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Il disastro di Fukushima, migliaia di balene e delfini morti sulle spiaggie del Giappone

Non avevamo dubbi, ma per saperne di più siamo voluti andare sul posto. A due anni dal disastro di Fukuscima le notizie che arrivano in occidente risultano frammentate, troppi gli interessi in ballo, troppa la vergogna di un paese moderno e all’avanguardia come il Giappone per rivelare al Mondo le conseguenze di un disastro che ad oggi appare di dimensioni planetarie.

Si sta consumando in questi giorni, in queste ore una delle più grandi tragedie che riguarda l’Umanità intera. Nessuno ne parla, ma noi vogliamo illuminare le coscenze ed informare i nostri lettori di cosa realmente sta accadendo sulle coste giapponesi.

Il disastro di Fukushima è un fatto grave, gravissimo, con ripercussioni che riguarderanno l’intero pianeta. In questo momento l’Oceano Pacifico è attraversato da migliaia e migliaia di particelle radioattive fuoriuscite dagli impianti di Fukushima che stanno distruggendo interi ecosistemi marini. Le correnti stanno portando queste concentrazioni altamente radioattive sulle coste americane, ma questo sarà solo l’inizio.

Al momento sono migliaia le carcasse di balene e delfini morti che si trovava lungo le spiagge delle coste giapponesi davanti a Fukushima.

Purtroppo, nonostante il Giappone sia un paese altamente evoluto tecnologicamente, intervenire sarà praticamente impossibile, anche perchè questi rifiuti viaggeranno per tutto l’Oceano seminando morte e dolore anche tra gli abitanti delle Isole che sopravvivono grazie ed esclusivamente alla pesca.

Il governo nipponico ha stanziato negli ultimi giorni 47 milioni di Yen, circa 360 milioni di Euro, per cercare di mettere in atto un piano che arresti le fuoriuscite di liquidi contaminati. I tecnici giapponesi cercheranno di mettere in atto un progetto mai realizzato prima, la costruzione di un muro di ghiaccio sotterraneo, realizzato intorno ai reattori nucleari per impedire altre infiltrazioni e fuoriuscite di liquidi contaminati dalla centrale di Fukushima. Una parte del denaro stanziato verrà impiegato per cercare di decontaminare quanto più possibile l’acqua conservata nei serbatoi impiegati per il raffreddamento dei reattori, che poi dovrà essere comunque riversata in mare.

Insomma, una vera e propria catastrofe, un male che fino a poco tempo fa non faceva trasparire gli effetti devastanti di questa enorme fuga radioattiva. La radioattività non si vede, ma adesso , con l’acqua del mare antistante a Fukushima che ribolle e le migliaia di balene e delfini morti arenati sulle spiagge il disastro inizia a manifestarsi anche visivamente.

Non sono confortanti gli studi e le informazioni che siamo riusciti a rintracciare, ma ci pareva doveroso informarvi.

Nel bene e nel male siamo tutti cittadini di questo Mondo e se anche il Mediterraneo al momento sembra lontano da possibili contaminazioni resta in noi una ferma e viva convinzione: invece di fare le guerre per il Mondo in cerca di ricchezze da sottrarre ad altri popoli, perchè l’umanità intera non concentra le proprie energie e risorse per cercare di risolvere una tragedia globale come quella di Fukushima?

Da Tokio, Fabrizio Barsuglia

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