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Le isole Dahlak, il paradiso tropicale d’Eritrea
Le isole Dahlak, senza alcun dubbio, la meta più bella e suggestiva che abbia mai visitato. 360 tra isole e isolette che offrono spiagge incantevoli e limpide acque dove immergersi e scoprire un mondo sommerso unico, tra coralli e relitti subacquei. Le isole eritree sono uno dei più belli e meno conosciuti paradisi tropicali dell’Africa. Dichiarate da tempo riserva nazionale, possono essere visitate previa autorizzazione governativa.
Per raggiungere questo meraviglioso paradiso, si scende verso la costa partendo dalla capitale Asmara, che si trova a 2360 metri di altitudine. Dopo circa 2 ore di viaggio (circa 110 km) si
raggiunge Massawa, la città portuale più importante lungo la costa, da qui ci si imbarca alla volta delle isole Dahlak e il sogno può cominciare. Ci sono diversi Diving ed avrete la possibilità anche di “noleggiare una barca veloce con tanto di capitano per cifre ragionevoli.
L’Arcipelago delle Dahlak, come vi dicevo, è riserva nazionale, denominata “Parco Nazionale Marino delle Dahlak”, e non potrebbe essere altrimenti vista la preziosità dell’ambiente naturale che accoglie più di mille specie differenti di pesci. Vale la pena citare alcune delle varietà che è possibile trovare solo da queste parti: gli “snapper”, i lucci, gli “sweetlips”, i pesci unicorno e i fucilieri, i pesci farfalla, i pesci angelo, le razze, le murene, i pesci giraffa, il pesce pappagallo, il pesce chirurgo e il pesce cardinale, oltre a ben cinque tipi diversi di tartarughe tra cui le famose “Hawksbill” e la tartaruga verde. Si possono ammirare molte specie di delfini tra cui la “sousa” dell’Oceano Indiano e la “stenella tropicale”.
Solo quattro isole sono abitate e la popolazione vive di pastorizia, allevando cammelli e capre, oltre a vendere dei piccoli suvenir ai pochi turisti che hanno la fortuna di passare da queste parti. Rarità faunistiche, come il curioso dugongo (o bue marino, mammifero erbivoro che può raggiungere anche il peso di una tonnellata) ed emozioni paesaggistiche rendono il posto davvero speciale. Specie se si è appassionati di snorkeling e immersioni. Sulle spiagge ci si imbatte tranquillamente in graziosi branchi di granchi e, tuffandosi nel mare, di una trasparenza senza eguali, si scorgono fondali incontaminati ricchissimi di ogni sorta di molluschi, coralli, echinodermi, ricci e stelle marine. Le isole migliori per lo snorkeling, e anche più vicine dalla costa, sono la Green Island e le isole Entrea e Harat. Isole e isolotte, ciascuna un gioiello a parte. Una citazione spetta anche agli uccelli
che potrete ammirare da queste parti. Le isole sono uno “scalo naturale” per moltissime specie migratorie, che hanno scelto non a caso questi posti incontaminati anche per nidificare.
Nell’isola più grande, Dahlak Kebir, popolata da antilopi e gazzelle, ci sono dei villaggi e anche un piccolo Albergo a “tukul”. Se siete veramente appassionati di mare ed amate dormire in barca, potete scegliere di soggiornare su i tradizionali Sambuco, barche completamente attrezzate e complete di ogni confort.
Tra le meraviglie del mondo sommerso del Mar Rosso d’Eritrea fanno parte anche alcuni relitti di navi, ormai parte integrante dell’habitat dell’arcipelago. Più di 60 relitti subacquei al largo delle isole, di cui solo alcuni possono essere visitati. Tra questi la nave Nazario Sauro, imbarcazione utilizzata per il servizio di collegamento tra l’Italia e le sue colonie in Africa. La nave affondò durante il conflitto mondiale nel 1941 ed oggi è “visitabile”, per gli esperti di immersioni, ad una profondità di 39 metri. All’interno si trovano una moltitudine di pesci e attorno, data la poca luce, è cresciuto in maniera spettacolare il corallo.
Vi ricordo che per visitare l’Eritrea è assolutamente necessario essere in possesso del passaporto con validità di almeno sei mesi e del visto consolare. E’ necessario ottenere una specifica autorizzazione per poter visitare le varie località del paese e le aree consentite variano con una certa imprevedibilità. E’necessaria anche la profilassi antimalarica, consigliata soprattutto a chi decide di soggiornare lungo la costa.
Un consiglio, rivolgetevi ad agenzie serie, da queste parti non ci si può permettere il lusso di fare i villeggianti, una meta sicuramente sconsigliata a chi non è abituato a viaggiare per il mondo. Perchè c’è una grande differenza tra un vacanziere ed un viaggiatore!!!!
Visitare le isole Dahlak è sicuramente un privilegio destinato a pochi, ma chi avrà la possibilità e la ferma decisione di farlo non se ne pentirà assolutamente, del resto è iniziato proprio da queste parti il mio “mal d’Africa”.
Fabrizio Barsuglia
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liana
3 luglio 2011 at 12:13
da leggere! per,comprendere quanto sia bello il nostro mondo!!
walter castaldo
9 luglio 2011 at 16:01
Complimenti per aver visitato quello che considero uno dei migliori “angoli” del mondo! Lo conosco molto bene perchè mi ha dato i natali ed ho vissuto costà quasi venti anni. Ogni due, o tre anni, non posso fare a meno di tornare!
Personalmente, non ho mai fatto alcuna profilassi preventiva; anzi, l’ho sempre sconsigliata…
Sono disponibilissimo a fornire…”dritte”, qualora vi venga la sana idea di trascorrere una meravigliosa vacaza.
* waltercastaldo@yahoo.it
* autore di “Eritrea. Un poco di…quasi tutto” Editore Istituto Storico PT
Giovanna ingaliso
8 aprile 2012 at 20:46
Ciao sono felice di conoscerti per dirti che uno dei sogni nel cassetto e’quello di visitare almeno una volta nella vita la costa Eritrea e soprattutto la isole adiacenti ma a quanto pare sono un po’ off limit quindi ho bisogno di qualcuno come te che sfati la leggenda,grazie se vorrai rispondermi
FILIPPO
5 luglio 2012 at 16:12
circa 10 anni fa sono stato 5/6 volte in eritrea e le isole, conosco molto bene l’ambiente e non vedo l’ora di tornarci. ho lasciato molti amici laggiù, persone splendide , non solo i paesaggi sono stupendi, ci sono anche le persone.
Sto pensando di organizzare dei tour per il 2013 e trasferire la mia barca a vela a massawa per poter raggiungere le isole in completa autonomia. se interessati contattatemi
gianluca
18 luglio 2012 at 14:32
essendo appassionato di mare e di sole caldo, stavo valutando la possibilità di trasferirmi in Eritrea e nel caso di lavorare in un diving come istruttore o guida…sarà possibile ciò? attendo qualche dritta da chi già è stato grazie a tutti