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Una storia speciale. Rolando Alberti, il poeta-pastore in Sant’Agostino a Pietrasanta

Sabato 11 gennaio – ore 17

Ingresso libero

Una storia di oggi dal sapore antico. Nel complesso di Sant’Agostino si presenta “L’estremamente magico“, Miraggi edizioni, la raccolta poetica di Rolando Alberti.

Grandi nomi dell’arte e della cultura sono soliti risuonare nel chiostro, ma la storia di questo poeta è diversa e ha in sé qualcosa di veramente magico.
Alberti è un pastore, ha sempre vissuto, insieme alle sue capre, sulle Alpi Apuane. Come un cantore greco, sin da bambino scrive versi che si nutrono dei misteri della natura, del miracolo della creazione, di morte e di eros, di visioni inquietanti e luminose. Nato nel ’71 a Forno (MS), piccolo paese della Valle del Frigido, dove ancora risiede in inverno, Alberti perpetua il mestiere di pastore di capre che fu di suo padre Anselmo. Una scelta tutt’altro che scontata nella società attuale, tutta agi e ritmi frenetici. Eppure Alberti, dopo un breve periodo di lavoro in città, ha scelto di tornare sulla montagna, alla famosa casa degli Alberghi, sperimentando da giugno a ottobre, una vita molto dura, mesi di completa solitudine in cui ascoltare la montagna, gli animali, le ombre e le testimonianze lasciate dai pastori di un tempo.

“E’ come se attraverso di lui la montagna stessa prendesse voce – afferma Enrico Medda, professore di letteratura greca all’Università di Pisa, curatore della raccolta insieme allo sceneggiatore e autore televisivo Guglielmo Fiamma – trasformando la sua vicenda individuale nel simbolo di un’esperienza universale che si ripete eterna e sempre nuova”. Alberti scrive i suoi potenti versi su fogli di carta o biglietti avventurosamente sopravvissuti alle quotidiane vicende della vita pastorale, trascritte dall’autore successivamente su quaderni in stampatello maiuscolo e con tratti di scrittura ricchi di arcaismi dialettali, grafie e strutture sintattiche del tutto personalizzate. Alberti ci traduce la voce antica e viva delle sue montagne, l’estremamente magico, perché i suoi sentimenti sono genuini e diretti proprio come lo stupore del bambino.

I luoghi ricordati negli scritti ruotano intorno alla scoscesa Casa degli Alberghi, le quattro mura semi diroccate che Alberti identifica come “l’epicentro di questo errante vivere”. Un edificio scarno, con un grande stanzone con le finestre prive di infissi, il camino su cui scaldare il latte per fare il formaggio, un tavolo rustico e, in fondo, una stanzetta nuda con una semplice branda. Al piano inferiore il ricovero delle capre. E’ qui che il pastore-poeta trascorre da solo lunghi mesi durante l’alpeggio estivo, è qui che Alberti dà voce alla montagna.

Alla presentazione sarà presente l’autore e insieme a lui ci saranno i curatori Enrico Medda e Guglielmo Fiamma. La voce recitante sarà di Federico Barsanti.

Un’iniziativa dell’associazione culturale “Il Linchetto” con il patrocinio del Comune di Pietrasanta e la collaborazione di Miraggi edizioni.

rolandoalberti

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