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GIORNATA MONDIALE LOTTA ALL’AIDS – Si conclude il progetto “Ultimora”

Lunedì 2 dicembre si conclude il progetto-concorso “Ultimora-Multimedialucca per la Lotta all’Aids”.
Il progetto si inserisce nelle iniziative previste in occasione della Giornata Mondiale per la Lotta all’Aids che da anni vede la collaborazione dei soggetti istituzionali e del privato sociale. E’ promosso da: Ce.I.S. Gruppo “Giovani e Comunità”, Ce.S.Do.P., Azienda USL 2 Lucca, Azienda USL 12 Viareggio, Comuni di Lucca e Capannori, Provincia di Lucca, DiTestaMia-“Health Promoting Guys”, Squarciagola -“La voce dei giovani”, CNV, ANLAIDS, NPS Toscana ed è rivolto agli studenti delle scuole superiori della provincia di Lucca.
I mediapartner dell’iniziativa sono: Fare Tv, Il Tirreno, La Nazione, Lo Schermo, Noi TV e Rete Versilia.
L’iniziativa è stata presentata oggi (venerdì 29 novembre) in una conferenza stampa a cui hanno partecipato il presidente della Provincia di Lucca Stefano Baccelli, l’assessore provinciale alle politiche sociali Federica Maineri, l’assessore alle politiche sociali del Comune di Capannori Gabriele Bove, i direttori dell’educazione alla salute delle Aziende USL 2 di Lucca Lucia Corrieri Puliti e USL 12 Viareggio Maria Vittoria Sturaro, Pietrogiorgio Magnani del Ceis e Gabriella Mauri, coordinatrice area marginalità del Ceis, il medico del reparto di Malattie Infettive dell’ospedale di Lucca e referente per la patologia dell’ospite immunocompreso Michele de Gennaro e il coordinatore del Comitato Etico Locale di Lucca Sergio Ardis e Cristina Tognetti di Anlaids. Il progetto “Ultimora” 2012-2013
La lotta all’Aids è una realtà che trova risposte nell’informazione e nella consapevolezza; la prevenzione è un’arma; la solidarietà e l’assunzione di responsabilità sociali un dovere di tutti. Intendendo affrontare questo tema, il progetto ha messo al centro la comunicazione sociale, come mezzo di informazione, dialogo, partecipazione e i giovani, come attori privilegiati di una realtà in divenire che si appresta al domani.
“Ultimora” ha inteso realizzare un percorso di conoscenza e approfondimento del tema Aids e di svilupparlo come progetto di comunicazione sociale. La campagna, coinvolgendo quattro istituti della nostra provincia e circa 200 studenti, ha voluto rendere protagonisti i giovani e attraverso loro questa potrà essere un’occasione di informazione e sensibilizzazione per l’intera cittadinanza.
In provincia di Lucca hanno aderito quattro scuole superiori, in rappresentanza degli istituti presenti nella Piana di Lucca, in Versilia e in Valle del Serchio. Più precisamente:
§ due Istituti area Lucca/Piana: IPIA “Giorgi”, ISA “Passaglia” Lucca
§ un Istituto area Versilia: ITIS-Liceo Scientifico “Galilei” Viareggio
§ un istituto area Mediavalle-Garfagnana: Liceo Scientifico “Galilei” Castelnuovo Garfagnana
L’iniziativa ha preso avvio con una fase di formazione articolata in incontri distribuiti nel periodo novembre 2012 – febbraio 2013. Successivamente si è sviluppata la fase del concorso: gli studenti hanno prodotto articoli giornalistici e spot che verranno diffusi e pubblicizzati grazie al contributo dei mediapartner. Hanno condotto la formazione alcuni esperti delle Aziende USL 2 Lucca e USL 12 Versilia e dell’associazione Ce.I.S., che di questa problematica sociale si occupa da decenni con una casa di accoglienza per malati di Aids e progetti di cooperazione internazionale. Il progetto-concorso si conclude con la premiazione degli elaborati (articoli e spot audiovisivi), valutati da una commissione di esperti. La premiazione avverrà lunedì 2 dicembre alle ore 9:00 in Sala Tobino a Palazzo Ducale. Gli elaborati riceveranno oltre il premio della giuria, un riconoscimento dalla giuria polare. Sui siti “Squarciagola” (www.squarcigola.net) e “Di Testa Mia” è stata organizzata infatti una votazione popolare degli elaborati. Attraverso questa modalità si è voluto ancora dimostrare una particolare attenzione alla popolazione giovanile, attraverso modalità di comunicazione adeguate. I giovani infatti hanno potuto esprimere la propria opinione su elaborati realizzati dai coetanei, ma soprattutto hanno avuto l’occasione di riflettere sul tema al centro della campagna informativa.
I premi per il concorso sono gentilmente offerti da: Agenzie Viaggi “Hobby Vacanze” e “Penta World Travel” Lucca-Viareggio, Casa Editrice “Maria Pacini Fazzi”, librerie “Massoni” e “Ubik” Lucca, Palestra “Body Planet” Castelnuovo Garfagnana, Palestra “Green Planet” Viareggio, Palestra “Qbo Club” Lucca, “Silverlake” Soluzioni per l’Informatica Pisa.
I locali che hanno aderito alla campagna attraverso la distribuzione di kit informativi sulla prevenzione dell’aids sono: Irish Pub “Mc Culloughs”, discoteca “Kuku”, “Nicola’s”, “Ottavo Nano”, “T-Caffè”, “The Tube”, Palestra “Qbo Club” Lucca.
Come ormai da molti anni, le ditte “Condomizzati” e “Masculan” sostengono la campagna con la fornitura di profilattici. Qualche dato sanitario sulla diffusione dell’AIDS
Nel corso di questo 2013 sul territorio lucchese sono stati osservati 17 nuovi casi di infezione da HIV, con un netto e preoccupante incremento – di oltre il 50% – rispetto all’anno precedente.
Tra questi, quasi la metà sono soggetti in fase avanzata di malattia (i cosiddetti “late presenters”) di cui 3 notificati come casi di AIDS. La maggioranza (76%) è costituita da maschi con un’età media di 40 anni, che a loro volta nel 77% dei casi hanno contratto l’infezione per via sessuale (etero-omosessale).
Permane il fenomeno della diagnosi tardiva, con test effettuati prevalentemente in presenza di sospetta patologia HIV correlata, tanto che 8 soggetti (il 47% del totale) sono stati sottoposti a trattamento antivirale.
Le moderne terapie garantiscono una buona qualità di vita ai pazienti, con prognosi sovrapponibili alla popolazione non infetta. Questo però non deve far abbassare la guardia e proprio l’aumento dei casi incidenti pervenuti alla diagnosi della Struttura Complessa di Malattie Infettive e Epatologia dell’ospedale di Lucca dimostra la scarsa percezione del rischio e l’insufficiente conoscenza delle misure preventive rimangono fattori determinanti nella diffusione della patologia. Prevenzione, ma non solo
Anche se nel mondo occidentale le cure ci sono e la qualità della vita per gli ammalati è decisamente migliorata, l’AIDS continua ad essere un problema sanitario di grande rilevanza, come testimoniano i dati registrati a Lucca in questo 2013.
C’è un’importante arma per impedire che l’HIV si insinui nella nostra vita: la prevenzione.
E’ bene ricordare che il virus HIV è insidioso e pericoloso perché rimane nascosto nelle persone contagiate senza dare segni di malattia per molti anni. In questo lungo periodo i soggetti sieropositivi non sanno di esserlo e possono contagiare, senza volerlo, altre persone.
Nell’ultimo decennio è cambiato in maniera significativa il tipo di trasmissione. Oggi il contagio avviene quasi esclusivamente per via sessuale, con la modalità eterosessuale che è la più frequente. Ciò significa che l’HIV può interessare chiunque. Ancora oggi un numero consistente di soggetti arriva tardi ad avere una diagnosi, quando la malattia è già conclamata, e spesso la persona scopre allo stesso tempo di essere sieropositiva e di avere l’AIDS.
Nell’ambito dei nuovi casi, molte infezioni sono comunque recenti. Il virus quindi circola attivamente, trasmesso attraverso persone che non sono consapevoli di essere sieropositive e che hanno rapporti sessuali non protetti in relazioni promiscue.
Non bisogna avere paura di sottoporsi al test, per il quale – è bene ribadirlo – viene sempre e comunque garantito l’anonimato. Uno dei principali problemi è infatti che si arriva tardi a sottoporsi al test (e quindi alla terapia) per paura di essere discriminati e per ignoranza.
Non solo prevenzione, quindi. E’ necessario anche lottare contro l’emarginazione e la discriminazione.
Spesso, pur di esorcizzare le paure, preferiamo allontanarle da noi, spostandole verso mondi diversi, di spazio o di genere: Africa, tossicodipendenti, omosessuali, prostitute… Proprio per questo, non si può abbassare la guardia di fronte all’aumento dei casi tra gli eterosessuali tra i 35 e 50 anni, socialmente integrati e “normalizzati”; di fronte ai giovani che rimuovono il problema forti della percezione di invulnerabilità che hanno di sé; ad un “consumo” della sessualità poco consapevole in fasce di età sempre più basse; a chi, pagando sulla propria pelle le conseguenze della malattia, vive quotidianamente una condizione di discriminazione; ad un modello di globalizzazione, che esclude dall’accesso ai farmaci chi ne ha più bisogno, come i paesi subsahariani.
Il fenomeno richiede anche oggi un impegno sociale alto, rendendo capillare l’informazione, educando a comportamenti sani, assicurando alle persone ammalate una giusta qualità della vita e il diritto all’accesso alle cure, sfatando il pregiudizio, promuovendo la cooperazione internazionale.
La Giornata Mondiale per la Lotta all’Aids (1° dicembre) rinnova il significato di questo impegno ma il richiamo a fronteggiare la malattia deve spendersi nel quotidiano, non esaurirsi in questa giornata alla quale è comunque fondamentale continuare ad attribuire un alto valore simbolico.

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