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MARK KNOPFLER al Summer Festival

Summer Festival 2013

19 Luglio 2013 ore 21 e 30 – Piazza Napoleone, Lucca

MARK KNOPFLER
An Evening With Mark Knopfler and Band

”Un corsaro: ecco cosa sono, davvero” dichiara Mark Knopfler.
La title-track dell’ottavo album solista del leggendario cantautore e chitarrista evoca un’era avventurosa di marinai saccheggiatori, navi corsare e pirati professionisti. Mark tuttavia trova un’analogia con il moderno stile di vita rock and roll. ”Mi da’ davvero un senso di ebbrezza avere questo piccolo gruppo di persone pronto a mettersi in viaggio per il mondo. Mi piace essere al comando, della band, dell’equipaggio, viaggiare attraverso questo paesaggio in continua evoluzione e suonare in cosi’ tanti luoghi diversi. Ogni meta e’ raggiunta senza alcun tipo di aiuto, ci si fa strada da soli nel mondo. Non ci sono sussidi governativi per suonare questa musica. e’ come essere al comando di una nave corsara. Ed e’ proprio questo che amo”.
Privateering e’ il primo album doppio di Mark Knopfler in 35 anni di carriera discografica. ”Piu’ divento vecchio, piu’ ho voglia di scrivere”, afferma Mark. ”Che sia solo il panico al pensiero del tempo che passa? Non credo. Mi appassiono sempre di piu’ all’intero processo: scrivere, incidere e suonare dal vivo. Mi piace tutto. e’ come se fossi immerso nella mia musica”.
Realizzati alla perfezione, i 20 brani originali di folk, blues, country e rock riflettono l’esuberanza creativa di un artista, il cui straordinario talento e’ stato riconosciuto con un Lifetime Achievement Award agli Ivor Novello di quest’anno. Mark ha suonato dal vivo davanti a svariati milioni di persone, ha collaborato con artisti del calibro di Bob Dylan, Randy Newman, Emmylou Harris e Van Morrison, ha composto le straordinarie colonne sonore di classici cinematografici come Local Hero, La storia fantastica, Ultima fermata Brooklyn e Sesso and potere. Da sempre e’ acclamato come uno dei piu’ grandi chitarristi di tutti i tempi, sebbene Mark si consideri soprattutto un cantautore. E questo album potrebbe essere la sua migliore collezione di sempre.

”Ho sempre pensato alla musica in relazione alla sua natura transatlantica. Per me il paradiso e’ il luogo in cui il delta del Mississippi incontra il Tyne. Sin dai tempi del primo album con i Dire Straits e di canzoni come ”Sultans of Swing” ho sempre voluto scrivere una mia geografia nella musica americana che mi ha formato, portare i punti di riferimento inglesi, irlandesi e scozzesi sulla strada di Chuck Berry. Credo che il mio lavoro oggi consista contemporaneamente nel sintetizzare e separare queste influenze. I membri della mia band sono estremamente talentuosi e flessibili, mi danno la possibilita’ di andare dove voglio, cosi’ posso saltare da una casa in collina nel nord dell’Inghilterra e raggiungere direttamente le strade di New York City sa in collina nel nord dell’Inghilterra e raggiungere direttamente le strade di New York City per poi scendere fino al delta del Mississippi per un blues autentico”.
Privateering spazia dall’onirica Americana di Redbud Tree, in cui si distinguono i tocchi argentei tipici della Stratocaster, alle cornamuse delle canzoni di marinai di Haul Away, dallo spavaldo electric blues della slide guitar di Gator Blood all’appassionato folk celtico di Kingdom of Gold. I testi sono ricchi di personaggi raccontati da vicino, come il rude pastore del nord di Yon Two Crows e il vanaglorioso giocatore d’azzardo di Hot or What, ma presentano anche situazioni suggestive come la tormentata storia d’amore in una Seattle allagata da una pioggia incessante e le misteriose riflessioni sulla mortalita’ di Dream Of The Drowned Submariner. I dettagli musicali e lirici in queste canzoni sono di prim’ordine, con la voce e la musica di Mark Knopfler che ancora una volta conquista il pubblico con il supporto di una delle migliori band del mondo. Privateering non e’ un concept album. E neanche un ciclo di melodie. e’ semplicemente l’espressione di uno dei nostri talenti piu’ raffinati e originali alle prese con quello che gli riesce meglio.

”La scelta di realizzare un album doppio questa volta e’ dovuta semplicemente alla quantita’ di materiale. Non volevo suddividere i brani tra blues, folk e country e non volevo metterne da parte nessuno. Volevo solo che questo disco riflettesse le nostre straordinarie session musicali. Un gruppo di musicisti straordinari e’ come un gruppo di grandi attori che leggono una sceneggiatura: quello che viene fuori e’ un risultato senza precedenti. Questa e’ la band a cui ho sempre aspirato”. La line-up di musicisti che Mark ha raccolto attorno a sé dalla meta’ degli anni 90 comprende Guy Fletcher (tastiere), Richard Bennett (chitarra), Jim Cox (piano), Glenn Worf (basso), Mike McGoldrick (whistle e flauto) e John McCusker (violino) con la recente aggiunta dello straordinario Ian Thomas (batteria), mentre tra gli special guest spiccano Paul Franklin (pedal steel guitar), Phil Cunningham (fisarmonica) e Tim O’Brien (mandolino). Ruth Moody della emergente band roots The Wailin’ Jennys ha contribuito con la sua straordinaria voce. ”La partecipazione di Ruth ha avuto un significato davvero speciale per me” afferma Mark. ”Ruth e’ una delle cantautrici migliori sulla scena. Non riesco a fare a meno di ascoltare la sua voce”. Nel disco il materiale blues si fonde con l’armonica di Kim Wilson dei leggendari rocker blues The Fabulous Thunderbirds. ”Ho sempre pensato che l’armonica sia una componente fondamentale del blues. Da bambino vedere Muddy Waters mi ha sempre fatto una grande impressione; per tutto il tempo l’armonica produceva un flusso continuo di suoni, che la band assecondava ondeggiando. Credo che il piu’ grande esponente moderno sia Kim Wilson, da anni lo ritengo il migliore, per cui averlo nel gruppo e’ stata un’esperienza fantastica. Ci siamo capiti immediatamente e abbiamo realizzato una session straordinaria”.
L’album Privateering, registrato nello studio di Mark, British Grove, e’ una collezione brillante, sottile, profonda e assolutamente superba di brani di una qualita’ estrema realizzati con una band insuperabile. Il disco racconta le storie difficili di persone reali, che vivono in tempi duri e faticosi. Il tutto e’ coronato dalla disinvolta irriverenza di un corsaro dei nostri giorni. La copertina, che presenta un furgoncino ammaccato e un cane arruffato, dice tutto. ”Ricordo che agli inizi, se avevi un furgoncino potevi entrare in un gruppo musicale; per questo i veicoli delle band hanno avuto sempre un posto speciale nel mio cuore. Era importante usare un’immagine di questo tipo, allontanarsi dall’iconografia avventuriera del mondo nautico. Per me un uomo in un furgone ha qualcosa in comune con le navi corsare, cosi’ come con una fregata, una cannoniera e simili. Quell’uomo e’ in viaggio, cerca la sua strada, fa quello che deve fare come meglio crede. È di questo che parlo ed e’ quello che tutti noi cerchiamo di fare”.

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