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“Pop Up un fossile di cartone animato” al Teatro San Girolamo

Crescendo con il teatro • Stagione 2013/2014

Pop Up un fossile di cartone animato

Teatro delle Briciole
Progetto affidato ai Sacchi di sabbia

Di Giulia Gallo e Giovanni Guerrieri, con la collaborazione di Giulia Solano
Con Beatrice Baruffini e Serena Guardone
libri di Giulia Gallo

Dai 3 ai 6 anni

Venerdì 7 marzo ore 9.45 e 14.45 
Sabato 8 marzo ore 16.30 rassegna IN FAMIGLIA A TEATRO
Teatro San Girolamo

Animazione, suono e immagine si fondono nel nuovo capitolo del cantiere produttivo del Teatro delle Briciole ‘Nuovi sguardi per un pubblico giovane’. Reinventando il libro animato in forma teatrale, Pop up intreccia le microstorie di un bambino di carta e di una piccola, enigmatica sfera: le evoluzioni ritmiche, cromatiche e sonore del loro rapporto, i loro incontri, le loro specularità, le loro trasformazioni. La scansione cromatica dei diversi cartoon di cui si compone lo spettacolo è un mezzo potente per indagare le emozioni-base e per creare insiemi di associazioni tra sentimenti, forme e colori. La forma delle variazioni sul tema, assecondando musicalmente la ricerca rumoristica, si fa strumento flessibile per un’esplorazione sperimentale dell’immaginario infantile. Le avventure del bambino e della sua piccola palla danno così origine a un gioco simbolico di geometrie e di metamorfosi che tocca aspetti centrali di quell’immaginario: la fantasia, l’invito, la minaccia, il sogno. Due attrici, che sono insieme animatrici, danno vita e voce ai due protagonisti di carta, giocando sull’apparizione delle figure e delle forme nel tempo, sugli intrecci di esse con i loro corpi, sul movimento e sull’illusione del movimento, sulla sincronicità tra voci e tra voci e immagini. L’idea della reinvenzione scenica del libro Pop up, la sfida di creare un cartone artigianale, una sorta di fossile di cartone animato nell’epoca del 3D, è la preziosa occasione per una riflessione sull’animazione, sulla saturazione e l’invasività delle sue tecniche contemporanee, per intraprendere una direzione più evocativa e meno aggressiva, che lasci più spazio all’immaginazione nell’era della “dittatura digitale”. Ed è anche l’occasione per fondere sperimentalmente manipolazione, teatro d’oggetti e suoni, linee di ricerca amate dalla compagnia Sacchi di Sabbia, che per la prima volta con questo spettacolo vengono rivolte ad un pubblico infantile e confrontate con esso.

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