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Inizia il ciclo di incontri autunnali dedicati a Francesco Geminiani

Sabato 17 novembre il primo di quattro incontri. Il 5 dicembre sarà inaugurata una lapide commemorativa presso il giardino di Palazzo Orsetti

LUCCA – Proseguono le celebrazioni per il 250esimo anno dalla morte di uno dei più grandi compositori lucchesi, Francesco Geminiani nato a Lucca il 5 dicembre 1687 e morto a Dublino il 17 settembre 1762. Dopo il concerto di apertura tenutosi il 23 settembre a Palazzo Ducale al via il  ciclo autunnale di Incontri Culturali organizzati dall’Istituto Storico Lucchese in unione con la Provincia, il Comune di Lucca, il Centro Sudi ‘Luigi Boccherini’ e l’Associazione Musicale Lucchese. 

Il primo appuntamento è quello di Sabato 17 novembre alle ore  17,30 nel Salone di Villa Bottini. Gli incontri, proseguiranno poi il 24 novembre e il 1 dicembre presso il Centro Culturale Agorà. L’evento conclusivo è previsto il 5 dicembre con iniziative che occuperanno tutta la giornata a partire dalle ore 11 quando sarà inaugurata una lapide commemorativa dedicata al compositore che verrà apposta all’esterno del giardino di Palazzo Orsetti in Viale Loreto. Nel pomeriggio a Palazzo Ducale avrà luogo il Convegno conclusivo del ciclo di incontri e la sera, sempre a Palazzo Ducale, si terrà il Concerto “La Foresta incantata” realizzato dall’Associazione Musicale Lucchese e Associazione Aldes.

Sabato 17 novembre aprirà il Ciclo il professor Franco Piperno, Docente Ordinario di Storia della Musica presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma e uno dei più noti studiosi del Seicento e del Settecento: parlerà di “Geminiani, Corelli e la nuova estetica della musica strumentale. Verrà spiegato come Arcangelo Corelli e i suoi allievi, tra i quali  Francesco Geminiani, possano essere considerati i fondatori dell’estetica della musica strumentale, mirando a soddisfare non più il piacere meramente sensuale, ma le sue esigenze di razionalità. Nel corso dei successivi incontri interverranno i proff. Marco Mangani, Matteo Giuggioli, Renzo Sabbatini, Enrico Careri, Herbert Handt. Nella lapide che sarà inaugurata il 5 dicembre sarà incisa anche la frase: “Amante dell’arte e della libertà”perché Geminiani rappresentò un vero precursore della ricerca dell’autonomia nel mondo artistico,abbandonando uno status che comportava una sorta di dipendenza dai mecenati aristocratici. Nell’Inghilterra, dove egli visse per lunghi anni,  egli incarnava il prototipo dell’artista “libero professionista”, che non dipende più, esclusivamente,  dai favori del protettore aristocratico, ma dal suo talento e dal successo guadagnato presso l’opinione pubblica. A distanza di due secoli e mezzo dalla morte, Francesco Xaverio Geminiani,  grande della musica, viene riproposto dalla sua città natale, dove la musica è finalmente  sentita da un numero crescente di cittadini, come una delle espressioni più alte dell’animo umano.

CENNI STORICI
Francesco Xaverio Geminiani, nato a Lucca e battezzato il 5 dicembre 1687, nella
parrocchia di S. Maria Corteorlandini ebbe il padre Giuliano come primo maestro di violino. Si perfezionò a Roma sotto la guida di Corelli, Scarlatti e di Lonati. Fu direttore d’orchestra al Teatro dei Fiorentini dell’Opera di Napoli, ritornò a Lucca nel 1714 e  in quell’anno lasciò l’Italia per andare a Londra, assieme al concittadino Francesco Barsanti, flautista, oboista, compositore, che e Charles Pardini, altro musicista di origine lucchese.
L’Inghilterra gli aprì tutte le porte e in breve tempo acquisì una tale reputazione che gli valse la carica di perpetual dictator, Direttore e Dittatore  a vita, della associazione musicale  “Philo-musicae et architecturae societas Apollini”, importante società di concerti della capitale inglese.  Concertista,  insegnante, compositore, si dedicò esclusivamente al genere strumentale, trascurando totalmente quello vocale,  con una predilezione per la forma del Concerto Grosso. Tornò agli onori delle cronache musicali nel 1726, con un arrangiamento per Concerto Grosso delle prime sei sonate per violino op. 5 di Corelli, che dedicò al re Giorgio I.  Riscosse un tale successo che tre anni dopo pubblicò la seconda serie, con la celebre Follia, che rimane uno dei suoi lavori più eseguiti ai giorni nostri. Geminiani si distinse anche nella scrittura di ben sei trattati di teoria musicale, tecnica violinistica,  clavicembalistica tra i quali l’ Art of Playing the Violin del 1751, che è il primo e uno dei più importanti trattati per violino del diciottesimo secolo.

Dal 1733 al 1740 visse a Dublino. Si trasferì poi a Parigi, fino al 1755, dove compose “La Forêt enchantée” (1754), spettacolo tratto dalla “Gerusalemme Liberata” del Tasso. Nel 1755 ritornò nuovamente a Londra. Infine, si trasferì a Dublino, dove si spense il 17 settembre 1762.

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