Header ad
Header ad
Header ad

La poetessa e attivista Isoke Aikpitanyi è finalista al Premio Letterario Camaiore Proposta 2014

La poetessa e attivista Isoke Aikpitanyi è finalista al Premio Letterario Camaiore Proposta 2014

di Lavinia Dickinson Editore

 
Genova, 16 giugno 2014. Dall’inferno della tratta delle donne nigeriane all’impegno contro la criminalità che compra e vende carne umana, fino alla scoperta della poesia e al matrimonio con Claudio, a Genova, città in cui oggi vive la coppia. “Isoke Aikpitanyi rappresenta la speranza,” disse di lei don Andrea Gallo, “per questo nostro mondo in cui la vita e la dignità valgono zero”. L’opera prima di poesia della giovane autrice e attivista, che si intitola “Spada, sangue, pane e seme” ed è stata pubblicata dalla coraggiosa casa editrice Lavinia Dickinson Editore, è una delle cinque finaliste al Premio Letterario Camaiore Proposta 2014 (riconoscimento riservato alle opere prime), uno dei più importanti concorsi di poesia a livello internazionale. Lo comunica in una nota la segreteria del Premio. Roberto Malini, poeta e fondatore di Lavinia Dickinson Editore, ha fortemente voluto la pubblicazione di questa illuminante raccolta di poesie, caratterizzata da versi musicali e potenti, “tanto da poter essere definiti come epica del nostro tempo,” spiega Malini. La prefazione è stata scritta da Roberto Saviano, grande estimatore della poetessa e sostenitore del suo impegno contro la tratta. “Isoke è una ragazza africana di trentatré anni,” scrive Saviano. “È arrivata in Italia nel 2000 sognando un lavoro, invece le mafie nigeriana e italiana l’hanno obbligata a prostituirsi. È riuscita a liberarsi e ha deciso di non tacere. Ora è un viso noto: scrive libri, va in tv, racconta la sua storia attirando l’attenzione di tutte le ragazze che vogliono lasciare la strada. Testimonia che esiste un’alternativa e con il suo esempio le invita a prendere coraggio. Isoke mi ha insegnato a comprendere l’inferno della tratta. Mi ha insegnato a non temere la caduta, perché ci si può rialzare. Ma mi ha insegnato anche che per rialzarsi serve una mano. Mi ha insegnato a tenderla quella mano e a non temere una realtà che sembra remota”. Dopo la vittoria dello scorso anno con Steed Gamero e la sua opera prima di poesia “I ragazzi della Casa del Sole” (che ha vinto successivamente altri importanti premi letterari), Lavinia Dickinson Editore porta in finale un’altra folgorante opera prima, che tratta – con versi memorabili – il tema del traffico di donne africane dall’Africa all’Europa. 
BodyPart (3)

 

Related posts

Questo sito utilizza cookie tecnici ed analitycs. Potrebbero inoltre essere installati cookie di terze parti. Proseguendo la navigazione accetti la policy del sito. Per ulteriori informazioni clicca sul link predisposto. Info | Chiudi