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Sviluppo, libertà e istruzione: Amartya Sen a Lucca

LUCCA – Il premio Nobel indiano lunedì 20 maggio in città nell’unico incontro pubblico del 2013 – L’evento è organizzato da Fondazione Campus e Comune di Lucca

Uguaglianza, diritti, economia, istruzione, benessere, austerity: come vivere felici? Sono gli argomenti, i cavalli di battaglia, del filosofo-economista Amartya Sen, 80 anni, Nobel per l’Economia nel 1998, che lunedì 20 maggio alle 17 sarà ospite di Fondazione Campus e del Comune di Lucca nell’incontro pubblico (l’unico in Italia previsto per quest’anno) che si tiene all’auditorium dell’Istituto Musicale Luigi Boccherini (piazza del Suffragio, Lucca) a ingresso libero, realizzato con la partecipazione dell’Associazione Industriali di Lucca e della Fondazione Piaggio.

L’incontro è stato presentato questa mattina durante una conferenza stampa tenutasi a Palazzo Orsetti, alla quale sono intervenuti il sindaco Alessandro Tambellini, il direttore di Fondazione Campus Paola Pardini e il vicedirettore di Fondazione Campus Fulvio Calia.

Fondazione Campus, con questo incontro, prosegue la celebrazione del decimo anno dalla nascita dei corsi di laurea in turismo, che organizza in collaborazione con FLAFR (Fondazione lucchese per l’alta formazione e la ricerca) e le Università di Pavia, Pisa e della Svizzera Italiana di Lugano, mettendo a disposizione dei propri studenti e della città l’opportunità di incontrare uno degli intellettuali più importanti del nostro tempo, il cui pensiero ha fortemente segnato gli studi economici e politici della seconda metà del Novecento.

Dopo il saluto del sindaco Tambellini, nella conversazione che Sen terrà con il presidente della Fondazione Campus, il filosofo Salvatore Veca, si parlerà in particolare di “Citizenship and Higher Education: an Alliance for Social Progress” (Cittadinanza e formazione universitaria: un’alleanza per il progresso sociale), affrontando quindi una riflessione sul ruolo, oggi, in Europa, della formazione universitaria, in relazione ai temi di partecipazione e cittadinanza.

L’incontro è stato fortemente voluto anche dall’amministrazione Tambellini all’interno del percorso di incontri dedicati alla partecipazione, dal momento che tematiche come sviluppo e sostenibilità sono parole chiave nel programma del governo cittadino, che proprio in questi mesi sta lavorando al nuovo piano strategico e strutturale.

Autore di moltissime opere e opinionista per testate come “The Guardian” e “New York Times”, Amartya Sen è un economista indiano, docente alla Harvard University. Settimo nella classifica dei 100 intellettuali più influenti al mondo secondo il sondaggio annuale della rivista Prospect e del Financial Times; ha insegnato in numerose e prestigiose università tra le quali Oxford e Cambridge ed è stato visiting professor a Stanford, al Mit di Boston, all’Università di Berkeley e alla London School of Economics.
Nel suo percorso di vita e di studio ha affrontato quattro grandi temi che hanno avuto un riverbero mondiale:
–    fame e povertà, e politiche pubbliche orientate a combatterle: ha sostenuto con dati empirici, analizzando alcuni grandi carestie che hanno colpito Cina e India, che la fame non dipende dalla scarsa quantità di cibo, ma dalla sua gestione e dai prezzi. Questo suo studio è divenuto, a metà del secolo corso, il nuovo standard per la realizzazione di interventi in questi ambiti.
–    È derivata da questo studio l’analisi di genere: per fattori biologici, le popolazioni dovrebbero essere naturalmente ripartite al 50% circa fra uomini e donne. Nelle società in cui c’è un pregiudizio nei confronti delle donne, le popolazioni hanno una maggiore componente maschile: una disuguaglianza, quindi, dovuta alla differenza di accesso delle donne ad alimentazione, cure mediche, istruzione etc. Da questi studi sulla condizione umana sono nati quelli sulle minoranze e sul genere, che hanno segnato e percorso tutta la seconda metà del Novecento.
–    La terza area di interesse è quella in cui Sen ha affiancato alla misurazione della ricchezza dei popoli, sino ad allora effettuata solo con l’uso del Pil (Prodotto interno lordo), altri indici che ha evidenziato, il cui più importante è quello di sviluppo umano che comprende la distribuzione delle ricchezze sanitarie, l’accesso all’educazione, le politiche pubbliche, la qualità dell’ambiente etc.. Da questa scoperta sono nati centinaia di studi e di teorie politiche. Uno dei primi a coglierne l’enorme portata ed a farlo proprio fu Robert Kennedy. In questo senso, in Italia poche settimane fa, è stato presentato il primo rapporto sul BES (Benessere equo e sostenibile), redatto da Cnel e Istat.
–    La quarta area di studi di Sen consta di un approccio sostanzialista ai diritti e alle libertà: l’approccio delle capacità. Per l’economista indiano non è sufficiente che siano riconosciuti dei diritti, ma è necessario che le persone abbiano la capacità di esercitarli. Ne è un esempio il suffragio universale: diventa un diritto “vuoto” se i cittadini non sanno leggere e scrivere, o non conoscono il meccanismo elettorale e politico. Da qui l’importanza chiave dell’istruzione come contributo al benessere e allo sviluppo umano delle persone.

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