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“Un marito ideale” al Teatro del Giglio

Un marito ideale

Teatro del Giglio di Lucca

venerdì 9 novembre ore 21.00
sabato 10 novembre ore 21.00
domenica 11 novembre ore 16.30

di Oscar Wilde
traduzione di Roberto Valerio
con Roberto Valerio, Valentina Sperlì, Pietro Bontempo
regia di Roberto Valerio

Con Il ventaglio di Lady WindermereUna donna senza importanza, e l’Importanza di chiamarsi ErnestoUn marito ideale è uno dei più noti society dramas di Oscar Wilde. In questi celeberrimi testi, che hanno per protagonisti i personaggi tipici dei salotti inglesi – dall’avventuriera alla moglie leale ma poco elastica, dal figlio illegittimo al dandy cinico – si manifesta tutta la genialità dell’autore che, tra conversazioni brillanti e osservazioni irriverenti e frivole, insinua critiche velate ma feroci su quella società borghese che sembra celebrare. In Un marito ideale una donna ricompare dal passato e, conoscendo l’origine non del tutto lecita della fortuna economica di Sir Chiltern, sottosegretario agli Affari Esteri, si adopera per ricattarlo e costringerlo ad avallare una speculazione nei propri interessi. È proprio il tema della corruzione politica ad aver catalizzato l’interesse del regista Roberto Valerio. Riducendo il testo all’essenziale, forte della profondità di Wilde, Valerio lo ha reso occasione per porre interrogativi di scomoda attualità: è possibile una politica senza compromessi? la questione morale è un fatto privato o pubblico? esiste ancora un limite oltre il quale si dovrebbe provare vergogna delle proprie azioni? Al tema della politica se ne aggiunge un altro, non meno importante, di carattere privato: un marito, per essere ideale per sua moglie, deve anche impersonare la perfezione morale lungo tutto l’arco della vita? E se l’uomo potesse arrivare a tanta perfezione, il sentimento della moglie sarebbe l’amore o diverrebbe piuttosto venerazione? Ma il marito è un uomo: ha egli bisogno di venerazione, o di un amore che lo comprenda, lo conforti e sorregga?
Tutti i personaggi, ancorati alla loro eleganza, si muovono per spazi angosciosi dove s’annidano duelli, ricatti e compromessi. Nessun personaggio è come sembra: e sul canovaccio della commedia vittoriana Wilde innesta il suo formidabile gusto per la battuta caustica, l’aforisma fulminante, il dialogo frizzante, il paradosso, il virtuosismo verbale, gettando via in un soffio tutto il vecchiume e la polverosa ipocrisia di un’epoca.

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