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Piano Strutturale: stamani alla casermetta San Regolo esperti e cittadini hanno dialogato sul tema della vulnerabilità del territorio.

LUCCA – Stamani (29 maggio) alla casermetta San Regolo esperti e cittadini si sono dati appuntamento per seguire ilavori del secondo seminario “Verso il Piano Strutturale”, promosso dal Comune nell’ambito del percorso di partecipazione e approfondimento, in vista della redazione del nuovo strumento di pianificazione urbanistica.

Gli assessori all’urbanistica Serena Mammini e all’ambiente Francesca Pierotti hanno aperto i lavori sottolineando entrambe la necessità di ripensare il territorio dove troppe situazioni di disagio e di emergenza si sono susseguite a causa della fragilità dell’assetto idrogeologico e dell’eccessiva antropizzazione. 

Introducendo i lavori della mattinata, Giberto Bedini (coordinatore scientifico del PS) ha parlato del rapporto tra Lucca e il suo fiume, storicamente fondato su una sinergia costruttiva  -il fiume e i suoi affluenti come mezzi utilizzati nel corso dei secoli per le attività umane, soprattutto di tipo agricolo- che oggi in parte è stata perduta, ma che costituisce l’orizzonte cui tendere per ripristinare un legame così importante.

Ad aprire la serie degli interventi è stato Paolo Sani (consulente delle indagini geologico-tecniche al PS) che ha sottolineato come l’area lucchese sia caratterizzata da  fenomeni di instabilità potenziale che rendono complessa la pianificazione. In particolare, il 43% delle zone collinari è a rischio frane e smottamenti e il 44% di quelle di pianura è soggetta a fenomeni di tipo alluvionale. “Dobbiamo chiederci non tanto dove costruire – ha detto Sani – perché per vari motivi non si costruisce quasi più, ma come mitigare i fenomeni per mettere in sicurezza il territorio”. 
Francesco Barsotti, ingegnere consulente per le indagini idrauliche del Piano Strutturale, ha spiegato come redigere le carte di pericolosità, strumento conoscitivo imprescindibile per la pianificazione. L’ingegnere Andrea Biggi, funzionario del settore Strade Fossi e Canali del Comune di Lucca, ha illustrato gli interventi di messa in sicurezza da rischio idrogeologico fatti dal Comune di Lucca dal 2000 a oggi; mentre Gennarino Costabile, ingegnere dirigente del Servizio Difesa del Suolo della Provincia di Lucca, ha sviluppato il tema dell’ambiente come veicolo di risorse che richiedono soprattutto tre tipi di intervento: la messa in sicurezza, lo sviluppo coordinato e l’attenzione alla storia che raccontano. 

Al termine degli interventi programmati, dopo la pausa caffè, si è svolta la tavola rotonda moderata da Massimo Morisi, garante della comunicazione della Regione Toscana. Diversi gli interventi qualificati che hanno rimarcato con toni e punti di vista differenti la necessità di rendere più fruibili e accessibili i corsi d’acqua e di creare le condizioni infrastrutturali affinché le campagne tornino ad essere abitate e vissute, condizione fondamentale per sviluppare una nuova manutenzione da parte degli stessi cittadini.

“Dal campo deve sorti’ la fossa”: con queste parole gergali il sindaco Alessandro Tambellini ha chiuso i lavori del secondo seminario, specificando che il senso di questo modo di dire non è che ogni lavoro deve avere un utile, ma che sono importanti gli scoli, i punti di respiro del territorio. “Il nostro sistema di sicurezza – ha esplicitato il sindaco –  ha funzionato grazie alla manutenzione condivisa tra tutti i cittadini. Adesso questa vocazione spontanea si è persa e diviene necessario dare un indirizzo che coinvolga tutti gli attori responsabili”. 

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