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Al Museo del Castagno di Colognora “Natura, ambiente e prodotti tipici”

SABATO 19 NOVEMBRE alle ore 17,00 al Museo del Castagno di Colognora, in collaborazione con IRF, ci sarà la 6a giornata “NATURA, AMBIENTE e PRODOTTI TIPICI”. Durante questo evento verrà presentato anche il volume “Le cultivar di castagno della Provincia di Lucca. Censimento relativo alle colline lucchesi e media valle del Serchio”. Sarà anche l’occasione per visitare questo bel museo del quale vi proponiamo la storia ripresa dal sito http://www.museodelcastagno.it/index.php

“Definire questo un “museo” mi resta difficile tante sono le sensazioni che si provano nel visitarlo. All’origine dell’iniziativa c’è stata solo la buona volontà di un gruppo di paesani, riuniti addirittura in Comitato con l’intento di mettere insieme gli oggetti, gli strumenti e gli attrezzi più disparati appartenuti alla civiltà contadina del luogo.
Loro primo scopo fu creare un ambiente dove potessero ritrovar vita le capacità creative e le esperienze di lavoro dei padri. Eravamo nel 1978 e non si pensava che tanta gente potesse aver interesse a questo mondo in via di estinzione.

Quando il Comitato e in particolare il presidente Angelo Frati si accorsero del contrario, venne fatto il possibile per allestire locali idonei, amorevolmente ristrutturati in armonia con la cornice medievale del paese. Colognora è un borgo di origine antica che, citato per la prima volta in una pergamena del 29 Agosto 828, nel passato fu difeso da una rocca e, in epoca più recente, assunse il rango di “regia dogana”.
Alla base della sua economia troviamo per secoli le selve di castagno, fonte inesauribile di cibo e di legname che servì a costruire solai, tetti, capanne, attrezzi, arredi e suppellettili.
Di fronte a tale realtà i promotori dell’iniziativa, compreso il sottoscritto, si resero conto che i pezzi raccolti parlavano del sistema di vita che aveva caratterizzato per secoli l’esistenza di tante persone. Un vero sistema economico quindi, un economia con alla base due risorse elementari: l’acqua e il castagno. La rilettura che Mons. Ghilarducci, parroco del paese, aveva fatto della pergamena nella quale già si evidenziava la presenza di selve, contribuì in maniera determinante a scoprire nei reperti questa visione suggestiva e realistica.

Di qui la denominazione di Museo del Castagno data ufficialmente alla raccolta nel 1985 e come tale riconosciuta dai sempre più numerosi visitatori, dai giornali, dalle riviste e dalle emittenti televisiva, anche straniere.
Di esso si è parlato in pubblicazioni specifiche e numerose Facoltà universitarie, scoprendone le particolarità, non hanno mancato di farne oggetto di studio e di approfonditi esami. Quindi non il solito museo, ma un insieme di luoghi , ambienti, reperti che, disposti opportunamente, lasciano nel visitatore una profonda sensazione di serietà espositiva e di suggestiva bellezza.

Il merito di aver compreso con largo anticipo e di aver curato con dedizione la crescita del Museo è concordemente riconosciuto all’amico Angelo Frati, trascinatore dell’iniziativa, a Roberto Frati, collaboratore insostituibile nella quotidiana gestione del museo stesso, e a tutti coloro che, nei limiti del possibile ma sempre con grande passione offrono la propria disponibilità persistendo nel credere nella bontà dell’iniziativa.”

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