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Identità e cultura come motore di sviluppo del territorio

Identità e cultura come motore di sviluppo del territorio. È in quest’ottica che la Fondazione Mario Tobino ha riunito nella propria sede a Maggiano nella giornata di ieri (venerdì 2 marzo), studiosi di livello nazionale per mappare e valorizzare un territorio che così tanto ha significato per lo sviluppo della cultura nazionale.

Da Carducci che a Viareggio è nato, a D’Annunzio che si è deliziato della nostra costa, corrispondendo con Pascoli che viveva in Garfagnana, nella casa in cui ha risolto tutto il senso della sua vita, passando per uno dei più grandi maestri, Puccini, ed indagando le tracce di Ungaretti, il cui legame con Lucca ha significato moltissimo per la sua poetica, e di tanti altri tra cui lo scrittore Petroni, i giornalisti Pannunzio e Bendetti, musicisti come Catalani, per arrivare a Monicelli e Tobino. Uomini che hanno attinto forza dal legame con un territorio, quello della Toscana nord-occidentale, in cui hanno trovato valori identitari elevati ed in cui hanno potuto incontrarsi traendone valore vicendevolmente.

Da questa constatazione è nato il progetto interdisciplinare “Storia della cultura della Toscana nord-occidentale tra Ottocento e Novecento”, guidato da uno dei maggiori storici e critici della letteratura italiana, professor Giulio Ferroni, e sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, che ieri ha riunito una ventina di studiosi ed esperti nella prima riunione operativa di un percorso che scaturirà un volume ed una preziosa mole documentaria accuratamente archiviata.

“Valorizzare le eccellenze culturali italiane che con questo territorio hanno avuto un rapporto particolarmente significativo – spiega il professor Ferroni – significa liberare una risorsa che è già presente e che, se opportunamente tradotta, costituisce elemento di crescita collettiva e può avere delle ricadute positive sulla percezione del territorio e quindi sulla sua vocazione come meta di visite. Certo, non dobbiamo pensare solo di intercettare target già esistenti, ma di crearne di nuovi”.

Perché la Fondazione Tobino ha voluto questo progetto? “La cultura è il punto di partenza ma anche l’obiettivo del progetto – spiega il direttore della Fondazione Tobino, professor Marco Natalizi -; se da una parte può e deve essere volano dello sviluppo attraverso progetti di alto livello, dall’altra deve necessariamente servire ad una crescita sociale. In questo senso, la Fondazione Tobino fa la sua parte per la città, mettendo a disposizione know how di alto livello capace di mettere in campo prodotti culturali di altrettanta rilevanza”.

È possibile avere informazioni sul progetto sul sito www.fondazionemariotobino.it.

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