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“Candele accese per illuminare il futuro”

Venerdì 8 giugno la Fidapa di Lucca celebra l’annuale cerimonia delle candele

Candele accese per illuminare il futuro

A Villa La Principessa anche la consegna del premio “La donna e la città” a Maria Pacini Fazzi

 LUCCA – Candele accese per illuminare il futuro. Si terrà venerdì 8 giugno a Villa La Principessa, a Massa Pisana (Lucca), la cerimonia delle candele della Federazione Italiana donne arti professioni e affari (FIDAPA) di Lucca. Si tratta di una ricorrenza annuale che caratterizza l’attività di una federazione che riunisce 12mila socie in tutto il mondo, in un movimento di opinione indipendente che a Lucca è stato costituito nel 1992 da Maria Pacini Fazzi. E proprio a lei domani sera andrà anche il premio “La donna e la città”, che la sezione lucchese della Fidapa ha voluto istituire quest’anno per riconoscere una personalità femminile che si è distinta particolarmente in ambito lavorativo e sociale.

La federazione ha infatti lo scopo di promuovere, coordinare e sostenere le iniziative delle donne che operano nei diversi campi, dall’arte alla professione, dagli affari al volontariato. “L’accensione delle candele – spiega la presidente di Fidapa Lucca, Emiliana Martinelli – vuole essere simbolo della corale volontà ed impegno a cooperare e lottare rimuovendo ogni forma di discriminazione e pregiudizio a sfavore delle donne in ogni ambito ed in tutti i Paesi del mondo, poiché le pari opportunità sono state raggiunte grazie, anche, all’impegno nella professione, in politica e nel sociale, di donne che hanno contribuito a creare una cittadinanza attiva e consapevole”.

Nella cerimonia, che riunirà le 60 socie lucchesi e le 18 nuove associate che proprio domani sera faranno il loro ingresso ufficiale, ci saranno candele bianche a simboleggiare la Federazione, blu per i Paesi dove c’è almeno un club associato, rosa per ogni socia, verde per il futuro. Un futuro tutto da inventare per le donne italiane, se dai dati del Rapporto Ocse del 2009 relativi a 40 Stati l’Italia risulta il Paese delle imprenditrici, dove il 16% delle donne che lavorano sono autonome o imprenditrici. Una percentuale più alta della media europea (10%) o di quella di paesi come Inghilterra, Francia e Germania, dove le imprenditrici sul totale delle occupate sono tra il 6 e 8%. Se da una parte questo dato è leggibile come segno dalla difficoltà, per una donna, di trovare un posto da dipendente (spesso si tratta di piccole o piccolissime imprenditrici), d’altra parte testimonia la volontà delle donne italiane di non abbattersi soprattutto davanti alla crisi, e di inventarsi una propria identità lavorativa anche laddove, in un mercato nazionale del lavoro che non le considera al pari degli uomini e che non offre nessun servizio per la conciliazione della vita familiare e lavorativa, sembrano non esserci alternative.

La Fidapa Lucca, che ha recentemente organizzato un partecipato convegno sulla violenza sulle donne (foto allegata), ha in programma la conferenza “Ombra e luce”, in collaborazione con la rivista di architettura e design “IQD” (il 15 giugno a Carrara) e l’incontro “Conciliare i tempi di vita tra lavoro e famiglia”, a cura di Gabriella Pedreschi  e Rita Biancheri.

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