigongiari. Entrambi con la poesia piangono i drammi sociali e danno un contributo al bene comune. “Passarono le vittime” è la poesia bigongiariana, scritta a Forte dei Marmi nell’ agosto 1985, dove la meditazione sulla tragedia della guerra si sposta sulle vittime della strage di Sant’ Anna di Stazzema. Infine un sentimento religioso pervade le poesie dei Nostri. In Bigongiari Dio appare “assentato”,”ignoto”; è “il Nascosto” che “rivela l’ energia lacerante del perdono inteso come dono” a un poeta che non sa più quasi pregarlo, ma continua a invocarlo. Nel Luzi cristiano la figura di Cristo richiama tutte le turbe e tutti “i poveri straccioni devoti in attesa del Regno”.
Importante è il legame di Piero Bigongiari con la città di Lucca. Diverse poesie bigongiariane tratteggiano Lucca, forse perché gli antenati di Piero dalla parte del padre venivano da Marlia, forse perché Piero adolescente percorreva Lucca venendo da Pescia, o chissà.
Lucca è un labirintico castello, le cui mura sono “colme di capperi” e il cui Fillungo è “un filo feso”, dove pensare alla vita e alla morte. Lucca, anzi tutta la lucchesia, è un luogo dove abitare come una rondine passeggera. Lucca diventa l’icona di un mondo dove il viandante transita e procede…altrove.

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