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Omaggio a Franz Liszt a Bagni di Lucca

NEL BICENTENARIO DELLA SUA NASCITA al CASINO DEI GIUOCHI DI BAGNI DI LUCCA, SALA DEL PAVONE.

 SABATO 22 OTTOBRE ORE 17,30

 CONCERTO PER PIANOFORTE DEL MAESTRO GIOVANNI SANTINI CON LA PARTECIPAZIONE DEL TENORE CLAUDIO SASSETTI

Ingresso libero con prenotazione

Presentazione:

In un raro volumetto in lingua francese scritto dal Cavaliere Vincent Mondat, dal titolo Bains de Lucques ou précis sur les eaux minerales thermales, edito a Firenze da Vincenzo Batelli nel 1840, appena un anno dopo l’inaugurazione del Casino dei Giuochi di Ponte a Serraglio a Bagni di Lucca, si legge: Dans la semaine, des artistes distingués, nationaux et étranges, viennent se faire entendre dans le grand Salon du Casino, parmi les quels on conservera, sans doute, les souvenirs qui feront époque du célèbre virtuose Liszt. Jamais ce grande artiste, qui fut honoré personellement des félicitations du Souverain, ne tira mieux parti de son instrument; disons qu’il fut digne de cette societé choisie aux oreilles délicates, qui s’efforça de lui rendre par des expressions chaleureuses, tout le tribut d’éloges qu’il méritait à tant de titres.Una sicura incontestabile testimonianza che il celebre virtuoso pianista e compositore Franz Liszt si esibì in un indimenticabile concerto al Casino di Bagni di Lucca nell’estate del 1839 o del 1840. Bagni di Lucca, quindi, non doveva né poteva dimenticare di rendere Omaggio al grande pianista, specialmente nella ricorrenza del bicentenario della sua nascita. La Fondazione Michel de Montaigne, sempre attenta a scrutare nel ricco passato di Bagni di Lucca, nell’ottica di contribuire alla impostazione di un suo futuro, ha ritenuto pertanto particolarmente opportuno dar vita a questo evento musicale proprio nel giorno della nascita del compositore, avvenuta a Raiding (allora in terra di Ungheria, oggi in Austria) il 22 ottobre del 1811; ed ha scelto il Casino di Ponte a Serraglio per far risuonare nelle sue splendide sale le note di celebri composizioni lisztiane forse, almeno alcune,le medesime con cui il giovane Liszt, rapì e tenne incantato il pubblico che, insieme al Principe di Lucca Carlo Lodovico di Borbone Parma, animava con maniere nobili e graziose l’elegante edificio, ideato dall’architetto lucchese Giuseppe Pardini.

Il Concerto odierno è stato affi dato al pianista lucchese Giovanni Santini, di anni 25, pochi meno di quanti ne aveva Liszt al tempo della sua presenza a Bagni di Lucca. La scelta non è affatto casuale, sia perché il giovane Maestro Santini è interprete d’eccezione del repertorio lisztiano, sia anche perché la Fondazione Montaigne intende valorizzare quei giovani artisti del territorio che con talento, sacrifi cio e passione danno lustro alla nostra terra e ne proseguono le gloriose tradizioni musicali. In questo senso va interpretata anche la presenza, all’interno del Concerto, del giovane tenore Claudio Sassetti, nato e residente a Bagni di Lucca. Al giovane e bravo tenore è affi dato il compito di cantare un Lied che Liszt musicò su testo del marchese Cesare Boccella, in stretti rapporti di amicizia con la famiglia Liszt. La poesia, in ottava rima, intitolata Angiolin dal biondo crin, fu dedicata dal nobiluomo lucchese a Blandine, fi glia di Liszt, che all’epoca aveva tre anni e si trovava a Lucca insieme ai genitori. Liszt, infatti, insieme alla sua compagna, la Contessa Marie d’Agoult, aveva soggiornato nel 1838 e 1839 a Monte S. Quirico di Lucca nella cinquecentesca Villa Massimiliana, che il Marchese Boccella aveva fatto loro prendere in affi tto. Lucca era stata una tappa del viaggio in Italia che la famiglia Liszt aveva intrapreso il 17 agosto del 1837 e che Liszt tradusse poi musicalmente nella raccolta pianistica intitolata “Anni di Pellegrinaggio” Secondo anno: Italia che costituisce la prima parte dell’odierno Concerto. Proprio durante il soggiorno lucchese la Contessa Marie d’Agoult veniva ogni giorno in carrozza a Bagni di Lucca per sottoporsi alle cure termali sotto l’attenta guida del Direttore delle Terme, Dott. Alessandro Carina. Ecco quindi inquadrato, si potrebbe dire anche familiarmente, quel famoso Concerto al Casinò, che noi oggi vogliamo idealmente far rivivere e ricordare e del quale si può forse avvertire un’eco in altri versi del marchese Boccella dedicati proprio nel 1840 “AFrancesco Liszt”: Quando in mezzo a ricolma aula ti vidi che di plausi echeggiava chinar modesto la serena fronte:

Franz Liszt

………….

versi nei quali viene evidenziato in Liszt un gesto di modestia, che è, poi, il gesto proprio dei Grandi. Il programma si articola in due parti. Nella prima saranno presentati i sette brani che fanno parte della raccolta “Année de Pèlerinage” Deuxième Année: Italie” – Sposalizio- Il Penseroso- Canzonetta di Salvator Rosa- Sonetti del Petrarca n° 47, 194, 123 – Après una lecture de Dante (Fantasia quasi Sonata), composti tra 1837 e 1849. Per ogni brano Liszt ha trovato ispirazione in opere della pittura, della scultura e della poesia dei più grandi genî dell’arte italiana: Raffaello, Michelangelo, Salvator Rosa, Petrarca, Dante Alighieri. La seconda parte è introdotta dalla Rapsodia Ungherese n°13. Durante la sua infanzia in Ungheria, Liszt aveva avuto modo di ascoltare la musica popolare del suo paese e in particolare quella degli zigani. Quando molti anni dopo vi fece ritorno, il rinnovato incontro con il folclore del paese natale fu la fonte di ispirazione per 19 composizioni pianistiche che egli volle intitolare Rapsodie Ungheresi, scritte e pubblicate in tempi diversi anche in onore dei moti rivoluzionari del democratico Lajos Kossuth per l’indipendenza dell’Ungheria dall’Austria.

In esse Liszt ha cercato di ricreare il carattere, spesso improvvisativo e virtuosistico, della musica popolare magiara. La Rapsodia Ungherese n° 13 in la minore è una delle più celebri della serie e presenta un taglio nettamente bipartito: una prima parte in tempo lento di carattere sognante e malinconico ed una seconda in tempo veloce di scatenato virtuosismo.

Seguirà, interpretato dal tenore Claudio Sassetti, il Lied “Angiolin dal biondo crin”, del quale si è già detto. Si può solo aggiungere che questo fu il primo Lied composto da Liszt, proprio durante il suo soggiorno a Monte S. Quirico di Lucca, cioè nel 1839 e poi pubblicato nel 1843. Il testo del marchese Boccella fu tradotto in tedesco da Peter Cornelius. Chiuderà il Concerto la trascrizione di Liszt della Ouverture del Guglielmo Tell di Gioacchino Rossini: una pagina che evidenzia ed impegna il virtuosismo del compositore, del trascrittore e dell’interprete.

Una parte cospicua dell’immenso catalogo di Franz Liszt è costituita da trascrizioni e rielaborazioni di opere proprie e di altri compositori. In un’epoca in cui – quella del musicista ungherese – non era possibile la diffusione e l’ascolto della musica tramite supporti che la tecnologia avrebbe in seguito ideato e reso fruibili a tutti, furono di fondamentale importanza proprio le trascrizioni lisztiane, che favorirono in maniera straordinaria la conoscenza dei grandi capolavori musicali e, tra questi, dell’opera italiana.

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Giovanni Santini si è diplomato in pianoforte nel 2007 con il massimo dei voti e la lode, presso l’Istituto Musicale “L.Boccherini” di Lucca, sotto la guida della prof. N. Puccinelli.

In seguito ha proseguito gli studi presso l’Istituto Musicale “P. Mascagni”, dove ha conseguito, con il massimo dei voti e la lode, la laurea di secondo livello sotto la guida del M° D. Rivera.

Ha frequentato master-class e corsi tenuti da Badura – Skoda, Perticaroli, Balzani, Libetta, Swann, Weiss, Risaliti, Baldocci, Achucarro. Si è affermato in numerosi concorsi, sia nazionali che internazionali. Nel 2008 si è classifi cato come “Miglior Diplomato d’Italia” nell’ambito della “XII Rassegna Migliori Diplomati d’Italia” di Castrocaro. A seguito di questa vittoria ha anche inciso un CD che è uscito con la rivista “Suonare News”. Nel giugno 2009 è risultato vincitore della borsa di studio “Rotary Club Mascagni”. Con l’orchestra dell’Istituto Musicale “L. Boccherini” ha eseguito il concerto K466 di Mozart; con la GAMS Ensemble ha eseguito con il violinista A. Aiello il doppio concerto di Mendelssohn in Re min. per pianoforte violino e orchestra e la prima assoluta di Le Chant Du Feu di Andrea Nicoli; con l’Orchestra Filarmonica di Banja Luka ha suonato il Concerto n°1 op.11 di Chopin; ha all’attivo un gran numero di concerti sia come solista che in formazioni cameristiche. Ha studiato anche direzione d’orchestra col M° G. Bruno e attualmente studia con il M° M. Balderi. E’ iscritto inoltre al X anno del corso di composizione nella classe del M° A. Nicoli. Il suo brano Eltit per pianoforte, marimba, violino e sax baritono sarà inciso nell’ambito del progetto “Il golfo dei poeti e della musica”.

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Claudio Sassetti, che generosamente ha accettato di prendere parte al Concerto, è nato e vive a Bagni di Lucca. Si è laureato con il massimo dei voti al Conservatorio L. Boccherini di Lucca. Nonostante la giovane età, ha già al suo attivo molte esperienze concertistiche e teatrali. Tra le opere ricordiamo: L’incoronazione di Poppea di C. Monteverdi per le riprese televisive di RAI 2, Traviata per l Festival del Vittoriale e per il Festival Lirico estivo di Pisa, Rigoletto, Lucia di Lammermoor, Lo spazzacamino di B. Britten, Il Tabarro, Gianni Schicchi.

Nel 2001 è stato scelto per esibirsi davanti a S. M la regina Fabiola del Belgio; nel 2007 ha interpretato ancora Traviata, sotto la regia di Beppe Menegatti e la direzione del Maestro Erbert Handt, Tosca e Madama Butterfl y; nel 2010 è stato Rinuccio in Gianni Schicchi al Festival Puccini . Si sta perfezionando sotto la guida del Maestro William Matteuzzi e la sua attività artistica lo vede interprete di vari recitals in tutto il territorio nazionale.

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Concludo questi brevi note illustrative dell’Omaggio a Franz Liszt, augurando a quanti vi prenderanno parte di trarne diletto ed insieme auspicando che esso possa contribuire ad arrecare effetti positivi all’intera comunità di Bagni di Lucca, nella ferma convinzione che là dove ed ogni qual volta abbiano luogo manifestazioni di cultura significative, non verrà mai meno la speranza di un miglioramento sociale ed economico. Il Presidente della Fondazione Michel de Montaigne Prof. Marcello Cherubini

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