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“Maggiano: dalla reclusione all’assistenza”

Maggiano: dalla reclusione all’assistenza

Venerdì 21 settembre si presenta il libro di Sabbatini sulle origini del manicomio

Maggiano: dalla reclusione all’assistenza. Si presenta venerdì 21 settembre alle 17 a Palazzo Ducale (sala Maria Luisa) il volume edito da Donzelli “Dal monastero allo Spedale de’ Pazzi. Fregionaia da metà Settecento al 1808” che racconta la storia dell’ex Manicomio di Maggiano a partire dai 14 uomini e dalle 5 donne che per primi ne varcarono la soglia il 21 aprile del 1773.

Voluto dalla Fondazione Mario Tobino con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, il volume è curato da Renzo Sabbatini, storico e membro del Comitato scientifico della Fondazione Tobino, ricostruisce la vicenda storica e sociale del manicomio di Maggiano dalle origini agli inizi dell’Ottocento ed è il primo frutto di un ampio progetto che racconta tutta la vicenda del manicomio. Sarà presentato dall’autore insieme al professor Marcello Verga, ordinario di Storia Moderna dell’Università di Firenze e presidente della Sisem (Società Italiana per la Storia dell’Età Moderna), dopo i saluti del presidente Provincia di Lucca e presidente Fondazione Mario Tobino Stefano Baccelli e l’intervento del dottor Marco Natalizi, direttore della Fondazione Tobino.

Il volume

Contiene studi di Sabbatini, di Valeria P. Babini, professoressa presso l’Università di Bologna ed esperta della storia della psichiatria dell’800 e ‘900, e delle ricercatrici Elisa Montanari, Gaia Petroni e Valentina Giuffra, che hanno avuto incarico di analizzare il quotidiano del manicomio attraverso i documenti d’archivio.

“Il giorno 20 d’aprile del corrente anno 1773 fu aperto lo spedale di Fregionaia. […] Nel giorno 21 del corrente feci dagl’esecutori di città trasportare i pazzi che in numero di 11 si trovavano nelle carceri di Torre […]”, che consegnati ai serventi, “da questi furono condotti nelle loro stanze avendo dovuto lo spedale supplire alla spesa dell’accompagnatura per essere tutti miserabilissimi, ed in seguito nel corso della giornata suddetta ve ne furono condotti altri otto da diversi luoghi dello Stato, che formarono il numero di 19 tra uomini e donne”.

Inizia così la storia del manicomio di Maggiano, come racconta nel suo “Libro dei ricordi” Lorenzo Bartolini, rettore dell’ospedale di San Luca, sotto la cui giurisdizione rientrava lo “Spedale de’ pazzi”. Furono questi 19 malati che, per volontà della Repubblica di Lucca, poterono lasciare le celle carcerarie condivise con delinquenti ed assassini, per essere ricoverati nella struttura che in futuro sarà l’ospedale psichiatrico dove Mario Tobino scriverà le più importanti fra le sue opere. E che nel 1999 chiuderà per sempre le sue porte per lasciare alla storia, ed alla memoria, il suo immenso bagaglio di dolore e verità.

“Questo libro – spiega Renzo Sabbatini – offre un contributo non solo alla storia del manicomio a partire da due secoli prima dell’arrivo di Tobino, ma anche per ricostruire con informazioni di prima mano le vicende storiche della città nel Settecento, che ad oggi mancano”.

Nel volume sono descritte caratteristiche architettoniche e artistiche dell’intero complesso di Fregionaia, gli aspetti amministrativi, gli inventari degli strumenti medici di infermerie e “spezierie” e i mansionari del personale, che consentono di entrare all’interno della struttura assistenziale in cui uomini e donne di ogni età, in gran parte provenienti da famiglie miserabili, erano ricoverati sino alla morte. Uno scenario che parla più della malattia che del rimedio, in un multiforme percorso dentro un universo claustrofobico.

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