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Confcommercio di Lucca: “Un grave errore l’applicazione massima della Tares”

Confcommercio interviene in Consiglio comunale a Lucca: “Situazione delle aziende disperata, un grave errore l’applicazione massima della Tares”

Consiglio Comunale di Lucca, questo pomeriggio, avente come argomento all’ordine del giorno la discussione relativa all’entrata in vigore della nuova tariffa comunale sui rifiuti meglio conosciuta come Tares. Argomento, questo, sul quale Confcommercio Lucca sta portando avanti una linea ben precisa, chiedendo all’Amministrazione di tener conto della drammatica situazione in cui versano le aziende.

Ecco il contenuto integrale del discorso che Confcommercio, su concessione dell’amministrazione stessa, ha letto per bocca di Samuele Cosentino, vicepresidente provinciale di Fipe ristoratori, nel corso della seduta consiliare.

“Gentile Sindaco, Gentile Presidente del Consiglio, Consiglieri, e Membri della Giunta buon pomeriggio e grazie per averci consentito di intervenire in questa seduta di Consiglio Comunale, che noi di Confcommercio Lucca giudichiamo di straordinaria importanza vista la drammatica situazione economica in cui, anche la nostra città, versa.

 Di fronte a Voi non avete oggi i soliti commercianti piagnucoloni venuti a riproporVi le solite proteste.

Oggi, avete di fronte persone disperate, che non urlano più solo la loro rabbia, ma soprattutto la loro paura e la loro sofferenza.

E’ aiuto che chiedono le imprese non favori!!

Chiusure. Licenziamenti. Cassa integrazione. Fallimenti. Assedio delle Banche. Tasse. Aumenti. Disoccupazione. Ecco contro cosa combattiamo ogni mattina, e per tutto il giorno.

Vi abbiamo chiesto aiuto più volte ed in mille lingue diverse. Parlando, protestando, scrivendo sui giornali, e niente è successo.

“Il Bilancio”, dice l’Assessore Sichi, “è la nostra priorità”. Un risanamento necessario a garantire il futuro del Comune di Lucca ed il proseguimento dei servizi da esso erogati. Signori, sanare il bilancio non può e non deve essere l’unico punto dell’agenda politica di questo governo, perché molte aziende non faranno in tempo a godere dei benefici conseguenti. Non potremo quindi accettare alcun ulteriore balzello, alcun aumento di alcun genere, almeno se non proposto contestualmente ad un’idea di sviluppo, di supporto alle imprese, di promozione, di agevolazione, che ci consenta di poter continuare ad esercitare il nostro diritto al lavoro. Detto ciò e’opportuno ricordare quanto invece sia accaduto negli ultimi mesi:

– Applicazione con aliquota massima dell’Imu per i fondi commerciali, con esborsi pressoché raddoppiati rispetto a all’Ici 2012;

– Introduzione della tassa di soggiorno, con le ovvie ricadute sulle presenze che avremo modo di quantificare;

– Costo dell’Iva a carico del contribuente;

– Aumento delle tariffe del servizio idrico;

– Aumento del costo dei parcheggi esterni alla città, il cui prezzo è stato raddoppiato per la prima ora, laddove fosse in precedenza fissato a 10 centesimi, e aumentato addirittura del 120 per cento per le prime due ore;

– Tagli del 50 per cento alle corse delle navette da e per il centro storico, e riduzione delle corse all’esterno delle Mura, creando disagio anche a chi intendesse recarsi a fare acquisti col mezzo pubblico;

– Mancata sostituzione completa degli stalli blu andati perduti con l’inizio dei lavori del Piuss in città, in netta contrapposizione, e smentendo, la promessa fatta dallo stesso Sindaco Tambellini.

– Mancata revisione della Ztl, nonostante il Sindaco Tambellini si fosse impegnato, durante la campagna elettorale, a rivalutare il posizionamento e l’utilizzo orario dei varchi telematici. Al contrario, ci risulta siano stati stanziati 250 mila euro, come quota parte con la Regione, per potenziarne il raggio d’azione.

Ed eccoci ad oggi, con la classica goccia che fa traboccare il vaso: l’applicazione della Tares con aliquote altissime che, per alcuni settori, non si basano minimamente su alcun principio: né di ragionevolezza, né di equità.

Occorre invertire la tendenza, e subito: Confcommercio Lucca e la sua Commissione Centro Storico hanno anche già consegnato, da alcune settimane, un piano dettagliato, con proposte immediate, di facile attuazione e a costo zero utili a riavvicinare il pubblico al cuore della città.

Certo, si tratta di soluzioni di emergenza, non risolutive, ma che rappresentano un punto di partenza per arginare l’emorragia in atto, che come accaduto già in molte altre città crea degrado e insicurezza.

La presenza di Confcommercio Lucca a questo Consiglio, a chiudere, non è rappresentata soltanto dal discorso che state ascoltando, ma anche da una raccolta di firme che verrà consegnata a tutti i componenti del Consiglio stesso. 365 firme di commercianti disperati, drammatica e ulteriore testimonianza di quanto stiamo dicendo. Tante firme, raccolte in pochissime ore, fra i negozianti del centro storico e quelli della immediata periferia ovvero sia di S’Anna, Borgo Giannotti, San Concordio e Arancio. Chi è abituato a leggere superficialmente i giornali locali, potrebbe essere indotto a pensare che a parlare siano sempre i soliti noti. Queste firme, di cui oggi siamo interpreti, dimostrano che non è così e che il problema, drammatico, è dell’intero mondo del turismo e del commercio lucchesi”.

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