Header ad
Header ad
Header ad

Il plauso del Prof. Umberto Sereni alla mostra di Fanelli

 “La mostra di Fanelli valorizza un capitolo fondamentale della cultura della nostra terra”

Il plauso del Prof. Umberto Sereni alla retrospettiva in corso alla Fondazione Banca del Monte di Lucca

“La mostra di Fanelli valorizza un capitolo fondamentale della cultura della nostra terra”. Così Umberto Sereni, professore di storia contemporanea all’Università di Udine e autore di uno dei saggi in catalogo, definisce “Trasparenze solari”, la prima personale dedicata a Francesco Fanelli (1869-1924), in corso fino al 30 settembre nelle sale espositive della Fondazione Banca del Monte di Lucca (piazza San Martino, 7) che la organizza.

“Un clima culturale di grande fermento, quello tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento in Lucchesia – spiega Sereni ‒, dove il paesaggio, da Torre del Lago alla Garfagnana, ha affascinato artisti come Francesco Fanelli, Giovanni Pascoli, Giacomo Puccini, Gabriele D’Annunzio, tutti uniti da un’intensa comunità emozionale, da un’idea dell’arte come impegno sociale e civile che celebra la bellezza e la conserva per le generazioni future. È da sottolineare il merito della Fondazione Banca del Monte di Lucca – aggiunge ‒ che con questa mostra offre quindi alla città l’occasione di avvicinarsi non solo a un grande artista, ma a un capitolo fondamentale dell’arte e della cultura della nostra terra che merita di essere valorizzato.”

La struggente magia del paesaggio lacustre e i colori suggestivi della costa tirrenica sono i protagonisti delle 42 opere esposte. La mostra, curata da Giovanna e Filippo Bacci di Capaci, resta aperta fino al 30 settembre a ingresso libero e con il seguente orario: dal lunedì al venerdì 15,30-19,30; sabato e domenica 10-13, 15,30-19,30. Per informazioni: www.fondazionebmluccaeventi.itinfo@fondazionebmluccaeventi.it.

In allegato, alcune immagini delle opere in mostra:

Barche di pescatori a Viareggio, olio su tela, 50×60;

Primi fiori, 1899, olio su tela,cm 180×237;

Cacciatore sul Lago di Massaciuccoli, 1898,olio su cartone, cm 70×40,5

Nella Foto di Alcide, sono ritratti, da sinistra: Marco Palamidessi, Umberto Sereni, Alberto Del Carlo, Giovanna e Filippo Bacci di Capaci.

FRANCESCO FANELLI (Livorno 1869-Bagno a Ripoli (FI) 1924)

 

Nota biografica

Il primo approccio con l’arte per Francesco Fanelli avviene nell’Istituto di Belle Arti di Lucca (attuale Istituto A. Passaglia) che frequenta dal 1882 al 1887. Dal 1892 Fanelli è iscritto al corso di Giovanni Fattori alla Scuola Libera del Nudo presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove incontra, quali compagni di studi, Angiolo Tommasi, Ferruccio Pagni e Giorgio Kienerk che diventeranno suoi amici fraterni. A Firenze, il pittore entra nell’orbita di Silvestro Lega e partecipa alle riunioni del vivace ambiente artistico della trattoria del Volturno, insieme agli altri giovani pittori dibattuti tra lo studio del vero e l’attrazione per le novità impressioniste. Seguendo l’amico Ferruccio Pagni, nel 1893 si stabilisce a Torre del Lago dove vive a stretto contatto con la natura e dipinge dal vero il paesaggio lacustre. Qualche anno più tardi, mentre Giacomo Puccini sta creando La Bohème, Fanelli è tra i soci fondatori, insieme al Maestro, a Pagni, ai fratelli Tommasi e a Gambogi del Club La Bohème, confraternita artistico – musicale, venatoria e ludica. Sul finire del secolo e poi nel 1900 Fanelli realizza le decorazioni a tempera per la Villa Orlando a Torre del Lago e per la Villa Ginori alla Piaggetta, combinando con abilità il repertorio naturalistico e i motivi floreali e Liberty. Intorno al 1904, quando l’amico Pagni emigra in Sud America, Fanelli lascia Torre e si trasferisce a Viareggio dove abita in un capanno-studio in riva al mare, che lo ispirerà per nuove opere che avranno perlopiù titoli concernenti la vita viareggina, la spiaggia e la darsena. Tra i fondatori dei cenacoli culturali Gianni Schicchi (1919) e l’Accademia degli Zeteti che vivacizzano la vita viareggina, Fanelli stringe amicizia con Enrico Pea e Elpidio Jenco. Morirà il 16 luglio 1924 a Bagno a Ripoli.

Related posts

Questo sito utilizza cookie tecnici ed analitycs. Potrebbero inoltre essere installati cookie di terze parti. Proseguendo la navigazione accetti la policy del sito. Per ulteriori informazioni clicca sul link predisposto. Info | Chiudi