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“Quello che prende gli schiaffi” al Teatro del Giglio

Il prossimo fine settimana al Teatro del Giglio andrà in scena “Quello che prende gli schiaffi”. La programmazione sarà la seguente:

venerdì 2 marzo 2012 ore 21.00
sabato 3 marzo 2012 ore 21.00
domenica 4 marzo 2012 ore 16.30

Descrizione spettacolo:

“Quello che prende gli schiaffi” di Leonid Nikolaevi Andreev

libera versione di Glauco Mauri

e con (in o.a.)
Leonardo Aloi, Barbara Begala, Marco Blanchi, Mauro Mandolini, Lucia Nicolini,
Roberto Palermo, David Paryla, Stefano Sartore, Paolo BenvenutoVezzoso

scene Mauro Carosi
costumi Odette Nicoletti
musiche Germano Mazzocchetti

regia Glauco Mauri

produzione: Compagnia Mauri Sturno

Glauco Mauri e Roberto Sturno festeggiano quest’anno i trenta anni della loro compagnia, un traguardo importante fatto di impegno e totale dedizione al Teatro. Nei teatri di tutta Italia hanno portato i grandi classici: Sofocle, Shakespeare, Goethe, Molière, ma anche Ionesco e Beckett, Pirandello e Goldoni, Dostoevskji e Brecht, Mamet e Schmitt e Shaffer. Per questa trentesima stagione teatrale della loro Compagnia mettono in scena una libera versione tratta dall’omonimo testo teatrale di Leonid Nikolaevič Andreev: Quello che prende gli schiaffi, una “favola” che, attraverso l’emozione e il divertimento, possa comunicare al pubblico la “civile utilità del Teatro”. Giornalista, scrittore e drammaturgo, L. N. Andreev fu un protagonista della vita culturale della Russia nel primo ventennio del Novecento, anni tumultuosi che precedettero la rivoluzione d’Ottobre. Popolare anche all’estero, per contratto in Germania le sue opere dovevano uscire prima che in Russia, in Italia, tra gli altri, fu tradotto anche da Piero Gobetti e molti suoi lavori furono interpretati con successo dai nostri grandi attori, da Zacconi alla Pavlova, dalle sorelle Gramatica a Ruggeri, e, ai giorni d’oggi, da Romolo Valli a Valeria Moriconi a Enrico Maria Salerno.

Quello che prende gli schiaffi, scritto da Andreev tra agosto e settembre del 1915, fu rappresentato al Teatro d’Arte di Mosca e a Pietroburgo al Teatro Aleksandrinskij con la regia di N. V. Petrov, il regista ne trasse anche un film nel 1916. Nel dramma l’elemento realistico, simbolico e psicologico sono fusi perfettamente raggiungendo un’eccezionale liricità. “La libera versione di questo testo – dice Mauri, anche regista e coprotagonista con Roberto Sturno – è motivata dal desiderio di mettere in maggiore evidenza le inquietudini, i disagi e le ansie che sono presenti nella nostra attuale società, tuttavia senza restare ingabbiati nell’ipocrisia del rispetto esasperato del testo, ma con la sensibilità e la responsabilità dell’uomo di oggi”. Un uomo vuole fuggire dalla società nella quale vive, dove tutto è dominato dall’egoismo, dall’indifferenza e dal denaro con cui tutto si compera, anche i sentimenti più puri. E allora diventerà un clown! Sale su un palcoscenico da dove comincerà la sua nuova vita e, sotto lacrime dipinte, potrà ridere del suo dolore e con le sue sguaiate risate potrà gridare la sua ribellione. E’ un pazzo? No! E’ uno di quei rari uomini che sperano si possa costruire un mondo migliore. Un tragico colpo di scena metterà fine al suo sogno. Clown, domatrici di leoni, ballerine mute, piccoli truffatori, ignobili seduttori, uomini sconfitti dalla vita, uno spettacolo, Quello che prende gli schiaffi, con tutti i colori del caleidoscopio che è la vita: dramma, commedia, farsa, risata, lacrime, musica, canto e danza.

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