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Chiude il 2° Incontro Nazionale del Sistema Sangue a Lucca

Chiude il 2° Incontro Nazionale del Sistema Sangue a Lucca con il dibattito sulle buone prassi

La donazione gratuita del sangue non si tocca

Ci vuole più attenzione ai donatori, mentre il volontariato fa crescere il Pil

LUCCA, 30 giugno 2012 – “La donazione gratuita del sangue non si tocca. Il nostro sistema è buono e sostenibile, anche se dobbiamo lavorare per equilibrarlo a livello nazionale”. Questa la conclusione del Secondo Incontro Nazionale sul Sistema Sangue, incentrato su “La donazione di sangue fra etica e sostenibilità. L’esperienza europea e il dibattito italiano”, che si è concluso stamani (sabato 30 giugno) a Lucca, organizzato da Fondazione Campus e da Simti (Società italiana di Medicina trasfusionale e immunoematologia) con il patrocinio del Ministero della Salute.

A tirare le conclusioni Claudio Velati, presidente Simti, dopo che per due giorni si sono comparati il modello basato sulla donazione e quello sulla remunerazione. Gli interventi dei relatori hanno stigmatizzato la funzionalità e la validità del secondo, non solo per motivi etici (l’assemblea ha ribadito un forte no alla commercializzazione delle parti del corpo umano che è oggetto della Convenzione di Oviedo), ma anche sanitari ed economici. “Dati dimostrano – è stato uno degli esempi portati al dibattito da Wim de Kort, studioso del settore a livello internazionale – che il plasma proveniente da soggetti remunerati contiene meno proteine e immunoglobulina”. Ha poi puntato l’attenzione sulla necessità di prendersi cura del donatore.

Trasformare le donazioni da occasionali a periodiche, maggiore attenzione alle esigenze dei donatori in un’epoca di contratti a termine e partite IVA (in cui il giorno libero dal lavoro, tradizionalmente previsto per i lavoratori dipendenti non esiste), avvicinare il sistema ai migliori standard europei sono alcuni degli argomenti del dibattito, cui hanno preso parte 120 persone da tutte le regioni italiane (rappresentanti dei Centri regionali del sangue e delle associazioni di donatori), portando alla luce i punti forti e deboli di un sistema che, pur nazionale, poggia sull’autonomia regionale, e quindi si differenzia molto da regione a regione.

No a tagli sulla spesa, sì alla razionalizzazione dei punti di raccolta. “Il sistema sangue italiano – ha proseguito Grazzini – per essere sostenibile anche nel medio periodo, ha bisogno di proseguire sulla strada, in parte già intrapresa, della riduzione complessiva dei punti di raccolta, attualmente superiore alla media europea”.

Fare volontariato fa crescere il Pil. “Investire 1 euro nel volontariato significa avere un ritorno pari a 12 euro – ha detto Vincenzo Saturni, presidente nazionale AVIS -. Negli ultimi anni, un + 7% del Pil è dovuto all’aumento del volontariato, che è una risorsa non quantificabile e che offre una gratificazione tale al singolo da modificarne in positivo lo stile di vita. La propensione degli italiani al volontariato è triplicata tra il 1993 e il 2008: i volontari sono oltre 3 milioni 315mila (+3% rispetto al censimento precedente). Complessivamente, il volontariato rappresenta, in termini economici, il 20% dell’ammontare complessivo delle entrate del non profit, cioè 40 milioni di euro”

Per cercare nuove strade e nuovi equilibri che migliorino il nostro sistema sangue, indispensabile al funzionamento del sistema salute italiano, appuntamento al 2013 con il terzo incontro. Immagini, video e testimonianze dell’Incontro sono su Facebook (FondazioneCampusLucca) e Twitter (#SSI12).

 

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