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Un giro a Seravezza

PRESENTAZIONE: Seravezza, in Provincia di Lucca, è un Comune della Versilia incastonato, come una gemma, nelle rocce imponenti delle sue alte montagne, e si presenta con un territorio dall’orografia variegata, complessa ed affascinante, che costituisce l’ideale anello di congiunzione tra le asperità montane delle Alpi Apuane e la stretta pianura costiera dove insistono le note località balneari versiliesi.
E’ uno di quei luoghi rari ed eccezionali dove, nel breve volgere di pochi chilometri, si può salire dal livello zero del mare fino quasi a toccare i 1589 metri di altitudine del Monte Altissimo.
Il territorio infatti (con un’estensione Kmq 39,37 per una popolazione di 13.369 al luglio 2008) è composto da una vasta zona montana, per gran parte inserita nel Parco Regionale delle Alpi Apuane, caratterizzata da vertiginose pareti, dalla presenza delle famosissime cave di marmo, da freschi boschi di castagni e da limpidi ruscelli; da una zona collinare dove sono presenti le frazioni di Cerreta San Nicola, Fabbiano, Giustagnana, Minazzana, Basati, Cerreta Sant’Antonio e Azzano; da una stretta fascia di fondovalle con i paesi di Riomagno, Malbacco, Corvaia e Ruosina; da una zona pianeggiante, ricca di oliveti e di aree di aperta campagna, dove sono situati i centri urbani di Ripa, Pozzi e Querceta.

Il Capoluogo – Seravezza – è una tranquilla ed esclusiva cittadina di fondo valle, storicamente posta a guardia dell’unica via di comunicazione tra la Garfagnana e la marina.
Nel centro cittadino di Seravezza nasce, dalla confluenza dei torrenti Serra e Vezza, il fiume Versilia. L’origine del nome “Seravezza” non deriva però, come si potrebbe pensare, dall’unione dei nomi dei due fiumi che la attraversano, ma anzi è vero l’esatto contrario: è il paese che da il nome ai due torrenti. Il nome Seravezza ha origine invece, probabilmente, dal toponimo longobardo “Sala Vetitia”, che identificava un centro di scambi commerciali.

Il Comune di Seravezza si fregia del titolo di Città in virtù del Decreto emanato dal Presidente della Repubblica il 31 dicembre 1975.

TERRITORIO ED ECONOMIA
Nonostante il paesaggio del Comune di Seravezza sia caratterizzato da questa estrema varietà ambientale, tutta la zona è in ogni caso contraddistinta dall’imponente e radicata presenza del marmo: i bacini marmiferi della Ceragiola, della Cappella, di Trambiserra e del Monte Altissimo producono infatti marmi bianchi, bardigli, arabescati e brecce le cui caratteristiche uniche li hanno resi famosi nel mondo.
Il Comune di Seravezza basa infatti, ancora oggi, gran parte della propria economia sull’estrazione, la lavorazione ed il commercio del marmo. Su tutto il territorio sono numerose le industrie collegate a tale attività, prime tra tutte quelle produttrici di macchinari per la lavorazione del marmo.

Negli ultimi anni si è però avuto grande impulso e forte crescita anche nel settore commerciale e nel terziario. Lo sviluppo ed il rafforzamento di una peculiare industria turistica rappresenta la scommessa fondamentale del futuro prossimo del Comune, grazie alla valorizzazione e promozione delle vocazioni ambientali, storiche, culturali ed artistiche del territorio nonché dei prodotti tipici e delle tradizioni locali.

Oggi Seravezza è facilmente raggiungibile dall’autostrada “A12” (Uscita Casello Versilia), dalla rete ferroviaria Pisa-Genova (Stazione di Forte dei Marmi-Seravezza-Querceta) e da un’ottima rete di comunicazione stradale che la collega con i più importanti centri circostanti.
Il territorio del Comune confina a Nord-Est con Stazzema, a Sud-Est con Pietrasanta, a Ovest con Forte dei Marmi. Il Capoluogo dista 7 Km da Forte dei Marmi, 3 km da Pietrasanta e 12 km da Stazzema, con le quali è collegata a mezzo linee di autobus.
Il Comune di Seravezza è attraversato dalla strada provinciale che dalla marina sale verso le Apuane per poi arrivare fino a Castelnuovo Garfagnana. Da Seravezza partono inoltre vari sentieri che permettono interessanti escursioni sulle Alpi circostanti.
Proprio in prossimità del Palazzo Mediceo ha inizio un sentiero che conduce alle cave della Costa dalle quali si estraevano fino a pochissimi anni fa il marmo bianco ed il cosiddetto “bardiglietto della Costa”.

Dalle Alpi Apuane si estraggono infatti diversi tipi di marmo, le cui differenze derivano dal grado di purezza della roccia originaria. Ecco che sul Monte Altissimo (le cave di Michelangelo) troviamo il “bianco statuario”, un calcare bianco privo di impurità, mentre in altri siti sono presenti i marmi colorati, tali in quanto contengono altri minerali: il bardiglio è di colore grigio ed il cipollino di colore verde. Di particolare bellezza sono le brecce di Seravezza e il marmo arabescato delle Cervaiole.

CENNI STORICI – ARTE E ARCHITETTURA

Dal punto di vista storico ed architettonico, il luogo più importante del Comune è l’AREA MEDICEA, interamente di proprietà comunale, che si impernia sulla presenza della Villa Medicea, da decenni sede di eventi ed attività espositive di richiamo internazionale (www.palazzomediceo.com), e delle ex Scuderie Granducali il cui completo restauro è ormai giunto praticamente al termine.
Sono attualmente in fase di realizzazione anche le opere di recupero di tutto il Parco, della ex Cava di marmo Barghetti, divenuta sede teatrale all’aperto, e di tutte le pertinenze pubbliche.
All’interno del Palazzo Mediceo sicuramente interessante risulta una visita al Museo del lavoro e delle tradizioni popolari dell’Alta Versilia; un’ampia sezione del museo è, anche qui, dedicata alla documentazione relativa all’estrazione e lavorazione del marmo.

Le prime notizie storicamente documentabili su Seravezza risalgono 1040, anche se insediamenti umani esistevano sicuramente già in epoca preromana.

La storia di Seravezza in epoca medievale è caratterizzata dalle vicende dei nobili di Corvaia e Vallecchia e dalle persecuzioni attuate contro di essi dal Comune di Lucca. Vera e propria terra di confine, fu distrutta e occupata innumerevoli volte, prima dalle truppe lucchesi, poi da quelle fiorentine e infine da quelle francesi.
Il primo atto autentico del Comune di Seravezza risale al 1515, anno in cui la città offriva a Firenze il Monte Ceragiola e l’Altissimo.
Accanto alle numerose fabbriche di ferro o “magone” che lavoravano le vene di materiali presenti in gran copia sul territorio, iniziò lo sfruttamento intensivo delle cave di marmo che divennero meta di famosi scultori alla ricerca del prezioso marmo statuario. Dal ‘500 in poi la storia di Seravezza coincide con quella dell’escavazione e lavorazione del marmo, con le sue periodiche fasi di sviluppo e crisi. Due bruschi arresti si registrano ovviamente in corrispondenza dei periodi di belligeranza per le guerre mondiali. La posizione strategica di Seravezza fu inoltre riaffermata tragicamente proprio durante la seconda guerra mondiale, quando il paese vide per nove mesi la permanenza del fronte sulla Linea Gotica che causò lutti e rovine e la distruzione di interi villaggi, di opere pubbliche e di opifici industriali. La ricostruzione, grazie all’impegno e alla capacità della nostra gente, è stata rapida e completa.
Seravezza, con gli altri Comuni della Versilia, è stata decorata della Medaglia d’oro al Valor Militare per l’alto contributo dato nella lotta di Liberazione Nazionale per la sconfitta degli oppressori nazifascisti, per il ritorno alla Democrazia e per la nascita della Repubblica Italiana .

TRADIZIONI E FOLKLORE
Nel capoluogo comunale il 9 e il 10 agosto si svolge la festa del patrono, San Lorenzo, con il tradizionale falò alla confluenza dei torrenti Serra e Vezza. Il 19 marzo a Querceta si svolge la fiera di San Giuseppe; il 16 agosto a Pozzi quella di San Rocco; il 21 giugno a Ripa quella di San Luigi, e il 24 giugno a Riomagno quella di San Giovanni.
Allo Stadio Comunale del Buon Riposo di Pozzi si svolge ogni anno il Palio dei Micci: la prima domenica del mese di maggio otto contrade (Pozzo, Madonnina, Cervia, Quercia, Ranocchio, Leon D’Oro, Lucertola e Ponte) si sfidano in una corsa di asini (“micci” nel dialetto locale) guidati da fantini.
Seravezza ospita nel mese di aprile “Enolia”, una rassegna dedicata all’olio ed ai prodotti tipici della Versilia; a settembre si svolge la Fiera del Nove o dei Becchi, con esposizioni e degustazioni.
Il comune fa parte dell’associazione degli Azzano d’Italia, undici fra comuni e frazioni che portano nel loro nome il termine Azzano e i cui cittadini si chiamano azzanesi: i comuni di Azzano d’Asti, Azzano Decimo, Azzano Mella, Azzano San Paolo, Castel d’Azzano e sei frazioni.

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Lo scrittore seravezzino Sirio Giannini, nel suo romanzo “La Valle Bianca” così descriveva il territorio di Seravezza.

“Giunsero al punto in cui la strada cessava di scorrere ai piedi delle montagne e si spingeva dritta nella pianura. Ai lati, a ventaglio, si aprivano i fianchi delle colline esposte al mare.
I due imboccarono una stradetta tra gli ulivi che saliva sulla collina più bassa, trecento metri appena, la Rocca di Corvaia. Un’antica rocca distrutta ormai da diverse centinaia di anni e di cui, sulla cima della collina, in mezzo ad enormi rocce rose dal salmastro, si vedevano ancora qua e là i resti delle mura.
Più in basso, dove Stefano e Giulio si fermarono, c’erano delle vigne ed un pezzo di buona terra incolta, coperta da cespugli di mortella, di timo, e di pruni olandesi dagli enormi pennacchi di fiori gialli.
Lontano, a qualche chilometro, si vedeva il mare e, per una brezza leggera che giungeva fin lì, pareva di respirarne l’aria.
“Ti piace questo posto?” domandò Stefano con gli occhi che gli lucevano.
“Sì, è bello” rispose Giulio.”

Fonte Comune di Seravezza

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