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Appuntamento ad agosto per tre serate con Napoleone

Tornano per il sesto anno le conversazioni sui Napoleonidi in Toscana: il 20, 21 e 22 agosto

LE VITE DI NAPOLEONE E ELISA

RACCONTATE TRA MOUCHOIR DE COU, TELE DA PARATI, AMICIZIE E IMPRESE

Appuntamento con freschi réndez-vous nel chiostro di San Micheletto – ingresso libero

Tornano per il sesto anno consecutivo le conversazioni estive del progetto “Da Parigi a Lucca: il gusto di vivere al tempo di Napoleone e Elisa”, evento del più ampio progetto “Da Parigi alla Toscana: il gusto di vivere al tempo di Napoleone e Elisa”,promosso dal Mibac, Ministero per i Beni e le Attività culturali, dalla Direzione Regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Toscana nella persona del Direttore, Maddalena Ragni, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e della Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno. Il progetto, che oggi trova nel blog http://napoleoneeilsuotempo.wordpress.com/ una nutrita raccolta di materiali, comprende iniziative che si svolgono durante tutto l’anno in diversi luoghi della Toscana (Lucca, Livorno, Elba), declinando il nome in funzione dell’evento, e mirando al bicentenario dell’arrivo dell’Imperatore all’Elba, nel 2014. Le conversazioni lucchesi, quest’anno si terranno il 20, 21 e 22 agosto, sempre nel chiostro di San Micheletto alle 21,30, con ingresso libero e un rinfreschino per tutti gli ospiti.

Ecco le serate nel dettaglio

>> Lunedì 20 agosto“Napoleone: istruzioni per la guerra e per la pace”, relatrici Velia Gini Bartoli e Simonetta Giurlani Pardini.

Comunicazione e design al tempo di Napoleone. Ci sono aspetti della vicenda storica dell’Imperatore solo apparentemente “minori”, che costituiscono i meccanismi di quella straordinaria macchina di propaganda da lui stesso inventata che oggi, ad oltre due secoli di distanza, funziona ancora alla perfezione.  Tra questi strumenti ci sono oggetti progettati per essere portatori di significati e messaggi, come la famosa Toile de Jouy (nell’immagine a fianco), ancora oggi simbolo della qualità della produzione francese, prodotta dalla famosa casa di produzione Oberkampf, e il fazzoletto da naso o “da sputo” noto in francese con il nome ben più   melodioso di “mouchoir de cou”.

A partire dalla seconda metà del Settecento, in Francia si iniziano a produrre fazzoletti stampati à l’indienne, cioè sul tipo di quelli importati in Europa dalla Compagnia delle Indie e usati dalle donne come ornamento da spalle o da testa mentre, parallelamente, si sviluppa una produzione di fazzoletti che traggono gran parte dei loro temi da fatti di attualità e che vengono portati in diverse occasioni anche dagli uomini. Questa produzione aveva tre finalità principali: decorativa (il fazzoletto poteva essere  appeso al muro come si usava fare con le stampe di Épinal); istruttiva (ad esempio riportava le istruzioni per i militari, calendari, assonometrie topografiche, manuali di pronto soccorso domestico); emblematica (per dichiarare l’appartenenza o l’estraneità nei confronti di un mito o di un’ideologia, un po’ come succede oggi con le tifoserie). Nella conversazione si parlerà soprattutto di quest’ultima, con riferimento alla figura dell’Imperatore, dei suoi sostenitori (i più) e dei suoi detrattori.

Dopo l’Incoronazione infatti, avvenuta il 2 dicembre del 1804 a Parigi, i mouchoir de cou cominceranno a trattare del mito di Napoleone e della simbologia legata alla sua figura. La produzione francese, indirizzata soprattutto alla propaganda e all’esaltazione del mito, raggiungerà l’apice al momento del ritorno delle sue ceneri da Sant’Elena nel 1840, quando verranno stampati numerosi mouchoir e l’esaltazione popolare arriverà ad immaginare perfino la sua “resurrezione” come testimoniano alcuni esemplari ispirati a dipinti famosi.

Da parte loro, gli Inglesi si impegneranno per promuovere una produzione parallela “contro”, editando con grande rapidità esemplari che rappresentano le più cocenti sconfitte di Napoleone come nel 1806, solo pochi mesi dopo la battaglia navale di Trafalgar, nel 1812 con il grande incendio di Mosca e nel 1815 con la disfatta definitiva di Waterloo.

Durante la serata sarà possibile ammirare immagini dei mouchoir d’istruzione molto diffusi durante tutto l’Ottocento, indirizzati alle classi non alfabetizzate, che dovevano affidarsi alle immagini piuttosto che alle descrizioni dei manuali per disporre di consigli pratici e immediati nelle più svariate circostanze, dal pronto soccorso domestico al trattamento delle ferite di guerra, dallo smontaggio di un fucile alla sistemazione del corredo militare nello zaino, e tante altre cose.

Questa conversazione anticipa i contenuti della mostra “Avec Armes et bagages.. dans un mouchoir de poche”, che si inaugurerà alMusée de l’Armée di Parigi il 23 ottobre prossimo e che costituisce il seguito e  l’ulteriore approfondimento della mostra “Mito e Bellezza”, presentata a Lucca nel dicembre del 2009.

>> Martedì 21 agosto“Alessandro, il miglior nemico di Napoleone”, relatore Peter Hicks, della Fondation Napoléon di Parigi.

Quale fu il rapporto fra lo Zar Alessandro I di Russia (nel ritratto a fianco) e l’Imperatore francese? Dalla pace di Tilsit alla sconfitta dell’armata napoleonica in terra russa, questa conversazione ripercorrerà le tappe di un’alleanza finita male.

Nel giugno del 1812, Napoleone oltrepassò il fiume Niemen, in Lituania, con una vasta armata “all’orientale” che comprendeva 644mila uomini di una coalizione non troppo unita. Questa invasione, di un territorio che prima era anch’esso alleato di Napoleone insieme alla Russia, è dovuta al deteriorarsi delle relazioni tra Napoleone ed Alessandro, a causa del blocco continentale contro il Regno Unito che la Russia (sull’orlo di una crisi economica catastrofica) non poteva più permettersi di rispettare.

I caratteri dei due imperatori influenzarono molto gli esiti degli scontri e dell’esito finale della guerra. Napoleone, allo zenit del suo potere, si mostrò eccessivamente confidente nella sua macchina diplomatica e guerresca, senza intuire in nessun modo la disfatta cui sarebbe andato incontro. Alessandro, battuto ad Austerlitz e Friedland, ed umiliato tanto a Erfurt quanto in occasione del matrimonio austriaco di Napoleone, non dette fiducia all’alleanza con la Francia ed invase l’impero francese.

Sarà solo dopo la grande ritirata dell’armata russa, durante i mesi da giugno ad agosto 1812, la battaglia di Borodino e l’incendio di Mosca che Alessandro (anche grazie ad una rinascita religiosa personale) troverà la forza di resistere a Napoleone e di accompagnarlo fuori della Russia. Un Napoleone che non sarà più in grado di riprendersi dalla sconfitta che provocò la distruzione totale della Grande Armata decimata sotto i colpi del “Generale Inverno”.

>> Mercoledì 22 agosto“Elisa al governo e nell’impresa”, relatrice Monica Guarraccino.

Elisa, una governante moderna ed attenta allo sviluppo economico e sociale del territorio. Nominata dal fratello Napoleone Principessa di Lucca e Piombino nel 1805, e Granduchessa di Toscana nel 1809, Elisa Bonaparte Baciocchi (nel ritratto a fianco) intraprese per tutte le sue dimore, pubbliche e private, un imponente lavoro di restyling finalizzato ad adeguare gli ambienti alle necessità del cerimoniale imperiale e, nel contempo, a renderli conformi ai canoni dello stile Impero imposto dalla corte napoleonica di Parigi.

Da Lucca a Piombino, da Pisa a Livorno, da Firenze a Siena, i suoi palazzi si trasformarono in pochissimo tempo in straordinarie vetrine, per mostrare all’aristocrazia ed alla borghesia toscana emergente quei mobili, tessuti, porcellane, bronzi, orologi e ogni altro elemento decorativo in voga a quel tempo secondo il più aggiornato gusto di Parigi, cui doveva adeguarsi chi voleva contare qualcosa.

Made in France: oltre alle mode, Elisa volle importare dalla Francia le più moderne tecnologie da applicare all’industria, sostenendo la ricerca ed incentivando iniziative economiche di supporto alle imprese locali toscane, e determinando l’attivazione di business in molti settori. Dalla lavorazione dei mobili a quella del marmo e delle stoffe, dall’istituzione della Banca elisiana all’introduzione della coltivazione e lavorazione del cotone, alla produzione artistica in genere, lo sviluppo economico decollò, creando anche un flusso di esportazioni.

La relazione, frutto di approfonditi studi e ricerche documentarie nei principali archivi italiani e presso gli Archives nationales di Parigi, costituisce un’anticipazione sul volume di prossima uscita dal titolo “Napoleone a Palazzo: manifatture artistiche per le residenze imperiali in Toscana”, la cui pubblicazione rientra nell’ambito del progetto “Da Parigi alla Toscana: il gusto di vivere al tempo di Napoleone e Elisa” promosso dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e dalla Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno.

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