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Coop Odissea: il racconto di un “convegno fuori dal comune”

Si è svolto in un clima di grande entusiasmo e interesse il convegno “Un’accoglienza fuori dal comune”, che ha visto la coop Odissea, associata al Consorzio So. & Co., con il Comune di Capannori protagonista venerdì 10 maggio presso la Sala Pardi del centro culturale Artèmisia. Tanti gli attori istituzionali, le personalità del settore e gli amici che hanno partecipato all’incontro, dando ciascuno la propria chiave di lettura dell’esperienza di gestione dell’emergenza migranti giunti nel nostro paese a seguito della Primavera Araba.

A moderare il dibattito, Valerio Bonetti, presidente della coop Odissea, che a Lucca ha accolto con la propria rete di operatori multidisciplinari circa una cinquantina di giovani nordafricani, ospitandoli, tra le altre, nella casa di Lunata. Ad aprire i lavori, Luca Menesini, vicesindaco del Comune di Capannori e Resp. Anci Regionale, che dopo i vari ringraziamenti, ha sottolineato la necessità di creare una rete di collaborazione tra cooperative, istituzioni e operatori, in modo da rendere efficace quel modello di accoglienza diffusa abbracciato da Odissea e giudicato dallo stesso come “un’esperienza che guarda lontano, al futuro grazie a dati di integrazione molto positivi”. A continuare, Stefano Morelli, il fotografo che ha immortalato i migranti di Lunata e Boveglio in scatti che si collocano a metà tra antropologia visuale e psicologia, cercando di “stimolare l’emotività dei ragazzi per tirar fuori i loro vissuti e creare così per ognuno un percorso del tutto personale”. La mostra fotografica, inaugurata in concomitanza con il convegno, resterà al centro Artèmisia insieme a una suggestiva selezione di appunti tenuti dagli operatori nel corso degli ultimi due anni e qui appesi alle pareti.

Ad arricchire il convegno con interventi legati più generalmente al fenomeno della migrazione e ai dati dell’emergenza umanitaria, Gino Barsella, Resp. CIR per i Rifugiati della Libia, che nel suo racconto ha parlato di vero e proprio calvario per gli africani che decidono di intraprendere un cammino di migrazione, ponendo l’accento sullo sfruttamento umano e sul potere della criminalità organizzata che si cela dietro questo tipo di traffico e nei centri di detenzione, in particolar modo per chi passa dalla Libia, che nell’era post-Gheddafi vive più che mai un clima di confusione, tensione e anarchia politica. “Non tutti coloro che decidono di lasciare i loro paesi lo fanno per lo stesso motivo – ha spiegato Barsella – ci sono i clandestini, ma anche i perseguitati politici, c’è anche chi va semplicemente in cerca di un nuovo futuro e migliori condizioni economiche. Tutte queste persone devono essere ascoltate, ognuno ha la propria storia, e la protezione offerta loro dai governi deve essere in linea con i vari trascorsi. Ci devono essere risposte diverse. La soluzione? Coinvolgere le istituzioni, formare una rete con le autorità in modo da gestire i flussi in maniera controllata. Non deve mancare la cooperazione tra i vari paesi”.

A seguire, il prof. dell’Università di Palermo Fulvio Vassallo Paleologo che oltre a evidenziare il trattamento disumano riservato a molti migranti, ha enfatizzato l’esigenza tutta italiana di una legislazione più organizzata in modo che non si ricorra continuamente allo stato di emergenza ogni volta si verifica un flusso migratorio. “In Italia, con lo stato attuale di crisi, la situazione è peggiorata. La paura dell’altro, dello straniero, ha interrotto quel sentimento di solidarietà e carità che negli anni passati si stava creando. E’ in questo contesto che esperienze come quelle di Odissea fanno la differenza!”. E a parlare dell’esperienza con i giovani migranti presso la Casa accoglienza di Lunata, il Resp. Riccardo Bonetti, che ha ringraziato tutti gli operatori e i volontari che dall’aprile 2011 hanno aiutato i ragazzi in un percorso di integrazione e inserimento complesso. La coop si è mossa sul modello dell’accoglienza diffusa (SPRAR) creando legami con il territorio e la sua comunità, grazie a varie attività: dall’assistenza sanitaria e legale, alla preparazione al colloquio di fronte alla Commissione fiorentina che avrebbe giudicato le storie personali e deciso in merito al tipo di protezione da assegnare. “La Casa di Lunata è stata gestita come una comunità, ogni decisione è stata presa in condivisione con gli ospiti e questa ha favorito la creazione di relazioni e legami sani e spontanei. Oggi, il Comune ha prorogato l’ospitalità così chi ha deciso di restare ha dato inizio a un nuovo cammino di autonomia e integrazione lavorativa e abitativa”. Interessante il contributo di Luigi Andreini, presidente dell’associazione Progetto Accoglienza, che dagli anni Novanta accoglie famiglie con minori in difficoltà. Per Andreini, “occorre una riforma profonda del sistema di accoglienza, partendo dal modello SPRAR. Ma no solo, ci deve essere anche una crescita culturale della politica su questo tema”.

A chiudere il convegno, al quale ha assistito anche l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Capannori Gabriele Bove, da sempre vicino a Odissea, gli interventi di coloro che hanno aiutato la cooperativa con i migranti, attraverso l’organizzazione di corsi di formazione professionalizzanti e tirocini presso note aziende del territorio. Interessanti, le parole di Elisabetta Linati, Resp. dell’Agenzia Formativa del Consorzio So. & Co. che ha organizzato il corso Mondi Vicinissimi, preparando da luglio a dicembre 2012 circa 50 profughi nei mestieri di aiuto-cuoco, agricoltore e muratore-posatore: “E’ stata un’esperienza forte, inusuale che per alcuni ha rappresentato una vera e propria svolta”.

A conferma dell’importanza, e della portanza, di questa “esperienza fuori dal comune”, la testimonianza di un giovane migrante proveniente dalla Costa d’Avorio e accolto a Lunata che in una lettera aperta all’audience presente in sala ha voluto ringraziare con affetto gli operatori, il Comune, l’assistente sociale, l’insegnante di italiano e tutta la comunità di Capannori, che gli ha permesso di “sentirsi parte di una vera famiglia”.

Francesca Cantieri

Ufficio stampa Consorzio So. & Co.

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