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Maria Luisa, una donna contro: la Duchessa di Borbone torna a Viareggio

Maria Luisa, una donna contro: la Duchessa di Borbone torna a Viareggio

Venerdì (2 agosto) Nadia Verdile presenta il suo libro nella Villa Borbone,

antica residenza estiva di Maria Luisa

Maria Luisa, una donna contro: la Duchessa di Borbone torna a Viareggio. Si presenta venerdì 2 agosto alle 18 nella splendida cornice della storica Villa Borbone a Viareggio (Viale dei Tigli), “Maria Luisa, la Duchessa infanta. Da Madrid a Lucca, una Borbone sullo scacchiere di Napoleone” (Maria Pacini Fazzi Editore) frutto dell’attenta e ricerca della docente e storica napoletana Nadia Verdile, che restituisce un ritratto del tutto originale e scevro di preconcetti dell’ultima duchessa di Lucca.

Il libro di Nadia Verdile, infatti, è il racconto storico delle vicende di vita della duchessa, ricostruita grazie ai documenti e ai testi recuperati. Due gli obiettivi: svestire dai panni misogini le fonti utilizzate e raccontare di una Borbone senza respirare i pregiudizi che su questa casata ancora insistono. Maria Luisa, dunque, non è più seduta al tavolo degli imputati; senza aggettivi, l’autrice ha ricostruito la vicenda umana e politica di una donna chiamata a gestire Stati, non più la gestrice di un potere e di un tempo assoluti, ma una comparsa nello svolgersi della vicenda umana che attraverso le sue molteplici azioni di governo ha fatto di Firenze prima e di Lucca poi luoghi di cultura, talvolta avamposti di modernità. Poco importa se controcorrente e fiera della sua fede.

Maria Luisa di Borbone, infatti, visse a cavallo di due secoli speciali. Non ebbe modo di godersi l’era del dispotismo illuminato, non potette evitare la Restaurazione. Ovunque fu mandata a governare ebbe gente contro: familiari, avversari, sudditi, politici. Eppure, nel suo progetto di governo, ovunque le capitò di esercitarlo, cercò di portare il suo contributo, tentando di costruire, di investire nella cultura, nei luoghi, nell’arte. Lo fece per sé, per il figlio di cui fu reggente, lo fece sperando di lasciare traccia del suo passaggio. E proprio a Lucca profuse ogni suo sforzo in un progetto politico di buongoverno ispirato alla saggezza, alla clemenza e alla prosperità della cultura e delle arti.

A presentare il libro e la figura controversa e indimenticata di Maria Luisa di Spagna, alla presenza dell’autrice, sarà Mons. Giovanni Scarabelli.

Nadia Verdile(Napoli, 1965) Docente di Italiano e Storia nella scuola superiore, collabora con la Fondazione Valerio per la Storia delle Donne, con la Colorado State University per il progetto Female Biography Project, con l’Enciclopedia Treccani per il Dizionario Biografico degli Italiani e con la Società per l’Enciclopedia delle donne. Membro della Società Italiana delle Storiche e della Società Italiana Storia dell’Età Moderna, è giornalista pubblicista e lavora per «Il Mattino». Prima a leggere in chiave di genere lo Statuto di San Leucio, da anni si occupa di gender studies. Ultimi libri: Molise, radici e sapori, Lucca, Maria Pacini Fazzi Editore, 2012; Abbiamo perduto la bussola! Lettere da Capri di Ferdinando IV a Maria Carolina, Pisa 2010; Utopia sociale, utopia economica. Le esperienza di San Leucio e New Lanark, Roma 2009; Letteratura, sostantivo femminile. Scrittrici del XX secolo rapite dalle Storie della Letteratura italiana, Roma 2009; Un anno di lettere coniugali, Caserta 2008. Molti suoi saggi sono inseriti in riviste accademiche. Premi: 2007 – Premio Olmo – per il giornalismo; 2011 – Premio Terza Napoli – La città che eccelle – per la ricerca storica sulle donne.

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