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Il Puccini Museum si arricchisce di altri importanti cimeli storici

Il Puccini Museum secondo al mondo per numero di autografi pucciniani.La Fondazione Puccini acquista il Fondo Marsili fino ad oggi sconosciuto. I preziosi materiali, in tutto 600 pezzi, ripercorrono vicende legate alla famiglia e alla carriera del Maestro Giacomo Puccini

Il Puccini Museum – Casa natale di Lucca diventa la seconda istituzione nel mondo per numero di autografi pucciniani, facendo riferimento a lettere, fotografie e spartiti con dedica autografa. Tutto ciò grazie all’acquisizione da parte della Fondazione Puccini del Fondo Marsili che proviene dai discendenti di Nitteti Puccini, sorella di Giacomo Puccini, il marito Alberto Marsili e del loro figlio Carlo. Il materiale apparteneva ai fratelli Carlo e Marina Marsili, bisnipoti di Nitteti. Questa importante operazione è stata illustrata questa mattina, nella sede della Fondazione Puccini, dal sindaco e presidente della Fondazione Alessandro Tambellini, dal presidente della Commissione Cultura al Senato Andrea Marcucci, dalla direttrice della Fondazione Puccini Gabriella Biagi Ravenni, dal Soprintendente archivistico per la Toscana,  Diana Marta Toccafondi e da Marina Marsili.
“Grazie a questo materiale il Puccini Museum diventa secondo al mondo per numero di autografi del Maestro lucchese – commenta il sindaco Tambellini nel ruolo di presidente della Fondazione Puccini – Un passo importante quindi per la città natale di Puccini che vede aumentare il patrimonio culturale custodito al museo. Ma non solo, il nome di Puccini è conosciuto ben oltre i confini italiani: l’acquisto dei carteggi autografi quindi si muove nella direzione della promozione di Lucca nel mondo”
“E’ un’acquisizione molto importante che rende il nostro museo una tappa fondamentale per conoscere Giacomo Puccini – commenta il presidente della Commissione Cultura al Senato, l’onorevole Andrea Marcucci –  Sono particolarmente orgoglioso di questa operazione, perché tentai di farla nel 2006 quando ero sottosegretario ai beni culturali. Ora bisogna lavorare affinché il Puccini Museum sia la punta di diamante di una più efficace strategia di promozione turistica di Lucca”
“Esprimo tutta la mia soddisfazione per questa importantissima acquisizione, che risponde a uno dei principali scopi statutari della Fondazione Giacomo Puccini, quello della tutela, conservazione, gestione, promozione e valorizzazione del patrimonio culturale pucciniano – commenta Gabriella Biagi Ravenni, direttrice delle Fondazione Puccini – Si è concluso così un iter assai lungo e complesso, iniziato anni fa quando fu individuato questo fondo familiare, completamente sconosciuto. Un fondo familiare che, per una parte importante del materiale, è strettamente legato alla Casa natale di Giacomo Puccini (ma anche di Nitteti Puccini!). Il materiale sarà esposto al Museo in una mostra speciale temporanea, che attirerà l’attenzione di nuovi visitatori e anche di quelli che sono già venuti. Il Museo, con l’organizzazione di mostre temporanee, e con l’ingresso di nuovi materiali/oggetti, continua a rinnovarsi”.
“Un carteggio di grandissima rilevanza per delineare la personalità di Giacomo Puccini e illuminare la sua vita privata, vista nei suoi rapporti familiari più intimi e genuini – ha aggiunto il Soprintendente archivistico per la Toscana,  Diana Marta Toccafondi – ma anche storicamente innovativo per la ricostruzione, in un’ottica nuova ed inconsueta, della sua attività di compositore, in grado di far luce su aspetti poco noti della sue creazioni e su progetti di opere mai realizzate”
Al Puccini Museum fanno la loro comparsa complessivamente 600 pezzi di cui 348 sono autografi pucciniani, tra lettere, cartoline e fotografie con dedica e 252 sono documenti in cui si trovano lettere di terzi – tra cui una di Giovanni Pascoli – appunti poetici e letterari di Carlo Marsili, periodici e fotografie. Tutto il materiale era fino ad ora assolutamente sconosciuto, anche agli studiosi: nessuna delle lettere è stata pubblicata e neppure segnalata.

Il Fondo, acquistato per 180 mila euro con parte dei fondi che il Consiglio di Amministrazione della Fondazione ha destinato a patrimonio, oltre al suo indiscutibile valore culturale, rappresenta una forma di investimento che contribuirà all’incremento del patrimonio stesso perché in grado di rivalutarsi nel tempo, come risulta dal costante aumento di valore degli autografi pucciniani in vendita sul mercato antiquario.
Puccini mantenne sempre rapporti molto stretti con la sorella Nitteti, rimasta vedova assai presto con due figli a carico (oltre a Carlo, anche Alba) e la aiutò economicamente per molti anni. Al nipote Carlo, Puccini fu legato, oltre che da vincoli d’affetto familiare, anche da rapporti di lavoro, sia artistici (Carlo Marsili, che era anche poeta, librettista, drammaturgo, scrisse per lo zio il testo di Sogno d’or, collaborò alla prima stesura del libretto del Tabarro) che finanziari (Carlo Marsili lavorava in banca e sbrigava per lo zio operazioni ordinarie e straordinarie). Carlo Marsili godeva dell’assoluta fiducia dello zio, che si confidava con lui anche nei momenti difficili.
Il Fondo è dunque un fondo familiare a tutti gli effetti, e consente di ricostruire molte vicende familiari e personali finora assolutamente sconosciute o poco chiare. Vi sono conservate anche molte lettere del compositore a un’altra sorella, Tomaide Puccini e alcune alle altre due sorelle, Otilia e Ramelde, Molto importanti risultano le lettere intercorse tra i vari membri della famiglia: si segnalano  ma anche lettere di Albina Magi, la mamma di Giacomo, alle figlie; lettere di Iginia, la sorella suora, alle sorelle; una cartolina di Michele Puccini jr  alla sorella Nitteti e lettere di Antonio Puccini al cugino Carlo.
Il Fondo consente anche di seguire da un punto di vista assolutamente nuovo la carriera e le tappe della produzione artistica del compositore: le prime assolute delle opere e le loro riprese in giro per il mondo, con notizie di prima mano sugli allestimenti e sui loro esiti, ma anche i progetti di opere mai composte e gli stati di avanzamento di quelle compiute (anche dopo le prime assolute). Il materiale copre un arco temporale molto vasto, dalle lettere di Albina Magi (intorno al 1870) fino alla documentazione relativa a Carlo Marsili, deceduto nel 1946. Di grande interesse anche la cospicua raccolta di abbozzi letterari e poetici di Carlo Marsili che, secondo gli eredi, avrebbe avuto un ruolo più importante nella stesura dei libretti per Puccini (soprattutto per Rondine e Turandot) di quanto fino ad ora sia risultato. Sono presenti anche fotografie del compositore, alcune autografate, e documenti particolari, come la partecipazione di nozze tra Giacomo ed Elvira.

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