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GUTTUSO e gli amici di corrente

Organizzare a Seravezza una mostra di Renato Guttuso è un impegno non indifferente, riguardo al grande protagonista dell’arte e della cultura italiana e non solo, poiché le opere più significative e i grandi capolavori del Maestro sono sparsi nei Musei più importanti d’Italia ed europei e quindi di difficile accesso per i prestiti in considerazione che molte delle quali sono già da tempo opzionate in vista della grande retrospettiva palermitana che si terrà l’anno prossimo per la ricorrenza del centenario della nascita.
Nonostante ciò il comitato organizzatore è riuscito ad ottenere un nucleo consistente di opere, raccolte da collezioni private molto importanti, alcune delle quali saranno riproposte all’attenzione del pubblico e della critica dopo anni di oblio, ad esempio, il grande dipinto del 1951 “Sogno di un guerrafondaio”, in cui il volto del protagonista della scena è quello del Presidente degli U.S.A Eisenhower. Per questo dipinto Guttuso subì un processo in Corte d’Assise, per offesa a capo di stato straniero.
La selezioni dei dipinti e dei lavori grafici abbracciano l’intero viatico artistico di Guttuso: un arco produttivo che va dagli anni Quaranta agli anni Ottanta.
A completamento dell’evento, per meglio comprendere i rapporti e le tematiche culturali, politiche ed anche sociali, che hanno visto coinvolto l’artista nel suo lungo e infaticabile percorso, si è pensato di dedicare una parte cospicua della mostra ai suoi amici più cari, appunto, quelli del gruppo di “Corrente” (Ernesto Treccani – Renato Birolli – Aligi Sassu – Giuseppe Migneco – Ennio Morlotti – Emilio Vedova), che negli anni della lotta al regime fascista furono sensibili alle sollecitazioni europee come apertura necessaria al rinnovamento dell’arte italiana e con i quali il Maestro siciliano aveva instaurato un sodalizio fortissimo, che viene anche certificato con la presenza, in questa esposizione, di un’opera di Vedova dal titolo “Cristo nei Getsemani (interpretazione da Tintoretto)”del 1942.
Nello stesso anno Guttuso dipinse la “Crocifissione”, con la quale vinse il Premio Bergamo, una grande tela che scatenò polemiche, specialmente dal versante religioso.
Nelle esposizioni promosse da Corrente, in qualche occasione, furono esposte anche alcune proposte dal tema religioso, dove spesso era rappresentata la passione del Cristo, in chiave di denuncia alle violenze e alla guerra.
E non a caso in questa rassegna è presente un quadro poco noto di Treccani, “Algeria” del 1950, una pagina espressiva della storia drammatica della rivolta intrapresa dai popoli soggetti alla dominazione coloniale.
L’esposizione è corredata da un ricco catalogo con tutte le opere illustrate e schedate a fronte di impegnativi testi critici che analizzano il percorso dell’artista nell’arco di mezzo secolo d’intensa attività artistica, evidenziandone il ruolo di straordinario e rappresentativo testimone del nostro tempo in grado di rappresentare con le opere e il suo impegno sociale, la complessità della condizione umana con le sue sofferenze, i suoi miti, le sue passioni e contraddizioni.
La rappresentazione di quanto detto, le cui opere provengono totalmente da collezioni private, è il giusto e dovuto tributo alla lunga carriera all’impegno intellettivo e all’arco creativo dell’artista di Bagheria.
Guttuso – Treccani – Morlotti – Migneco – Birolli e Vedova, questi nostri artisti sono tra i migliori interpreti e protagonisti della tradizione dell’arte italiana e internazionale, la loro storia e il lavoro che hanno prodotto, gli ha resi celebri e apprezzati in tutto il mondo.

 

SERAVEZZA – PALAZZO MEDICEO 1 luglio – 11 settembre 2011
Inaugurazione venerdì 1 luglio, ore 18.00

ORARIO APERTURA: tutti i giorni: 10.00-12.30 e 17.00-24.00
Ingresso euro 5.00 – ridotto 3.00

Mostra a cura di Enrico Dei

Comitato Scientifico:
Giuseppe Di Natale 
Francesca Marini
Gioela Massagli
Mauro Pratesi

Catalogo: Pacini Editore, Pisa     

Ufficio Stampa Ilogo, Prato
0574-29619

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