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Cena di beneficenza per i bambini di Chernobyl a Corsagna

Per non dimenticare…

 Martedì 23 Luglio,

la Misericordia di Corsagna con l’associazione umanitaria Yra promuovono

una cena di beneficenza presso il Centro Sportivo “San Michele” di Corsagna

Lucca. C’era una volta, una bambina di nome Yrina, arrivata a Lucca a seguito del disastro nucleare di Chernobyl e qui accolta in una famiglia grazie al supporto di un’associazione umanitaria che proprio dal suo diminutivo prese il nome: Yra. Dal 1992, il gruppo di Monte San Quirico, guidato dal presidente Egidio Lazzarini, ha costruito, giorno dopo giorno, un legame sempre più solido con la Bielorussia, e in particolare, con la regione del Gomel. Legame che martedì 23 luglio dalle ore 21 si concretizzerà in una pizzata benefica organizzata in collaborazione con la Misericordia di Corsagna presso il Centro Sportivo “San Michele” di Corsagna. L’iniziativa nasce con lo scopo preciso di raccogliere fondi a sostegno delle cure di Karina, una bambina che a seguito di un trauma, lesioni cranico-cerebrali e fratture multiple di ossa parietali e temporali, ha sviluppato gravi ritardi e deformazioni. All’appuntamento saranno presenti, tra gli altri, il vicesindaco del Comune di Lucca Carta Reggianini e il sindaco di Borgo a Mozzano Francesco Poggi, oltre ai rappresentanti dell’associazione e di altri enti locali.

L’impegno di Yra nel restituire un presente e un futuro dignitosi alle popolazioni bielorusse si traduce, da oltre 20 anni, nell’accoglienza di bambini e ragazzi da 7 a 18 anni presso famiglie e colonie lucchesi, tra cui i centri di Marlia, Tempagnano, Pomarance, Collodi, Matraia, Balbano, Sant’Anna, Bicchio, Azzano e Monte San Quirico, dove vengono ospitati piccoli con handicap. Ma il tempo, e l’esperienza, insegnano che per dare sostegno a chi è in difficoltà, occorre recarsi nei luoghi delle criticità. Così, Yra, negli ultimi dieci anni ha promosso un vero e proprio piano di riqualificazione dell’orfanotrofio Zhuravici, nella provincia di Ragaciov, che dal quel maledetto 1986 accoglie molti bambini con malformazioni genetiche. La costruzione di una serra all’interno del terreno agricolo che circonda l’edificio e, successivamente, il progetto “Le mani in p.a.s.t.t.a.” volto all’educazione alla salute e alla sana alimentazione – progetto ideato ed organizzato in collaborazione con il Consorzio So. & Co. e Cesvot – sono solo alcuni degli esempi di aiuto portati in loco. Prossima iniziativa, la costruzione, in primavera, di un laboratorio di falegnameria che servirà per formare professionalmente i ragazzi dell’istituto e i giovani abitanti del territorio che potranno vendere all’esterno i loro manufatti. I macchinari necessari per questo laboratorio, allestito all’interno di un vecchio supermercato destinato a divenire centro sociale, sono stati donati dal Comune di Capannori.

Degna di nota è la rete di cooperazione e collaborazione creata dall’associazione Yra: recentemente, sono stati infatti, stipulati patti di accordo tra la regione del Gomel con il Consorzio So. & Co., il Comune di Capannori e quello di Lucca, Libertas e Cesvot. Patti depositati nelle due ambasciate e che servono da documento di partenza per avviare percorsi importanti, come quello che vede coinvolto So. & Co. nello scambio di personale di assistenza presso case famiglia e centri anziani.

“Un grande paradosso caratterizza il rapporto tra Italia e Bielorussia – spiega Franco Massei, uno dei responsabili dell’associazione Yra – Se dal punto di vista umano non esiste legame più solido e forte che quello che unisce questi due paesi, dal lato burocratico e politico gli ostacoli sono talmente ingenti da rallentare, o addirittura, impedire la riuscita di importanti progetti”. Nonostante questo, l’associazione Yra non si perde d’animo e continua a battersi per restituire il sorriso a chi abita nella regione del Gomel; e l’iniziativa del 23 luglio ne è un’altra felice testimonianza.

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