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Gianrico Carofiglio ospite di Fondazione Campus

 Insieme a lui il presidente della Fondazione Veca e il direttore scientifico Sacco

Lucca, il viaggio, le matite ben appuntite e la bussola

La “valigia dello scrittore” di Gianrico Carofiglio, ospite martedì 1 aprile alla cerimonia di apertura dell’11mo anno accademico di Fondazione Campus

Lucca, il viaggio, le matite ben appuntite e la bussola anche in città. Gianrico Carofiglio sarà l’ospite della cerimonia di inaugurazione dell’11mo anno accademico di Fondazione Campus, martedì 1 aprile nell’auditorium di San Romano. “La valigia dello scrittore” è il titolo che lo scrittore ha scelto per il suo intervento.

Ma cosa è per Carofiglio il turismo? “Viaggiare per me riguarda soprattutto lo sguardo più che i posti in cui vado, di volta in volta – spiega -. Una delle mie citazioni preferite è questa frase di Proust: ‘Il vero viaggio di scoperta non è cercare terre nuove ma avere occhi nuovi’.”

E cosa porta nella sua valigia di scrittore? “Ovviamente taccuini, penne e soprattutto matite – risponde -. Mi piace prendere appunti soprattutto con matite nere ben appuntite. Dunque ho anche, sempre, un temperamatite affilato. In passato portavo sempre con me una bussola, mi piace orientarmi indipendentemente dalle vie e dai numeri civici. Adesso uso la bussola dello smartphone. Anche se ci sono le mappe del telefono, quando arrivo in un posto nuovo mi procuro sempre una cartina tradizionale sulla quale mi piace fare annotazioni, disegni e prendere appunti legati ai luoghi.

Conosce Lucca? Qual è la sua immagine della città? Che ne pensa? Quale cosa di Lucca le piace di più? “Certo che la conosco: quando vivevo in Toscana (ho fatto il pretore a Prato, tanti anni fa) mi è capitato spesso di andarci. Ovviamente l’immagine di Lucca è legata soprattutto alle mura ma ho anche alcuni ricordi molto vivi di bellissime passeggiate notturne, in un silenzio quasi magico”.

Alla cerimonia della Fondazione lucchese che organizza corsi universitari in Scienze del turismo in collaborazione con le università di Pisa, Pavia, della Svizzera Italiana di Lugano e FLAFR (Fondazione lucchese per l’alta formazione e la ricerca), saranno presenti, oltre agli studenti ed al corpo docenti, anche le massime autorità cittadine. La cerimonia, che avrà inizio alle 10, sarà introdotta dal presidente della Fondazione Campus Salvatore Veca e dal direttore scientifico Pier Luigi Sacco.

Gianrico Carofiglio (www.gianricocarofiglio.com) è nato a Bari nel 1961. È stato a lungo un pubblico ministero, specializzato in indagini sulla criminalità organizzata. Nel 2007 viene nominato consulente della commissione parlamentare antimafia e dal 2008 al 2013 è senatore della Repubblica.

Esordisce nella narrativa nel 2002 con “Testimone inconsapevole” (Premio del Giovedì “Marisa Rusconi”, Premio Rhegium Iulii, Premio Città di Cuneo, Premio Città di Chiavari), creando il personaggio dell’avvocato Guido Guerrieri, molto amato dai lettori e protagonista di tre successivi romanzi: “Ad occhi chiusi” (2003, Premio Lido di Camaiore, Premio delle Biblioteche di Roma e “Miglior noir internazionale dell’anno 2007” in Germania secondo una giuria di librai e giornalisti), “Ragionevoli dubbi” (2006, Premio Fregene e Premio Viadana 2007, Premio Tropea 2008) e “Le perfezioni provvisorie” (2010, Premio Selezione Campiello). Nel 2004 “Testimone inconsapevole” e “Ad occhi chiusi” diventano due film per la televisione con la regia di Alberto Sironi e, a partire dal 2007, i quattro romanzi sono pubblicati anche in versione audiolibro, con la voce narrante dello stesso autore.

Tra le altre opere di narrativa e saggistica: i romanzi “Il passato è una terra straniera” (2004, Premio Bancarella 2005) da cui nel 2008 è tratto l’omonimo film di Daniele Vicari, con Elio Germano e Michele Riondino (miglior film e miglior attore al Miami Film Festival), “Né qui né altrove. Una notte a Bari” (2008) e “Il silenzio dell’onda” (2011), finalista al Premio Strega 2012; la graphic novel “Cacciatori nelle tenebre” (2007, Premio Martoglio), di cui è coautore con il fratello Francesco; il dialogo “Il paradosso del poliziotto” (2009); la raccolta di racconti “Non esiste saggezza” (2010, Premio Chiara); i saggi “L’arte del dubbio” (2007) e “La manomissione delle parole” (2010), da cui è tratto uno spettacolo teatrale da lui stesso interpretato; il racconto “La velocità dell’angelo” nel volume “Cocaina” (Einaudi Stile Libero 2013, con testi di Massimo Carlotto e Giancarlo De Cataldo).

Le sue ultime pubblicazioni sono “Il bordo vertiginoso delle cose” (Rizzoli, 2013) e “La casa nel bosco”, romanzo uscito sempre per Rizzoli pochi giorni fa e scritto a 4 mani con il fratello Francesco.

I libri di Gianrico Carofiglio, con oltre quattro milioni di copie vendute in Italia, sono tradotti in ventiquattro lingue.

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