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“Servo di Scena” al Teatro Comunale di Pietrasanta

Il grande Franco Branciaroli torna a Pietrasanta sul palcoscenico del Teatro Comunale
per la stagione di prosa firmata da Luca Lazzareschi, promossa e organizzata dalla Fondazione La Versiliana, in collaborazione con il Comune di Pietrasanta, nell’ambito dei Teatri della Versilia.
L’appuntamento è per domani martedì 15 gennaio alle 21.15 con Servo di Scena, uno dei più celebri testi teatrali di Ronald Harwood, che curò anche l’adattamento cinematografico dell’omonimo film di culto di Peter Yates, del 1983, interpretato da Albert Finney (premiato al Festival di Berlino) e da Tom Courtenay (cinque candidature agli Oscar). Ed è naturalmente un testo ritagliato ad hoc sulla figura di un attore di grande carisma, quale è Franco Branciaroli, che dell’allestimento prodotto da CTB Teatro Stabile di Brescia e dal Teatro degli Incamminati firma anche la regia. Sul palco del Comunale di Pietrasanta, Branciaroli sarà protagonista insieme a Tommaso Cardarelli, affiancati da Lisa Galantini, Melania Giglio, Daniele Griggio, Giorgio Lanza e Valentina Violo. (biglietti da 12 a 24 Euro; info 0584 265733 – 795511 www.laversilianafestival.it; con riduzioni per over 65 e under 25 studenti, Soci Coop e Soci BCC)

Omaggio all’Inghilterra e a Shakespeare, Il servo di scena che sarà in scena con la traduzione di Masolino D’Amico, è soprattutto un inno al teatro ed alla sua gente, alla sua capacità di resistere in tempi difficili, alla sua insostituibilità.

Scritta in un linguaggio affascinante, tipico dello stile della commedia inglese, affronta con tono ironico le rocambolesche vicende di una precaria compagnia di provincia, che si dipanano tra camerini e palcoscenico, quale sublime metafora della vita del teatro di ogni tempo.

Così la storia: è il 1940, pur devastata dai bombardamenti nazisti, Londra riesce a conservare l’aplomb che l’ha sempre contraddistinta. Come racconta Evelyn Waugh, il grande testimone di quegli anni, la vita procede meglio che può: pub e ristoranti restano aperti finché una bomba non li distrugge, i circoli e i club non variano nemmeno gli orari di apertura e di chiusura. Anche il teatro continua a vivere a dispetto della stupidità che sembra sul punto di conquistare il mondo. E Shakespeare diviene non solo poeta di un intero popolo, ma anche il suo profeta, e il teatro il suo tempio.
Il servo di scena racconta la storia di una di queste compagnie eroiche e spericolate e del suo vecchio capocomico, un non meglio identificato “Sir”, attore shakespeariano un tempo osannato dalle folle e dalla critica. Colpito da malore proprio alla vigilia della Prima del Re Lear, Sir sembra sul punto di dare forfait: sarebbe la prima volta nella sua onorata, lunghissima carriera. Ma Norman, il suo fedele servo di scena, da perfetto inglese non concepisce che non si possa andare in scena. Magari morti, ma gli spettatori hanno pagato il biglietto e hanno perciò diritto allo spettacolo.

Sir è messo male: non solo ha dimenticato quasi tutte le battute del testo, ma ha dimenticato perfino quale testo dev’essere rappresentato. Comincia a vestirsi da Otello, poi si mette a recitare il Macbeth. Infine sembra rimettersi in carreggiata, ma sono troppe le cose che non vanno. Se la prende con la moglie, Milady, una Cordelia decisamente troppo grassa. Se la prende perfino con l’ennesimo bombardamento nazista, che scambia per l’effetto-temporale giunto però troppo presto.

Dopo numerosi esilaranti contrattempi, Sir si sente di nuovo male e, al termine dello spettacolo, mentre gli altri attori (compresa sua moglie, Milady) se ne vanno a casa, solo il buon Norman lo assiste. Sir, sentendo di essere in punto di morte, gli consegna la propria autobiografia, una specie di testamento spirituale in cui ringrazia tutti i membri della sua compagnia, lodandoli uno per uno, dal primo all’ultimo, tranne – guarda caso – proprio il suo servo di scena. Chissà perché, si è dimenticato proprio di lui.

Nella figura del servo Norman trapela la ragione profonda della sua forza: il teatro è invincibile perché non ha padroni, non cerca ricompense, è invincibile perché la ragione profonda della sua esistenza sta nella sua gratuità.
Perciò sa pronunciare le parole più importanti e profonde con ironia e senza perdere il sorriso. Il servo di scena ne è la dimostrazione.

Biglietteria: prezzi e orari.
I biglietti per SERVO DI SCENA sono in vendita al Teatro Comunale (Piazza Duomo, Pietrasanta – Lu) e negli orari di apertura del Cinema Comunale. Saranno inoltre in vendita dalle 17.00 alle 19.00 il giorno stesso della rappresentazione. Info Tel. 0584 795511 e Fondazione La Versiliana Tel. 0584 265733 – 265735. Prenotazione e prevendita anche online su www.ticketone.it).
Per i Soci Banca BCC (Banca Versilia Lunigiana e Garfagnana) e per i Soci Coop, è prevista una riduzione sul prezzo del biglietto e per favorire gli studenti è previsto uno speciale biglietto in galleria al costo di 10 euro.
Prezzi: Platea 24,00 (ridotto 21,00); Galleria 15,00 (ridotto 12,00). Le riduzioni si applicano anche ai minori di anni 25, oltre i 65 anni e portatori di handicap.
Per info www.laversilianafestival.it

Franco Branciaroli
TOMMASO CARDARELLI

Servo di Scena
di
Ronald Harwood
traduzione di Masolino D’Amico

e con (in o.a.) Lisa Galantini, Melania Giglio, Daniele Griggio
Giorgio Lanza,Valentina Violo

regia di Franco Branciaroli
scene e costumi di Margherita Palli
luci di Gigi Saccomandi

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